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Le Pantere Nere marciano su Hollywood

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Nell’America di Trump arriva il primo film di super eroi Marvel total black diretto da Ryan Coogler: “Il personaggio è basato sul fumetto del 1966, quando è nato il Black Panther Party”. Nel cast anche Lupita Nyong’o  
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LOS ANGELES. L'America afroamericana si schiera con Black Panther: il nuovo film Marvel sul primo supereroe nero del grande schermo uscirà il 14 febbraio dopo una prima a Los Angeles degna del più ricco Guerre Stellari. Le prime reazioni sono entusiaste: "Il miglior Marvel mai visto!", "Finalmente un film che ci rende fieri del colore della nostra pelle". Su Twitter si schiera anche la regista di Selma Ava DuVernay: "Sto andando eccitatissima a vedere il film dello straordinario Ryan Coogler".

La storia del film segue T'Challa (Chadwick Boseman) che dopo l'assassinio del padre, il re di Wakanda, ritorna all'isolata e tecnicamente avanzata nazione africana - un mondo fittizio il cui stile futuristico è pervaso di antica tradizione africana, per costumi e abitudini - per prendere il suo posto come re. Ma quando un potente antico nemico riappare,
il re è travolto in un conflitto che mette il destino di Wakanda e d…
LOS ANGELES. L'America afroamericana si schiera con Black Panther: il nuovo film Marvel sul primo supereroe nero del grande schermo uscirà il 14 febbraio dopo una prima a Los Angeles degna del più ricco Guerre Stellari. Le prime reazioni sono entusiaste: "Il miglior Marvel mai visto!", "Finalmente un film che ci rende fieri del colore della nostra pelle". Su Twitter si schiera anche la regista di Selma Ava DuVernay: "Sto andando eccitatissima a vedere il film dello straordinario Ryan Coogler".

La storia del film segue T'Challa (Chadwick Boseman) che dopo l'assassinio del padre, il re di Wakanda, ritorna all'isolata e tecnicamente avanzata nazione africana - un mondo fittizio il cui stile futuristico è pervaso di antica tradizione africana, per costumi e abitudini - per prendere il suo posto come re. Ma quando un potente antico nemico riappare,
il re è travolto in un conflitto che mette il destino di Wakanda e dell'intero mondo a rischio, e deve scatenare i suoi formidabili superpoteri da Pantera Nera per assicurare la salvezza del suo popolo e delle loro tradizioni.

È, per la Marvel e i suoi fan, una mossa audace e in avanti: il leggendario fumettista Stan Lee aveva creato il supereroe Pantera nera insieme a Jack Kirby negli anni 60, il primo supereroe di origine africana a entrare nel mondo commerciale americano dei fumetti. "Ho sempre amato l'idea di un supereroe che vive in Africa", dice Stan Lee. "È il capo di una tribù ma è anche molto di più man mano che i suoi poteri aumentano. È un personaggio interessante per il pubblico. C'è qualcosa di molto speciale in lui, la gente vede il supereroe in una luce diversa".

Quella luce di cui chiaramente l'America di Trump, divisa e razzista, aveva bisogno anche nel mondo dello spettacolo e non solo dal punto di vista sociale e politico. Una responsabilità che non è sfuggita al regista Coogler e agli attori nel presentare una nazione, quella di Wakanda, che si pone ad anni luce dalla caratterizzazione di "shithole" data proprio da Trump. "Black Panther riflette la storia e la forza Africana", dice l'attore sudafricano John Kani, che interpreta il vecchio re. "L'Africa è sopravvissuta per secoli e oggi è in piedi e forte. Non voglio perdere tempo a discutere dei commenti di Trump. Mio nonno e il mio bisnonno erano re e principi. Quando qualcuno dice qualcosa che dimostra estrema ignoranza, non vale la pena pensarci su un secondo".

"Sono cresciuto come un giovane nero a San Francisco", racconta Coogler, "amavo i fumetti, non importava di che colore fossero, seguivo X-Men, Batman, Superman e Spider-Man. Ma erano tutti bianchi, e andando avanti con l'età ho cominciato a cercare un personaggio che assomigliasse di più a me. Il proprietario di una libreria di fumetti mi fece conoscere Black Panther. Mi sono innamorato di quel personaggio; la cosa migliore è che T'Challa riceveva il suo potere dalla gente che lo circondava e dalla sua storia, una storia importante per me e la mia famiglia. Tutti noi in casa riconosciamo l'importanza della cultura africana, per questo sono contento di portare un film così grande al pubblico".
Coogler non dimentica che Black Panther richiama alla mente il movimento rivoluzionario delle Pantere nere: "Abbiamo basato il personaggio sul fumetto, ma il fumetto è arrivato in quel periodo, il 1966, quando l'organizzazione è nata. Penso che Stan Lee e Jack Kirby siano stati ispirati dai problemi del mondo reale, dalla cultura e da quello che succedeva nel Paese negli anni 60". Fresco della candidatura agli Oscar come miglior attore protagonista per Scappa - Get out, Daniel Kaluuya, nel film W'Kabi, aggiunge: "Stiamo parlando di un supereroe africano, è incredibile! Il 20 percento del cast parla in un accento africano, è ben diverso dal tipico blockbuster hollywoodiano nello spazio! Tanti dei personaggi parlano come i miei zii e le mie zie, veniamo tutti dall'Uganda e conoscono quel dialetto! Da piccolo mia mamma non mi lasciava leggere fumetti ma io conoscevo bene la Pantera nera, la vedevo in tv e ora è incredibile vederla in questa nuova vita".

Il premio Oscar Lupita Nyong'o interpreta una spia di Wakanda: "Abbiamo iniziato il film in un periodo molto diverso degli Usa. Ora riflette la situazione attuale. Ovviamente ci domandiamo tutti da dove veniamo. Io sono africana, ho passato tutta la vita guardando film stranieri e ci ho messo un po' prima di poter dire, "hey, non mi sento rappresentata". Il potere del cinema è che ti può far vedere come il mondo era, come è e come potrebbe essere. Wakanda è quello che potrebbe essere: una società di uomini e donne che partecipano insieme alla costruzione di una nazione. Questo film indica un cambiamento nella nostra cultura, fa conoscere la ricchezza e la diversità dell'Africa".

Accanto a Lupita, il protagonista Chadwick Boseman riflette sulle ingiustizie sociali cui ha assistito fin da bambino: "Io sono del Sud Carolina e tutta la vita ho visto bandiere confederate sui pick up dei bianchi. Ho visto membri della mia famiglia fermati dalla polizia senza motivo, ho visto uno che cercava di buttar fuori mia mamma di strada con un camion. Come rispondi? In modo violento o in modo spirituale e consapevole. Black Panther è socialmente, culturalmente, una cosa incredibile".