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Da Sanremo a Montalbano, Rai1 macina ascolti

Il direttore Angelo Teodoli: "Più impegno e valore, scelte popolari e contenuti di qualità"
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Sette settimane da ricordare. Per Rai 1 l'anno è iniziato ballando e la festa continua. L'ammiraglia macina successi, numeri importanti non sempre scontati, anzi, qualche volta sono scommesse vinte. Danza con me, con Roberto Bolle, l'1 gennaio ha sottratto quasi 5 milioni di persone alla tombolata, share al 21.53% per una prima serata dedicata al balletto e ovazione social per il livello culturale dell'operazione. Poi sono arrivati Alberto Angela, Sanremo, Montalbano, Fabrizio De André. Lunedì prossimo l'altro Montalbano in programma, magari non sarà record ma ci andrà vicino.

Rai 1 allunga il passo verso la ridefinizione della propria identità. Rottamati trash e ultrapop, si testa il collante che leghi definitivamente il concetto di servizio pubblico all'urgenza di qualità. "Abbiamo deciso di dare un taglio diverso alla rete, è un processo lungo, ci vorrà del tempo perché tutto cambi&q…
Sette settimane da ricordare. Per Rai 1 l'anno è iniziato ballando e la festa continua. L'ammiraglia macina successi, numeri importanti non sempre scontati, anzi, qualche volta sono scommesse vinte. Danza con me, con Roberto Bolle, l'1 gennaio ha sottratto quasi 5 milioni di persone alla tombolata, share al 21.53% per una prima serata dedicata al balletto e ovazione social per il livello culturale dell'operazione. Poi sono arrivati Alberto Angela, Sanremo, Montalbano, Fabrizio De André. Lunedì prossimo l'altro Montalbano in programma, magari non sarà record ma ci andrà vicino.

Rai 1 allunga il passo verso la ridefinizione della propria identità. Rottamati trash e ultrapop, si testa il collante che leghi definitivamente il concetto di servizio pubblico all'urgenza di qualità. "Abbiamo deciso di dare un taglio diverso alla rete, è un processo lungo, ci vorrà del tempo perché tutto cambi", osserva il direttore di Rai 1 Angelo Teodoli, "ma i segnali sono forti grazie anche a scelte di palinsesto fatte in origine, ad esempio l'ingresso di Fabio Fazio che si sta consolidando e adattando alla rete. La chiave è: più impegno e valore, scelte popolari e contenuti di qualità". L'esempio di Che tempo che fa è illuminante, con quel 16,6% diventato via via 18% fino al 20% dell'ultima puntata. Un premio alla pervicacia nel fare scelte coraggiose, si pensi alla serata sullo ius soli o a quella con i genitori di Giulio Regeni.

I personaggi catalizzatori sono un punto di forza. Alberto Angela non è un talento scoperto di recente eppure il trampolino di Rai 1 e l'eccellenza di un prodotto come Le meraviglie (una media di 5 milioni 700 mila, 23 e mezzo di share) lo hanno trasformato in una rockstar. Claudio Baglioni, fortemente voluto dal dg Rai Mario Orfeo alla direzione artistica di Sanremo, era
un grande punto interrogativo. È diventato esclamativo con un'edizione boom, una media del 52,2%. Ed è riuscito nell'impresa titanica di conquistare alla generalista pubblico giovane e pubblico "colto": sulle ragazze fra i 15 e i 24 anni la finale ha toccato il 69.6% con picchi dell'86.3; tra i livelli di istruzione, il migliore risultato è stato raggiunto sui laureati, 56.4%, record dal 1997.

L'onda si è allungata post festival. Montalbano è una certezza da vent'anni ma La giostra degli scambi (il prossimo, Amore, lunedì 19) ha battuto ogni record. Bene anche le due puntate di Fabrizio De André, principe libero (oltre 6 milioni, 28% la prima, 25,5% la seconda), "una storia di libertà" commenta la direttrice di Rai Fiction Tinni Andreatta "raccontata come un grande romanzo di formazione, senza sconti sulle debolezze private dell'uomo". Anche in questo caso acclamazione su Twitter, complice il talento del protagonista Luca Marinelli, che poi è diventata protesta per il taglio, perché Porta a porta scalpitava, dei titoli di coda con il vero De André in Bocca di rosa. Incidente risolto con la messa online, su RaiPlay, del video integrale e la riproposizione a La vita in diretta, ieri, presente Dori Ghezzi.

Rai1 marcia anche sui social. Boom di interazioni per #sanremo2018, prima con #Meraviglie, scambi vorticosi con #Montalbano, citazioni da #PrincipeLibero. I social sono moltiplicatori, spiega ancora Teodoli, "ma ci dev'essere il prodotto di base che sollecita l'interazione. Sono i programmi che creano l'attività, non il contrario. E i personaggi che possono rappresentare dei simboli". Fra i più twittati di Sanremo? Pippo Baudo. Già un simbolo molto prima che il mondo iniziasse a cinguettare.