✕
(afp)

Luca Guadagnino dopo l'Oscar: “Ora è tempo di pensare al sequel”

La statuetta alla miglior sceneggiatura è andata a James Ivory per il film del regista Chiamami col tuo nome. "Con André Aciman, l'autore del libro, abbiamo parlato: stiamo cercando la formula giusta"
2 minuti di lettura
LOS ANGELES. Luca Guadagnino è di ottimo umore la mattina dopo gli Oscar, sveglio dalle 6 del mattino per il jet lag nonostante abbia fatto le ore piccole: "Ma io non sono un festaiolo", premette il regista di Chiamami col tuo nome, un Oscar vinto da James Ivory per la sceneggiatura non originale.
Si prepara a ripartire da Los Angeles con la famiglia, sorella e nipotini, che lo hanno accompagnato.

· LO SPECIALE La notte degli Oscar

Che pensa di questo Oscar per la sceneggiatura?
"È una cosa magnifica, premia la figura importantissima di Ivory come cineasta che fa parte della tradizione degli Academy Awards. Il cinema sa combinare elementi in maniera spiazzante: in questo caso un signore, Ivory, con una carriera straordinaria, che fa un film di un regista italiano e così riceve la più alta onorificenza. È fantastico".

Ivory ha detto cose bellissime di lei, ma anche che forse lei poteva spingersi più in là co…
LOS ANGELES. Luca Guadagnino è di ottimo umore la mattina dopo gli Oscar, sveglio dalle 6 del mattino per il jet lag nonostante abbia fatto le ore piccole: "Ma io non sono un festaiolo", premette il regista di Chiamami col tuo nome, un Oscar vinto da James Ivory per la sceneggiatura non originale.
Si prepara a ripartire da Los Angeles con la famiglia, sorella e nipotini, che lo hanno accompagnato.

· LO SPECIALE La notte degli Oscar

Che pensa di questo Oscar per la sceneggiatura?
"È una cosa magnifica, premia la figura importantissima di Ivory come cineasta che fa parte della tradizione degli Academy Awards. Il cinema sa combinare elementi in maniera spiazzante: in questo caso un signore, Ivory, con una carriera straordinaria, che fa un film di un regista italiano e così riceve la più alta onorificenza. È fantastico".

Ivory ha detto cose bellissime di lei, ma anche che forse lei poteva spingersi più in là con le scene di nudo. Concorda?
"Non mi sono trattenuto affatto. Il mio primo corto Qui con Claudio Gioè presentato a Taormina mostrava in maniera esplicita un rapporto sessuale fra un uomo e una donna. Non sono mai stato pudico rispetto alla rappresentazione della sessualità. Mai, a caratteri cubitali! La storia di Call me by your name non ne aveva bisogno. Se James aveva quel tipo di sentimento rispetto alla messa in scena lo rispetto profondamente, ma tutto mi si può dire come regista tranne che io mi trattenga. Non l'ho mai fatto né mai lo farò. Non c'è mai stata discussione su questo fra noi".

Luca Guadagnino: "L'Italia è pronta per l'amore tra Elio e Oliver"

Come è stata la serata degli Oscar per lei?
"Molto divertente, sono felice che per esempio il tappeto rosso si sia riempito di colori nei vestiti di tutti, uomini e donne, e non hanno scelto l'opzione funerea del lutto, in nero, per una causa sacrosanta come quella contro gli abusi sessuali. E ho trovato il presentatore Jimmy Kimmel divino, intelligente, sofisticato e pieno di umorismo".

Il discorso di Frances McDormand?
"Il momento più emozionante. È bravissima, si vede chiaramente che è la moglie di un grande regista (Joel Coen, ndr)".

E dei premi a "La forma dell'acqua"?
"È la vittoria di un regista che lavora da 30 anni con metodo, umiltà e artigianalità, e insieme il sogno di un uomo/ragazzino che si nutre di cinema. Rifacendosi al cinema classico di Hollywood abbraccia film di serie B come Il mostro della laguna nera. C'è un altro vincitore, ed è Alberto Barbera e il festival di Venezia. Tre manifesti e La forma dell'acqua sono film che hanno fatto il loro debutto a Venezia".

"Chiamami col tuo nome" sta uscendo in tutto il mondo...
"E continua il successo travolgente: ora esce in Germania, Corea e Giappone. Ma è il momento di salutare il film e mandarlo all'università. Sono impegnato con Suspiria, che non è ancora finito".

'Call me by your name', Guadagnino racconta l'amore

Si parla di un film con Jennifer Lawrence.
"Jennifer ed io ci amiamo molto e abbiamo voglia di lavorare insieme e quindi succederà prima o poi".

E il seguito di "Chiamami col tuo nome"?
"Più che di sequel parlerei di episodi, cronache, racconti morali. Mi immagino questo ragazzo che cresce, penso a Oliver dall'altra parte dell'oceano, alle inquietudini di mezza età del signor Pearlman. Con André Aciman, l'autore del libro, ne abbiamo parlato e stiamo cercando la formula giusta".

Ha seguito le elezioni italiane?
"Che dire? Non è stato utile per il Pd di Renzi che nessuno gli abbia consigliato di fare un passo indietro già dopo la sconfitta al referendum. La lesa maestà è un problema del potere in generale e in particolare in Italia. Forse un risveglio brutale per questi signori. Detto questo
non si sa dove stiamo andando. Intravedo un futuro un po' oscuro".