Jack White: “Cerco nuovi Nirvana per liberarci dal web”
Luca Valtorta
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di LUCA VALTORTA
Con i suoi White Stripes cambiò la musica giovane. Ma oggi? "Anche ai Beatles dicevano che le chitarre non andavano più: e loro le hanno riportate di moda. Il problema ora è Internet: uccide ogni curiosità nei ragazzi". Qualche idea per risvegliarla? "Io riparto dall'hip hop"
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LONDRA. "Cioccolata?". Jack White rovista nell'armadio della sua camera. Niente di sfarzoso. Tappezzeria anni Settanta un po' psichedelica, moquette, legno, divano rosso scuro. All'ingresso dell'hotel, di fianco alla reception, un gattone di bronzo assurdamente grande, alle pareti sculture giallo-blu-rosse alla Léger. Del resto non ci si poteva che aspettare grande attenzione alle combinazioni cromatiche dal creatore dei White Stripes, band in cui gli unici colori ammessi erano rosso, bianco e nero. Da quando Jack White fa album solisti a suo nome però (il primo, Blunderbuss è del 2012) le cose sono cambiate: adesso tutto deve essere blu, bianco e nero. Infatti oggi i suoi pantaloni, scarpe, t-shirt (e capelli) sono tutti neri. Le suole delle scarpe però sono bianchissime. Jack White è molto gentile. Come solo sa esserlo un gentiluomo del Sud. Dal vivo a tratti assomiglia a Johnny Depp, la voce è molto diversa rispett…
LONDRA. "Cioccolata?". Jack White rovista nell'armadio della sua camera. Niente di sfarzoso. Tappezzeria anni Settanta un po' psichedelica, moquette, legno, divano rosso scuro. All'ingresso dell'hotel, di fianco alla reception, un gattone di bronzo assurdamente grande, alle pareti sculture giallo-blu-rosse alla Léger. Del resto non ci si poteva che aspettare grande attenzione alle combinazioni cromatiche dal creatore dei White Stripes, band in cui gli unici colori ammessi erano rosso, bianco e nero. Da quando Jack White fa album solisti a suo nome però (il primo, Blunderbuss è del 2012) le cose sono cambiate: adesso tutto deve essere blu, bianco e nero. Infatti oggi i suoi pantaloni, scarpe, t-shirt (e capelli) sono tutti neri. Le suole delle scarpe però sono bianchissime. Jack White è molto gentile. Come solo sa esserlo un gentiluomo del Sud. Dal vivo a tratti assomiglia a Johnny Depp, la voce è molto diversa rispetto a quando canta, parla lentamente con un timbro profondo. Il tè lo abbiamo già ordinato: verde "organic" e quello di Jack White "Mmm, Vanilla Bourbon: chissà che gusto avrà..." . Bizzarro probabilmente, come la musica del suo nuovissimo album, Boarding House Reach, che inizia con uno struggente spiritual, Connected By Love, che si rifà all'idolo assoluto di White, il bluesman Son House, autore di capolavori come Death Letter Blues o l'incredibile Grinnin' In Your Face per sole voce e battito di mani. In Boarding House Reach Jack White tocca i generi più disparati: è funky alla James Brown nella surreale Why Walk A Dog?, sempre funky ma più tribale alla Talking Heads in Corporation, elettronico e sperimentale in Hypermisophoniac, hip hop in Ice Station Zebra (un pezzo che prende il nome da un mitico film del 1968 diretto da John Sturgess), psichedelico in Respect Commander. Insomma, c'è di tutto, compreso il country alieno di What's Done Is Done e la ballata gentile Humoresque con uno stupendo finale di pianoforte in crescendo. Così inziamo a parlare partendo proprio dal nuovo disco. La cioccolata, fondente al 90 per cento è molto amara e altrettanto buona. Jack ne mangia una tavoletta intera.
Come mai un nuovo album a quattro anni dal precedente, "Lazaretto"? È vero che nel 2016 c'era stata la raccolta "Acoustic Recordings 1998 - 2016". Però questo è proprio un disco nuovo e anche parecchio strano...
"Beh sì, volevo prendermi un po' di tempo libero per stare con i miei figli finché sono ancora giovani, otto, nove anni. Durante questo periodo ho affittato un appartamento a Nashville e ho messo a punto l'equipaggiamento che avevo quando ero teenager, lo stesso registratore a bobina, lo stesso mixer e ho pensato"Bene una volta ogni tanto verrò qui a fare qualche prova". Non avevo un programma, né una deadline. Nel corso del tempo però si è accumulato un bel po' di materiale e così ho deciso di fare un disco".
Con dei musicisti tutti nuovi.
"Sì, ero andato in fissa con l'idea di usare dei musicisti hip hop sul disco così sono andato prima a New York e poi a L. A. e ho provato con musicisti con cui non avevo mai lavorato. Poteva essere un disastro e invece è stato incredibile".
Non pensavo proprio che a Jack White, l'ultimo re del rock, potesse interessare l'hip hop...
"Mi intrigava avere musicisti abituati a lavorare con Kanye West o Jay-Z, capaci di riprodurre dal vivo i sample usati dai produttori. Devi essere pazzescamente abile per fare una cosa simile! Infatti sono venute fuori canzoni molto dense e complesse: quando sono tornato a Nashville ci ho messo mesi per editarli".
Dall'apparecchiatura vintage "semplice" al suono live "complesso".
"Già, ho percorso entrambe le direzioni e adesso che sto facendo le prove per il tour è una vera sfida: non ho mai fatto canzoni così stratificate" .
Già in passato lei ha dichiarato che le piace stare "scomodo". Perché?
"Perché ti fa venire voglia di combattere, di oltrepassare gli ostacoli e arrivare a qualcosa di nuovo. È una cosa diversa rispetto, per esempio, al fare questa intervista andando fuori al freddo stando senza giacca: quello sarebbe scomodo ma ci porterebbe soltanto a terminarla più velocemente. Ma se invece ti trovi in uno studio dove hai solo una traccia su un registratore a bobine ti devi mettere a pensare: "Ok abbiamo una sola traccia e un solo microfono, cosa possiamo fare? Magari ci raduneremo intorno al microfono, avvicineremo gli amplificatori. Improvvisamente ci troviamo a fare musica in maniera nuova a a causa delle condizioni a cui siamo sottoposti. Ti forza a risolvere i problemi in un modo diverso ed è così che succedono le cose belle. Io credo che l'arte passi attraverso ostacoli e limitazioni".
Anche a me piace l'hip hop ma non crede che il suo trionfo - ormai non siete rimasti in molti a fare rock, soprattutto in America - stia contribuendo a distruggere la musica? Un esempio che conosce bene, la Gibson, fondata a Kalamazoo nel Michigan e poi trasferita a Nashville dove vive lei, sta fallendo proprio in questi giorni...
"Ci sono talmente tante possibilità nell'età digitale che ci si chiede come abbiano potuto resistere fino ad ora. Sta succedendo ovunque. Basti pensare ai famosi negozi di giocattoli Toys R Us: la gente va lì e guarda sul cellulare "Oh su Amazon costa tre dollari meno, andiamo a casa e ordiniamolo". Risultato: 32mila persone licenziate. Così ogni negozio oggi non è altro che uno showroom per Amazon. Così come Amazon porterà molti alla bancarotta, non c'è dubbio che molti ragazzi oggi preferiscano fare i dj che i chitarristi. Nella musica sono fasi. Persino ai Beatles era stato detto che non andavano più i gruppi con le chitarre ma loro li hanno riportati ad essere di moda. Ci vuole qualcosa del genere per tornare a catturare l'attenzione dei teenager: nuovi Nirvana. Ma non puoi pianificare, succede e basta. Il grunge e poi la scena garage del 2001 per esempio: The White Stripes, The Strokes, The Hives, The Vines. Quella è stata l'ultima volta che ho visto dei teenager vestirsi come le band, aspettarle all'uscita e cose simili" .
Perché non succede più?
"Internet ha cambiato le cose. Ci sono troppe informazioni. Senti i Nirvana alla radio e ti chiedi "Ma chi sono questi?", "Da dove vengono?". Vai su Internet e in due secondi sai già tutto. Io non sapevo da che città venissero i Nirvana. Non sapevo chi c'era nel gruppo, se avevano fatto altri album, chi era il cantante. Sembravano venir fuori dal nulla. Internet ha ucciso il mistero".
Ai suoi concerti i cellulari sono vietati.
"Lo sono già a Broadway e ai concerti di classica. Credo che tra non molto lo saranno anche ai meeting: l'altro giorno abbiamo avuto un incontro per parlare di musica e a un certo punto mi sono reso conto che mentre uno parlava tutti gli altri guardavano il cellulare: tra un po' spero diventerà "uncool". Non voglio sembrare un vecchio brontolone ma è una pratica antisociale, non necessaria e pericolosa, basti pensare a quegli idioti che lo usano mentre guidano".
A proposito di maleducazione: come è stato possibile che dopo Obama negli Usa sia stato eletto Trump?
"In realtà Hillary Clinton è stata la più votata ma il sistema dei collegi elettorali ha portato a questo risultato. Nel disco c'è un brano, Corporation, che allude a lui quando come soluzione alla disoccupazione dice: "Aprite una corporation". Ovviamente non c'è una possibilità all'inferno che questo possa succedere!".
Per lei il conflitto è fondamentale.
"Per l'arte lo è sicuramente. Credo che solo dalla lotta possa nascere qualcosa di buono: devi essere tu contro il mondo. Questa solitudine è ciò che ti fa esprimere al meglio. Se sei tranquillo, felice e fare musica per te è una cosa molto divertente e rilassante stai facendo una vacanza, non musica".