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Eccentrica Mina, la sua nuova collezione tra Elvis e Paolo Conte

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“Maeba” è il nuovo album dell'artista anticipato dal singolo “Volevo scriverti da tanto”. Nel disco la cantante duetta con Boosta dei Subsonica
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"Pronto, Mina?". "Sì, chi è?". "Sono Paolo Conte e ho una canzone per te, anzi per noi due". Deve essere andata più o meno così, come dire un'offerta impossibile da rifiutare, e quindi con un improbabile ma irresistibile dialetto napoletano, coltivato chissà come e perché tra Asti e Busto Arsizio, si è consumata l'ennesima, eccentrica uscita di Mina, dal titolo La minestrina, giusto al centro della scaletta di Maeba, il nuovo progetto, anzi la nuova "collezione" di canzoni, presentata a Lugano dal figlio, il produttore, consulente, arrangiatore, Massimiliano Pani. Il duetto è grottesco e scintillante, roba da saltellare sulla sedia, colpo di genio di due signori di una certa età che non fingono di essere quello che non sono, anzi cantano senza pudori di un amore maturo, intorno a una minestrina. Ma quando Paolo Conte dice "femmena" si aprono voragini di memorie, cit…
"Pronto, Mina?". "Sì, chi è?". "Sono Paolo Conte e ho una canzone per te, anzi per noi due". Deve essere andata più o meno così, come dire un'offerta impossibile da rifiutare, e quindi con un improbabile ma irresistibile dialetto napoletano, coltivato chissà come e perché tra Asti e Busto Arsizio, si è consumata l'ennesima, eccentrica uscita di Mina, dal titolo La minestrina, giusto al centro della scaletta di Maeba, il nuovo progetto, anzi la nuova "collezione" di canzoni, presentata a Lugano dal figlio, il produttore, consulente, arrangiatore, Massimiliano Pani. Il duetto è grottesco e scintillante, roba da saltellare sulla sedia, colpo di genio di due signori di una certa età che non fingono di essere quello che non sono, anzi cantano senza pudori di un amore maturo, intorno a una minestrina. Ma quando Paolo Conte dice "femmena" si aprono voragini di memorie, citazioni, rimandi. E Mina sta al gioco, come solo lei può fare. Puro godimento.

Il disco è ricco, versatile, ci sono le classiche canzoni "borghesi" e prestigiose firmate da Paolo Limiti o da Giorgio Calabrese, che sono stati storicamente tra gli autori preferiti dalla cantante, trascinanti slanci di passione come nell'incipit Volevo scriverti da tanto ma anche vezzi e stranezze di ogni genere. C'è una quasi filologica Heartbreak Hotel, singolo leggendario di Elvis, ma anche un pezzo molto poco rock'n'roll, anzi a suo modo dolente, strascicato, bluesy, con una chitarra vintage e un basso che incalza, e poi, per rimanere in tema di cover anglofile, c'è una Last christmas da sballo, interpretata alla maniera jazz, col fior fiore dei musicisti che, come di consueto, Massimiliano raduna intorno alla voce della madre. Che è ancora superba, mobile, praticamente intatta, a dispetto dell'età (che per essere gentiluomini non va vista su wikipedia), tanto da far quasi sospettare trucchi, aggiustamenti, autotune, che Pani rifiuta con sdegno: "Ovviamente no, la voce è quella, così come la si sente nell'album, e infatti ad ascoltare bene si sentono anche i fiati, i respiri, lì non ci sono trucchi possibili. Va detto che, col suo rifiuto di esibirsi in pubblico, in tutti questi anni non si è logorata in mille concerti".

Sta di fatto che in Il tuo arredamento, che Pani definisce più o meno "incantabile", mostra una tecnica impressionante, e nell'insieme una divertita e quasi spocchiosa disinvoltura nell'alternare melodie passionali, giochini, malizie esperte, cadute nei toni bassi e impennate acute, lei che dalla voce è stata sempre guidata, dominata, quasi suo malgrado, fa la sbarazzina col rock'n'roll di Mingardi e si concede perfino un finale oscuro, elettronico, in uno scenario inventato da Boosta. "Lei ha voglia di fare così" spiega meglio Massimiliano Pani, "vuole rischiare, potrebbe fare comodamente dischi con i suoi vecchi successi, e invece no, vuole essere coraggiosa e contemporanea".

Ora, chissà, difficile dire se è davvero contemporanea, certo la scelta degli autori e delle compisizioni non è sempre modernissima, ma la voglia di rischiare c'è davvero, come un tuffo nel vuoto, senza rete, compiuto con la incosciente audacia del grande acrobata.