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La casa sul mare esce nelle sale italiane il 12 aprile  

Quei ragazzi invecchiati che possono salvare il mondo

Ne “La casa sul mare” di Robert Guédiguian una famiglia viene sconvolta dall’arrivo di tre giovani profughi. E scopre di credere ancora negli ideali del passato
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È inverno, i turisti se ne sono andati, la luce fredda del sole fa rabbrividire: nella piccola bellissima insenatura vicino a Marsiglia i pescherecci ondeggiano abbandonati, il mare è lucente e tempestoso, i militari perlustrano tra gli ulivi i sentieri della collina alla ricerca di clandestini sopravvissuti e un recente naufragio. Scandisce il tempo il rumore dei treni che corrono sull'alto viadotto che incombe sul paese.

Qui, dove sono stati giovani, felici, certi di un futuro meraviglioso, si ritrovano insieme dopo tanti anni due fratelli e la sorella, attorno al vecchio padre che sta morendo, nella casa dalla terrazza semirotonda, le altre case vuote, una coppia di vicini anziani, un giovane pescatore. Un po' noioso mi ha detto un mio amico che se ne intende. Non è vero, almeno, per chi, alla mezza età, non cerca nei film stordimento ma qualcosa di sé. Finalmente un film per chi va al cinema da decenni!

Se si guarda all'età d…
È inverno, i turisti se ne sono andati, la luce fredda del sole fa rabbrividire: nella piccola bellissima insenatura vicino a Marsiglia i pescherecci ondeggiano abbandonati, il mare è lucente e tempestoso, i militari perlustrano tra gli ulivi i sentieri della collina alla ricerca di clandestini sopravvissuti e un recente naufragio. Scandisce il tempo il rumore dei treni che corrono sull'alto viadotto che incombe sul paese.

Qui, dove sono stati giovani, felici, certi di un futuro meraviglioso, si ritrovano insieme dopo tanti anni due fratelli e la sorella, attorno al vecchio padre che sta morendo, nella casa dalla terrazza semirotonda, le altre case vuote, una coppia di vicini anziani, un giovane pescatore. Un po' noioso mi ha detto un mio amico che se ne intende. Non è vero, almeno, per chi, alla mezza età, non cerca nei film stordimento ma qualcosa di sé. Finalmente un film per chi va al cinema da decenni!

Se si guarda all'età dei tre interpreti, Ariane Ascaride, Gérard Meylan, Jean - Pierre Darroussin, Angèle, Armand e Joseph, hanno superato i 60 anni e i loro personaggi portano con sé le perdite, le delusioni, i rimpianti, di una vita che non è stata come immaginavano. La casa sul mare è il ventesimo film di Robert Guédiguian, girati quasi tutti attorno a Marsiglia, con gli stessi attori, generosamente convincenti, Ariane sua moglie, e gli altri suoi amici, giovani nei primi anni 80, invecchiati di film in film, ispirando storie diverse legate al loro tempo e alla loro età.

Chi ha scoperto in passato questo cinema proletario e raffinato, si commuoverà, come non capita più, per questa storia di perdita e nostalgia di "quando si stava meglio". Quando c'era l'entusiasmo della condivisione, la forza di essere in tanti, quando si voleva rivoluzionare il mondo, quando c'erano la classe operaia e il comunismo e i nemici erano i borghesi, i fascisti, i razzisti.

E c'era pure la gioia della giovinezza, che in questo film stordisce: perché per ricordare quella dei suoi protagonisti di oggi, Guédiguian deve solo mostrarli in un suo film di trent'anni fa, Ki lo sa? girato nello stesso luogo, quando anche loro, gli attori, erano belli e probabilmente felici. Questo accostamento senza trucchi è inquietante nella sua verità: dove è andata davvero quella giovinezza, quella gioia, quei capelli folti, quella pelle tesa, quei corpi sottili, quel futuro? Non c'è più niente di quell'epoca d'oro e per i tre fratelli non resta che l'amarezza degli errori e delle sconfitte, il cambiamento del mondo e degli ideali, nuove giovinezze troppo lontane dalla loro: Joseph aveva lasciato l'università per condividere la vita di fabbrica, diventare sindacalista, lottare per i lavoratori, tutto finito.

Armand fatica d'estate a mantenere il ristorante di famiglia secondo il desiderio del padre, "mangi bene e spendi poco", Ariane diventata attrice di teatro, è stata spezzata molto tempo prima da una tragedia di cui ha sempre ritenuto responsabile quel padre ormai incosciente. A volerne sapere di quel tempo cancellato dalla storia, è la troppo giovane fidanzata di Joseph, Bérengère, la graziosa Anais Demoustier (il solo pc che si vede è il suo): che lo ritiene un eroe romantico della rivoluzione mancata, se ne è incuriosita a una lezione universitaria, ma adesso quella differenza di età, quel brontolio amaro, l'annoiano. Eppure il ritorno a un mondo che non c'è più, attorno a un uomo morente, è per tutti, inaspettatamente, un modo di liberarsi dalle proprie sconfitte e paure, di scoprire una nuova vita: nuovi amori, una storia politica da scrivere, l'impegno a mantenere viva la collina di cui nessuno si occupa, tracciando sentieri, dando cibo e acqua alle lepri, pulendo il bosco per evitare incendi.

Lasciare Parigi e le proprie amarezze e solitudini, ritrovarsi famiglia, scegliere di vivere nella casa su quel mare della loro infanzia bellissima, creare un futuro partendo dal passato. Preservare la loro visione del mondo, nella confusione del presente. Ha detto Guédiguian: "Credo che oggi non potrei fare un film senza un riferimento ai profughi: viviamo tutti in un mondo in cui le persone fuggono dalle guerre e dall'abbandono, e annegano quotidianamente, alla ricerca di un rifugio, di un focolare". Scompaiono dei vasetti di marmellata, una coperta, e nascosti tra gli arbusti della collina Armand e Joseph scoprono tre bambini dai grandi occhi neri, spaventati, silenziosi: due maschietti, una materna bambina, come sono stati loro, Ariane, Armand e Joseph: sono quelli che i militari stanno cercando, ma i tre fratelli non sono diventati lepenisti e neppure leghisti. Il regista riesce a convincerci che tocca a loro, a tutti noi singolarmente, persone che hanno sempre creduto alla necessità di preservare la pace aiutare chi ha bisogno, un tempo i proletari, oggi gli immigrati. In Francia la Le Pen ha perso le elezioni, in Italia la Lega andrà al governo. La casa sul mare potrebbero proiettarlo in Parlamento.