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La sfida alla regia di Bradley Cooper: “Cantando con Lady Gaga è nata una stella”

Il film in sala a ottobre: "Se non fosse stato per Robert De Niro, non avrei mai trovato il coraggio di debuttare dietro la macchina da presa"
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NEW YORK. "Robert De Niro è il mio eroe. È stato la mia àncora di salvezza quando mio padre è morto di cancro. A un certo punto della mia vita, non sapevo più a chi dire la parola papà. Guardavo Bob e mi veniva spontaneo chiamarlo così". De Niro, 74 anni, potrebbe davvero essere il padre di Bradley Cooper. Tre film insieme (Limitless, Il lato positivo, Joy), la passione per la boxe e un'amicizia nata per caso nel 2009: "A inizio carriera", ricorda al Tribeca Film Festival Cooper, 43 anni, tra le cento celebrità più influenti secondo Forbes e Time, "ho fatto un'audizione per una parte che poi è andata a Sam Rockwell. Il video con il mio provino è finito nella mani di De Niro. Ha chiamato gli agenti e chiesto di incontrarmi. Ricordo le sue parole: 'Ragazzo, non ti illudere, non avrai la parte'. Ma in te ho visto qualcosa. Dammi un abbraccio. Se non fosse stato per lui, n…
NEW YORK. "Robert De Niro è il mio eroe. È stato la mia àncora di salvezza quando mio padre è morto di cancro. A un certo punto della mia vita, non sapevo più a chi dire la parola papà. Guardavo Bob e mi veniva spontaneo chiamarlo così". De Niro, 74 anni, potrebbe davvero essere il padre di Bradley Cooper. Tre film insieme (Limitless, Il lato positivo, Joy), la passione per la boxe e un'amicizia nata per caso nel 2009: "A inizio carriera", ricorda al Tribeca Film Festival Cooper, 43 anni, tra le cento celebrità più influenti secondo Forbes e Time, "ho fatto un'audizione per una parte che poi è andata a Sam Rockwell. Il video con il mio provino è finito nella mani di De Niro. Ha chiamato gli agenti e chiesto di incontrarmi. Ricordo le sue parole: 'Ragazzo, non ti illudere, non avrai la parte'. Ma in te ho visto qualcosa. Dammi un abbraccio. Se non fosse stato per lui, non avrei mai trovato il coraggio di debuttare dietro la macchina da presa e di chiedere a Lady Gaga di diventare la mia stella".

Ci siamo quasi, infatti: dopo Una notte da leoni, American Hustler, il revival di Elephant Man a Broadway, 4 nomination all'Oscar, il suo primo film da regista è il remake di È nata una stella di William A. Wellman, dove recita e canta al fianco di Lady Gaga. Tre anni di preparazione, 42 giorni di riprese. Uscirà il prossimo ottobre distribuito da Warner Bros, a ottant'anni dall'originale, dopo la versione di George Cukor e l'amato-odiato rifacimento con Barbra Streisand.

"Sin dall'inizio", spiega Cooper, "Lady Gaga mi ha detto che questo sarebbe stato uno scambio: io farò affidamento su di te per tirar fuori una performance onesta, tu potrai contare su di me per il ruolo da musicista". Dopo il Golden Globe come miglior attrice per American Horror Story: Hotel per la pop star È nata una stella è la prima prova d'attrice su grande schermo. È stata lei a sfidare Bradley: "Canteremo tutto dal vivo". E lui: "Aspetta, aspetta, aspetta. Cosa?". Lei: "È l'unico modo in cui la cosa può funzionare. Non sopporto i musical dove vedi lontano un chilometro che è tutto pre-registrato o in playback". Aveva ragione: "Ho seguito lezioni di canto per un anno e mezzo ininterrottamente e combattuto l'ansia da prestazione, organizzando piccoli concerti in giro per l'America, esibendomi di fronte a gente comune".

Sul perché di un remake del classico portato al cinema anche da Cukor, il regista delle donne, ammette: "Sono appassionato di Wellman e soprattutto di Cukor, che sapeva parlare al mondo con un sorriso e la giusta amarezza. In quei film c'erano numeri comici, musicali, romantici, pasticcioni". Nella versione del '54, James Mason interpretava un attore in declino, salvato da una cantante (Judy Garland) nel mezzo di uno spettacolo. "La complicità tra i due, la scelta di aiutare la cantante a sfondare nello showbiz, li trovo gesti ancora attuali" dice Cooper. "Io sarò il cantante Jackson Maine, Lady Gaga interpreta Ally. Una delle cose che più ho amato del fare la regia è che abbiamo filmato tutto tra un teatro di posa e veri concerti e festival della musica, saltando via dai palchi come folletti dopo appena cinque minuti di esibizione". E aggiunge: "È nata una stella lo volevamo fare già io e Clint Eastwood dopo aver lavorato insieme in American Sniper. Poi ho pensato di non essere adatto al ruolo. Eppure il progetto continuava a tormentarmi. Lo sognavo di notte. Ora so che il mezzo migliore per esprimere l'amore è la musica".

A proposito di musica, De Niro, che aveva chiesto a Cooper di dirigere già dopo Limitless, assicura: "Ho visto il film ed è magnifico. Spero riceva le attenzioni che merita. Bradley non solo è un grande regista ma anche un bravissimo cantante".