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Un tappeto rosso solo di donne: #MeToo conquista anche Cannes

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Ottantadue fra attrici registe e produttrici sfilano sulla Croisette per chiedere più spazio, dignità e parità salariale
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La marcia delle donne del cinema si consuma sulle scale della Montée des marches in abiti scintillanti e tacchi a spillo. Ma anche sullo schermo del Grand Theatre Lumière: in scarponi da soldato e fazzoletto in testa ci sono le guerriere curde celebrate in Les filles du solais. Eva Hussein è la prima delle tre cineaste in gara quest'anno. Si presenta alla prémiere con un abito scollato e un ragazzino in braccio: "Mio figlio è abituato a stare con me quando lavoro" racconta. Dietro le altre camminano sottobraccio, divise in file. Salgono i gradini tenendosi per mano, si abbracciano, sorridono, si cercano. Sono 82 e rappresentano gli altrettanti film delle registe chiamate in concorso in settant'anni di Festival.

I colleghi maschi sono stati 1688. Rappresentano tante generazioni di cinema, Helen Mirren e Claudia Cardinale, Salma Hayek, e Marion Cotillard, Kirsten Stewart e Lea Seydoux. Per l'Italia ci sono Jasmine Trinca, Alba e …
La marcia delle donne del cinema si consuma sulle scale della Montée des marches in abiti scintillanti e tacchi a spillo. Ma anche sullo schermo del Grand Theatre Lumière: in scarponi da soldato e fazzoletto in testa ci sono le guerriere curde celebrate in Les filles du solais. Eva Hussein è la prima delle tre cineaste in gara quest'anno. Si presenta alla prémiere con un abito scollato e un ragazzino in braccio: "Mio figlio è abituato a stare con me quando lavoro" racconta. Dietro le altre camminano sottobraccio, divise in file. Salgono i gradini tenendosi per mano, si abbracciano, sorridono, si cercano. Sono 82 e rappresentano gli altrettanti film delle registe chiamate in concorso in settant'anni di Festival.

I colleghi maschi sono stati 1688. Rappresentano tante generazioni di cinema, Helen Mirren e Claudia Cardinale, Salma Hayek, e Marion Cotillard, Kirsten Stewart e Lea Seydoux. Per l'Italia ci sono Jasmine Trinca, Alba e Alice Rohrwacher. La regista di Le meraviglie e la collega libanese Nadine Labaki sono le altre due cineaste che fanno sperare quest'anno in una seconda Palma d'oro femminile, un quarto di secolo dopo Lezioni di piano. Alla presidente di giuria Cate Blanchett e alla grande regista belga Agnès Varda spetta leggere la dichiarazione comune: "Le donne non sono una minoranza nel mondo, come farebbe pensare lo stato della nostra industria. Ciascuna di noi lotta ogni giorno, ma insieme oggi, su questi gradini, vogliamo mostrare la determinazione a cambiare le cose, non solo nel cinema. Vogliamo che le istituzioni si impegnino a cambiare, vogliamo trasparenza nella scelta dei ruoli di potere, parità salariale, un ambiente corretto. Che il mondo del lavoro rispecchi la diversità della società in cui viviamo oggi. E che a tutte noi sia permesso di progredire, fianco a fianco con i colleghi uomini".

L'iniziativa è firmata dal collettivo francese 50/50x2020, con Time's up e gli altri movimenti nati per aiutare le donne vittime di molestie sessuali dopo lo scandalo Weinstein. Cate Blanchett ha dichiarato nei giorni scorsi: "Servono le dichiarazioni, ma soprattutto gli atti concreti e specifici". Anche se ha chiarito che le registe in gara saranno valutate esclusivamente per il valore artistico dei film.

Qualcosa si sta muovendo anche al Mercato: crescono i film con protagoniste donne e la spy story 355 prodotto da Jessica Chastain (con Marion Cotillard, Lupita Nyong'o e Penelope Cruz) sarà distribuito in Usa dalla Universal. La Cruz dichiara di aver avuto la stessa paga del marito Javier Bardem per il film girato insieme Everybody knows. Anche il gala benefico dell'AmfAR quest'anno verrà gestito collettivamente da 25 attrici.

Il Festival di Cannes ha giocato la carta del pragmatismo, distribuendo un volantino con un papillon nero e un numero di telefono anti-abusi e lo slogan: "Comportamento corretto richiesto". "Sappiamo che sono arrivate chiamate e le prime denunce", ha detto il segretario di Stato francese per l'uguaglianza di genere, Marlene Schiappa. Il governo francese ha presentato la proposta di legge che mira a inasprire le pene per la violenza sessuale, prevede il reato di oltraggio sessista e estende a trent'anni la prescrizione per i reati sessuali.

Il ministro della cultura Françoise Nyssen presenterà domenica, con la collega svedese Alice Bah Kuhnke, un piano per finanziare giovani cineaste di tutto il mondo. Lunedì è previsto il raduno dei movimenti: 5050x2020 per la Francia, Time's up per Usa e Gran Bretagna, il Greek Women's wave, lo spagnolo CIMA e l'italiano Dissenso comune.