Paul McCartney al Cavern di Liverpool (Copyright Sonny McCartney/MPL)
McCartney torna al Cavern ed è subito delirio
Carlo Moretti
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dal nostro inviato CARLO MORETTI
Sir Paul ha presentato il nuovo album “Egypt Station” e per farlo ha scelto proprio il Club dove tutto è cominciato con i Beatles quasi sessant'anni fa
3 minuti di lettura
LIVERPOOL - Eccolo il concerto segreto di cui Sir Paul McCartney aveva parlato in una diretta Facebook solo tre giorni fa, l'appuntamento con i fan nella sua città. "Liverpool!" urla con quanto fiato ha in gola l'ex Beatle mentre è ancora fuori scena. "Il Cavern!", grida di nuovo raggiungendo la band sul piccolo palco con il fedele basso Hofner a forma di violino, la camicia azzurra e un paio di jeans neri. "Con i Beatles suonammo qui tanti anni fa", dice sommerso dalle urla del pubblico, "ancora non sapevamo se avremmo avuto un futuro nella musica: poi è successo quello che sapete. Tornare in questo luogo per me è davvero una sensazione incredibile".
(Copyright Sam Rock/MPL)
Per i lavori della metropolitana il Cavern qualche anno fa cambiò ingresso, venne spostato qualche metro più in là…!-->!-->
LIVERPOOL - Eccolo il concerto segreto di cui Sir Paul McCartney aveva parlato in una diretta Facebook solo tre giorni fa, l'appuntamento con i fan nella sua città. "Liverpool!" urla con quanto fiato ha in gola l'ex Beatle mentre è ancora fuori scena. "Il Cavern!", grida di nuovo raggiungendo la band sul piccolo palco con il fedele basso Hofner a forma di violino, la camicia azzurra e un paio di jeans neri. "Con i Beatles suonammo qui tanti anni fa", dice sommerso dalle urla del pubblico, "ancora non sapevamo se avremmo avuto un futuro nella musica: poi è successo quello che sapete. Tornare in questo luogo per me è davvero una sensazione incredibile".
(Copyright Sam Rock/MPL)
Per i lavori della metropolitana il Cavern qualche anno fa cambiò ingresso, venne spostato qualche metro più in là, ma per gran parte il locale coincide con il club di allora: hanno utilizzato gli stessi mattoni, persino il caldo asfissiante è lo stesso di un tempo. Tra il 9 febbraio del '61 e il 3 agosto del 1963, i Beatles vi tennero 292 concerti poi, dopo le quattro canzoni che cambiarono le loro vite scatenando la beatlesmania, Love me do, Please please me, From me to you e She loves you, i posti piccoli come il Cavern divennero troppo pericolosi per loro e per l'ordine pubblico.
Qui all'inizio della loro storia suonavano spesso anche all'ora di pranzo per un pubblico di impiegati, operai e studenti, ed è proprio a pranzo che Macca ha voluto il concerto del suo ritorno in città.
L'appuntamento è alle 14, ovviamente l'ingresso è assediato dai fan, il quartiere bloccato, la polizia controlla e dirige il traffico. Ci sarebbe da presentare ai 200 spettatori (è stato anche girato un video per un futuro dvd) il nuovo album di McCartney che esce il 7 settembre e s'intitola Egypt Station, ma quello a cui assisteremo sarà un concerto vero, due ore di pop, blues e rock trascinanti. Con McCartney in gran forma, con i classici dei Beatles della prima ora, i successi con i Wings, omaggi a Jimi Hendrix e John Lee Hooker, persino il brano del primo demo dei Beatles con Best ancora alla batteria: "Lo registrammo tassandoci di cinque scellini a testa, avevamo deciso di tenerlo a turno per ascoltarlo ma quando arrivò il turno di Pete Best non lo riavemmo più, ci sono voluti vent'anni", racconta sarcastico Macca.
I Beatles in concerto al Cavern nel 1961
Lo show non è soltanto un vortice di musica suonata con classe da una band di prim'ordine, è anche l'occasione per un tuffo nei ricordi e per vivere emozioni forti: "Inutile dirvi che quando mi trovo su questo palco per me è inevitabile rivedere alla mia sinistra John e alla mia destra George, vogliamo fargli un applauso tutti insieme?" dice invitando il pubblico ad un omaggio che non avrebbe bisogno di sollecitazioni tanto arriva forte e convinto. "Alle mie spalle ovviamente ricordo Best, ma anche Ringo, che lo sostituì nell'ultimo periodo (partecipò ai concerti al Cavern dal 22 agosto del '62, show testimoniato dall'unico filmato esistente dei Fab Four nel Club, ndr) e devo dire che il suo arrivo cambiò le cose, la differenza era evidente".
Il fisico del 76enne McCartney (che non ha un filo di pancia), andrebbe studiato: mentre i suoi più giovani compagni nella band sudano abbondantemente per la temperatura e l'umidità del Cavern, lui per gran parte del concerto non versa una goccia di sudore, la camicia azzurra è immacolata nonostante non si risparmi con i suoi notori acuti: "Do you feel it? I'm feeling it, yeah", si diverte, ama stare sul palco e si vede.
Il giorno prima, all'Istituto delle arti di Liverpool, la scuola sua e di George Harrison, aveva cantato una decina di canzoni, mezz'ora di musica, ma qui è un concerto vero: si parte con una jam psichedelica poi, dopo aver bloccato il pezzo per un ragazzo che in prima fila lo riprendeva con il telefonino ("capisco Prince che una volta, ero presente, si rifiutò per quasi un'ora di iniziare a suonare per colpa di chi non smetteva di fotografarlo") Macca riprende esattamente dove aveva smesso e parte con Magical Mistery tour. Si ascolteranno tra le altre Get back, I saw her standing there, Obladì Obladà, Sgt. Pepper, Helter Skelter.
Macca alla scuola d'arte di Liverpool
Il Cavern è un luogo fondamentale nella storia dei Fab Four: qui li videro suonare per la prima volta sia il titolare di un negozio di dischi di Liverpool che sarebbe diventato il loro impresario, Brian Epstein, sia il loro primo discografico, George Martin. Normale che ogni pezzo in scaletta offra lo spunto per un aneddoto, figurarsi se poi si tratta del loro primo successo in classifica, Love me do, uscito il 5 ottobre del '62: "Era la prima volta che andavamo a Londra per una registrazione con George Martin: sul ritornello John perdeva puntualmente la battuta finale, perché doveva contemporaneamente iniziare con l'armonica. Così Martin chiese a me se volevo cantarlo: se ascoltate bene si sente che la mia voce trema ogni volta un po'. Non stasera, però", ed ecco una versione trascinante del primo brano dei Beatles.
Il concerto del 26 luglio 2018 al Cavern per presentare "Egypt Station" (Copyright Sonny McCartney/MPL)
Il ricordo più divertente però Macca lo riserva ai Rolling Stones: "Ci incontrammo a Charing Cross a Londra, una strada piena di negozi di chitarre, io e John ci andavamo a sognare, erano così pulite e perfette nelle vetrine. A un certo punto sentiamo fischiare e si ferma un taxi, erano Mick e gli altri che ci tirano su: come noi anche gli Stones erano alle prime incisioni, poi cominciano a lamentarsi che non avevano brani propri ma solo cover, così con John decidemmo di dargli I wanna be your man che diventò il loro primo successo. Beh, si sappia che la prima volta che gli Stones sono andati in classifica fu per una canzone dei Beatles". Sir Paul sorride malizioso, disegna un punto con il dito nell'aria. Uno a zero, e palla al centro.