Libri tratti da sceneggiature per capitalizzare il successo al box office Con nomi come Isaac Asimov e Edgar Wallace. Ma poi arrivarono le vhs...
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"Ecco un altro fenomeno contemporaneo americano da mentecatti: il romanzo tratto dal film". Così sbotta, senza mezzi termini, Woody Allen in Manhattan. Effettivamente, gli anni 70 segnano forse il picco della pratica definita novelization. Ma c'era sempre stata, fin dagli albori del nuovo mezzo, perché chi aveva voglia di portarsi a casa "il film" non aveva altro modo che la sua riduzione a racconto, magari illustrato.
Oggi questa piccola storia viene guardata con interesse: il maggior studioso ne è il belga Jan Baetens, che ha pubblicato dieci anni fa lo studio La novellisation: du film au Roman. In anni recenti alcuni di quei testi hanno conosciuto più nobili ristampe, come Eva contro Eva di Carola Prosperi, adattamento del film di Joseph L. Mankiewicz con Bette Davis (Sellerio). Ovviamente fu Hollywood il luogo d'elezione di questa pratica, organizzata in maniera più industriale e razionale, con scrittori di nome che, …
"Ecco un altro fenomeno contemporaneo americano da mentecatti: il romanzo tratto dal film". Così sbotta, senza mezzi termini, Woody Allen in Manhattan. Effettivamente, gli anni 70 segnano forse il picco della pratica definita novelization. Ma c'era sempre stata, fin dagli albori del nuovo mezzo, perché chi aveva voglia di portarsi a casa "il film" non aveva altro modo che la sua riduzione a racconto, magari illustrato.
Oggi questa piccola storia viene guardata con interesse: il maggior studioso ne è il belga Jan Baetens, che ha pubblicato dieci anni fa lo studio La novellisation: du film au Roman. In anni recenti alcuni di quei testi hanno conosciuto più nobili ristampe, come Eva contro Eva di Carola Prosperi, adattamento del film di Joseph L. Mankiewicz con Bette Davis (Sellerio). Ovviamente fu Hollywood il luogo d'elezione di questa pratica, organizzata in maniera più industriale e razionale, con scrittori di nome che, sedotti dal guadagno, si dedicarono a (ri)mettere su carta le immagini di un film di successo. Edgar Wallace, tra i più popolari autori di gialli, riscrisse King Kong; Isaac Asimov fece la versione cartacea di Viaggio allucinante (1966) di Richard Fleischer, e un grande autore di noir, Jim Thompson, quella di un modesto western con John Wayne e Rock Hudson, I due invincibili (1969).
2001 Odissea nello spazio
Ma a voler essere maligni, in realtà molti bestseller non erano (e non sono) altro che novelization anticipate, romanzi scritti con un occhio alla sceneggiatura e al film che se ne trarrà. Il demone del cinema (e gli agenti) erano al lavoro già al momento della scrittura di Via col vento di Margareth Mitchell o di Il padrino di Mario Puzo. Eclatanti alcuni casi. Erich Segal aveva scritto una sceneggiatura per un film intitolato Love Story: fu invitato a trarne anche un romanzo che avrebbe fatto da apripista al film. Così il romanzo, in libreria per il San Valentino del 1970, coi suoi 10 milioni di copie vendute contribuì al trionfo del film, uscito il dicembre successivo.
Altri casi sono più curiosi: Kubrick arruolò Arthur C. Clarke per un film ispirato al suo racconto breve La sentinella. Il film era 2001: Odissea nello spazio e Clarke si mise a lavorare in parallelo a una versione letteraria del progetto. E ci sono poi romanzi scritti rielaborando le sceneggiature per film mai fatti: L'alternativa del diavolo di Frederick Forsyth o Il ragazzo della Bovisa di Ermanno Olmi. E le auto-novellizzazioni d'autore, da Amarcord di Fellini-Guerra a La migliore offerta di Tornatore.
Il ragazzo invisibile
Le novelization erano per lo più affidate a specialisti, che spesso lavoravano in condizioni che non favorivano (o forse sì) l'ispirazione. Il più noto, Allan Dean Foster, scrisse il libro di Guerre stellari, che uscì a firma George Lucas, poi quello da Alien senza poter vedere l'alieno, e addirittura il suo primo lavoro, dal B- movie italiano Luana, la figlia della foresta vergine di Roberto Infascelli, fu ispirato solo al manifesto disegnato da Frank Frazetta.
Da quando, a partire dagli anni 80 con le vhs, i film possono essere rivisti in casa, non serve più ricercarne le emozioni in un libro. Il romanzo tratto dal film e le sue forme intermedie, che oggi vanno sotto il nome complessivo di tie-in, sopravvivono come forma integrata in una catenadi sfruttamento tra videogiochi e merchandising. Non a caso, tra i pochi esempi esplicitamente presentati come tali, ci sono i romanzi di Il ragazzo invisibile di Gabriele Salvatores, prodotto pensato sul modello dei film d'azione per adolescenti. Eppure la novelization, oltre a essere la diluizione in 3-400 pagine di un copione di 100, è anche una specie di versione moderna, in movimento, di quella che gli antichi chiamavano ekphrasis, la descrizione di un'opera d'arte visiva. E l'idea di scrivere un libro descrivendo un film inesistente ha ispirato grandi autori, attratti dalle vertigini che possono nascere dall'incontro tra parole e immagini: Arbasino in Specchio delle mie brame, Nabokov in L'assistente del produttore, Delmore Schwartz in Nei sogni cominciano le responsabilità, e altri. Che decisero di raccontare delle vite come se le vedessero scorrere su uno schermo.