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La vendetta non invecchia: Kim Rossi Stuart è il conte di Montecristo

Nel 2019 torna il personaggio del romanzo del romanzo di Alexandre Dumas in una nuova serie da otto puntate
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Ricco, spietato e fascinosissimo, Andrea Giordana, nei panni del conte di Montecristo, diventò un divo grazie allo sceneggiato di Edmo Fenoglio. Era il 1966. Non c'erano i social, ma le ammiratrici scrivevano senza sosta: Giordana riceveva duemila lettere al giorno. Trent'anni dopo è Gerard Depardieu a interpretare Edmond Dantès, nel kolossal Mediaset in cui Mercedes, l'amore della vita, era un'incantevole Ornella Muti in crinolina.
Classico di 1200 pagine su un tema sempre attuale, quello della vendetta, il romanzo di Alexandre Dumas continua a esercitare il suo fascino. Nella nuova serie internazionale a cui il produttore di Montalbano Carlo Degli Esposti sta lavorando da due anni, sarà Kim Rossi Stuart a interpretare Dantès. Eroe misterioso, alto e pallido, che dopo 14 anni di prigionia, la fuga dalla galera, il recupero del tesoro e il ritorno a Parigi - senza essere riconosciuto da chi lo ha tradito - cerca giustizia e finisce pe…
Ricco, spietato e fascinosissimo, Andrea Giordana, nei panni del conte di Montecristo, diventò un divo grazie allo sceneggiato di Edmo Fenoglio. Era il 1966. Non c'erano i social, ma le ammiratrici scrivevano senza sosta: Giordana riceveva duemila lettere al giorno. Trent'anni dopo è Gerard Depardieu a interpretare Edmond Dantès, nel kolossal Mediaset in cui Mercedes, l'amore della vita, era un'incantevole Ornella Muti in crinolina.
Classico di 1200 pagine su un tema sempre attuale, quello della vendetta, il romanzo di Alexandre Dumas continua a esercitare il suo fascino. Nella nuova serie internazionale a cui il produttore di Montalbano Carlo Degli Esposti sta lavorando da due anni, sarà Kim Rossi Stuart a interpretare Dantès. Eroe misterioso, alto e pallido, che dopo 14 anni di prigionia, la fuga dalla galera, il recupero del tesoro e il ritorno a Parigi - senza essere riconosciuto da chi lo ha tradito - cerca giustizia e finisce per tradire tutti i principi. La nuova serie sarà suddivisa in otto puntate, primo ciak nel 2019.
"Considero Il conte di Montescristo il mio progetto della vita, è stato il mio romanzo di formazione, l'ho letto e riletto", spiega Degli Esposti. "Ne ho parlato con RaiFiction, che dall'inizio ha dimostrato grande interesse, ci sono trattative con coproduttori europei e americani. Kim Rossi Suart è il protagonista perfetto, ha grande sensibilità, può restituire la forza immensa che c'è nel sentimento della vendetta. Con lo sceneggiatore Sandro Petraglia siamo d'accordo di non sacrificare il romanzo: è stato semplificato saltando, ad esempio, il periodo romano".
Grande cinema con Nanni Moretti, Giordana, Luchetti, Amelio, Salvatores, padre della Piovra tv, autore di Don Milani e Perlasca, Petraglia ha riletto il libro con occhi nuovi. "L'ho scoperto da ragazzo", racconta, "quando tre anni fa Carlo mi ha coinvolto nel progetto, mi sono reso conto di quanto sia denso di ispirazioni". "Dumas", continua lo sceneggiatore, "è l'inventore della serialità, il suo è un romanzo di grande godimento per chi ama gli intrecci. Per chi fa il mio lavoro, la sfida è andare a cercare nei grandi classici spunti moderni; da anni dico che voglio lavorare sui classici e non me lo fanno mai fare... Il conte di Montecristo è pieno di riferimenti storici, intreccia diverse linee di racconto ma è attuale".
Andrea Giordana (a destra) nello sceneggiato Rai degli anni Sessanta 

I period drama hanno milioni di appassionati. "C'è un grande pubblico che apprezza le serie in costume, penso al successo di Downton Abbey o a The crown. Sono sempre affascinato dalle produzioni tratte da Jane Austen e dalle sorelle Brontë", dice Petraglia "se mi avessero chiesto di fare Piccole donne mi sarei buttato a pesce". La Roma dell'800, l'amore ("Si ama sempre ciò che nuoce" scrive Dumas, come dargli torto), il mistero, la spiritualità, giustizia e vendetta, l'idea del riscatto che ossessiona Dantès, prima vittima poi giustiziere: è difficile condensare la trama? "È complesso e divertente", spiega Petraglia, "Il conte di Montecristo ha una partenza inesorabile, non smetti di leggerlo. Dumas scriveva su commissione per una rivista, non sapeva come chiudere la storia e inventava nuovi capitoli di settimana in settimana". Centrale, anche in questa versione, resta la vendetta. "È il cuore del racconto. Anche il cinema si è ispirato spesso a Dumas, i film sono pieni di citazioni del Conte di Montecristo, l'idea di andare alla ricerca dei propri nemici torna in tante trame. Dantès ha bisogno della sua vendetta personale: usa il denaro, la finanza, la giustizia piegata ai suoi fini. C'è il Dantès ferito e onesto, di cui giustifichiamo ogni azione, e il vendicatore che usa gli strumenti di un faccendiere. È un uomo con una morale forte e una profonda immoralità, il suo fascino è doppio".