Dalla scena alla cena il teatro è servito
Rodolfo di Giammarco , di Rodolfo di GiammarcoAd Anghiari va in scena la 23ma edizione di Tovaglia a quadri, uno spettacolo che mescola cibo e recitazione
Il rapporto tra cibo e teatro vanta in Italia una lunga tradizione, e stando solo ai tempi moderni potremmo citare il clamore di Risotto di Amedeo Fago che nel 1978 raccontava con Fabrizio Beggiato una storica amicizia cucinando un vero risotto poi offerto al pubblico e la consuetudine tuttora frequente delle odissee culinarie del Teatro delle Ariette di Paola Berselli
e Stefano Pasquini che accosta narrazioni popolari a pratiche di assaggi multipli per gli spettatori. Ma tra le messinscene con degustazione c'è l'arte e l'artigianato di un evento teatrale unico giunto alla sua XXIII edizione, la Tovaglia a Quadri, che tra le mura medievali di Anghiari in provincia di Arezzo offre una cena toscana d'agosto con storia da raccontare in quattro portate.
L'appuntamento di quest'anno è in calendario fino al 19, con cerimonia che inizia quando 120-130 persone possono sedersi dalle ore 20,15 in poi attorno ai lunghi tavoli disposti nella piazzetta che &e…
e Stefano Pasquini che accosta narrazioni popolari a pratiche di assaggi multipli per gli spettatori. Ma tra le messinscene con degustazione c'è l'arte e l'artigianato di un evento teatrale unico giunto alla sua XXIII edizione, la Tovaglia a Quadri, che tra le mura medievali di Anghiari in provincia di Arezzo offre una cena toscana d'agosto con storia da raccontare in quattro portate.
L'appuntamento di quest'anno è in calendario fino al 19, con cerimonia che inizia quando 120-130 persone possono sedersi dalle ore 20,15 in poi attorno ai lunghi tavoli disposti nella piazzetta che &e…
Il rapporto tra cibo e teatro vanta in Italia una lunga tradizione, e stando solo ai tempi moderni potremmo citare il clamore di Risotto di Amedeo Fago che nel 1978 raccontava con Fabrizio Beggiato una storica amicizia cucinando un vero risotto poi offerto al pubblico e la consuetudine tuttora frequente delle odissee culinarie del Teatro delle Ariette di Paola Berselli
e Stefano Pasquini che accosta narrazioni popolari a pratiche di assaggi multipli per gli spettatori. Ma tra le messinscene con degustazione c'è l'arte e l'artigianato di un evento teatrale unico giunto alla sua XXIII edizione, la Tovaglia a Quadri, che tra le mura medievali di Anghiari in provincia di Arezzo offre una cena toscana d'agosto con storia da raccontare in quattro portate.
L'appuntamento di quest'anno è in calendario fino al 19, con cerimonia che inizia quando 120-130 persone possono sedersi dalle ore 20,15 in poi attorno ai lunghi tavoli disposti nella piazzetta che è il cuore del borgo. I protagonisti delle vicende allestite sono da sempre gli stessi abitanti di Anghiari (un fenomeno in parte accostabile al coinvolgimento "indigeno" del Teatro Povero di Monticchiello), e fin dalle origini coautori sono il regista Andrea Merendelli e Paolo Pennacchini, che per l'allestimento del 2018 hanno scelto il tema-titolo Ci Amazzon, sospeso fra anniversario della Prima Guerra Mondiale e cronaca di un odierno conflitto economico che miete non meno vittime. Menù e drammaturgia procederanno di pari passo, col pubblico impegnato a mangiare varie pietanze, e un attuale cast formato da 16 interpreti- musicisti-cantanti che si adopereranno in più ruoli alle finestre d'affaccio sul luogo della ristorazione, ma anche come massa-manovra incaricata di approvvigionare i commensali. Alle prese con crostini e antipasti vegetariani, primo di bringoli al sugo finto, sformatino di cipolla rossa della Val Tiberina, secondo a base di Chianina con patate, e cantuccini col vinsanto, e un "piavesino" affogato nella crema, e molti calici di rosso, gli avventori della Tovaglia a Quadri si sintonizzeranno su una macchina del tempo.
Il titolo s'ispira a una frase d'un soldato di cent'anni fa che non tornò dal fronte, e che scrisse "Cara mamma, qui ci amazzon tutti" in lingua aretina. Dai morti di allora, compresi i disertori (che si travestivano), il testa-coda degli autori propone un epilogo simbolico con la guerra invisibile riconducibile ora ad Amazon, e alle chiusure di tanti esercizi al dettaglio, con perdita di contatti diretti. Si mangia, e va in scena la guerra dell'e-commerce.
e Stefano Pasquini che accosta narrazioni popolari a pratiche di assaggi multipli per gli spettatori. Ma tra le messinscene con degustazione c'è l'arte e l'artigianato di un evento teatrale unico giunto alla sua XXIII edizione, la Tovaglia a Quadri, che tra le mura medievali di Anghiari in provincia di Arezzo offre una cena toscana d'agosto con storia da raccontare in quattro portate.
L'appuntamento di quest'anno è in calendario fino al 19, con cerimonia che inizia quando 120-130 persone possono sedersi dalle ore 20,15 in poi attorno ai lunghi tavoli disposti nella piazzetta che è il cuore del borgo. I protagonisti delle vicende allestite sono da sempre gli stessi abitanti di Anghiari (un fenomeno in parte accostabile al coinvolgimento "indigeno" del Teatro Povero di Monticchiello), e fin dalle origini coautori sono il regista Andrea Merendelli e Paolo Pennacchini, che per l'allestimento del 2018 hanno scelto il tema-titolo Ci Amazzon, sospeso fra anniversario della Prima Guerra Mondiale e cronaca di un odierno conflitto economico che miete non meno vittime. Menù e drammaturgia procederanno di pari passo, col pubblico impegnato a mangiare varie pietanze, e un attuale cast formato da 16 interpreti- musicisti-cantanti che si adopereranno in più ruoli alle finestre d'affaccio sul luogo della ristorazione, ma anche come massa-manovra incaricata di approvvigionare i commensali. Alle prese con crostini e antipasti vegetariani, primo di bringoli al sugo finto, sformatino di cipolla rossa della Val Tiberina, secondo a base di Chianina con patate, e cantuccini col vinsanto, e un "piavesino" affogato nella crema, e molti calici di rosso, gli avventori della Tovaglia a Quadri si sintonizzeranno su una macchina del tempo.
Il titolo s'ispira a una frase d'un soldato di cent'anni fa che non tornò dal fronte, e che scrisse "Cara mamma, qui ci amazzon tutti" in lingua aretina. Dai morti di allora, compresi i disertori (che si travestivano), il testa-coda degli autori propone un epilogo simbolico con la guerra invisibile riconducibile ora ad Amazon, e alle chiusure di tanti esercizi al dettaglio, con perdita di contatti diretti. Si mangia, e va in scena la guerra dell'e-commerce.