✕

Hemingway in love: con Cassavetes l’inedito di Tonino Guerra diventa un film

Lo scrittore e l’aristocratica, lui 49 e lei 19 anni. Sarà il regista americano a portare sullo schermo l’ultima storia del poeta e sceneggiatore di "Amarcord"
3 minuti di lettura
LOS ANGELES - "Un uomo dai mille volti". "I due Hemingway". "Un animale grasso, lento e spossato". "Il più grande scrittore del Novecento". Dimenticate le istantanee usate sulla stampa dell'epoca per raccontare Ernest Hemingway o di come, tra alcol e passioni travolgenti, l'autore de Il vecchio e il mare fosse ormai diventato l'avversario di se stesso. Dietro la sua officina letteraria, c'è un altro Hemingway. E porta la firma di Tonino Guerra. Poco prima di morire, il poeta che ha segnato un'epoca con i testi in dialetto romagnolo, collaborando in seguito con Antonioni, Fellini e Tarkovsky, si è chiuso in casa a Pennabilli, in provincia di Rimini, e ha scelto di abbozzare una sceneggiatura su un preciso momento dell'esistenza di Hemingway: la relazione con Adriana Ivancich, figlia di un aristocratico veneziano.

Lui era un uomo di 49 anni, alcolizzato e turbato dalla seconda guerra mondiale, lei ne a…
LOS ANGELES - "Un uomo dai mille volti". "I due Hemingway". "Un animale grasso, lento e spossato". "Il più grande scrittore del Novecento". Dimenticate le istantanee usate sulla stampa dell'epoca per raccontare Ernest Hemingway o di come, tra alcol e passioni travolgenti, l'autore de Il vecchio e il mare fosse ormai diventato l'avversario di se stesso. Dietro la sua officina letteraria, c'è un altro Hemingway. E porta la firma di Tonino Guerra. Poco prima di morire, il poeta che ha segnato un'epoca con i testi in dialetto romagnolo, collaborando in seguito con Antonioni, Fellini e Tarkovsky, si è chiuso in casa a Pennabilli, in provincia di Rimini, e ha scelto di abbozzare una sceneggiatura su un preciso momento dell'esistenza di Hemingway: la relazione con Adriana Ivancich, figlia di un aristocratico veneziano.

Lui era un uomo di 49 anni, alcolizzato e turbato dalla seconda guerra mondiale, lei ne aveva appena compiuti 19. Si incontrano durante una battuta di caccia alle anatre, si desiderano fra le calli di Venezia, Parigi e Finca Vigía, la casa di Hemingway a Cuba.
Poi lo scandalo li divide. Per non rovinare la reputazione di Adriana, Hemingway proibirà la pubblicazione di Di là dal fiume e tra gli alberi per dieci anni. L'eroina del romanzo, Renata, è ispirata proprio a Adriana, soprannominata da Hemingway "Daughter/Figlia", e al rapporto con il suo "Papa". Daughter è anche il titolo della sceneggiatura co-scritta da Guerra e dal documentarista Nicola Tranquillino. Palleggiata tra Abel Ferrara, che stava per trarne un film con Mickey Rourke nel ruolo di Hemingway, e parecchi autori, stranieri e italiani, lo script è finito sotto le colline di Hollywood, nell'archivio di Nick Cassavetes, attore e regista di The Notebook (Le pagine della nostra vita) e figlio di Gena Rowlands e John Cassavetes: un artista americano, Retna, lo ha messo in contatto con il produttore di Los Angeles che l'aveva acquistato dagli eredi Guerra. "Pensavo di aver già esplorato temi come l'amore e la separazione con quel mio film, quando nel 2004 Ryan Gosling e Rachel McAdams esplosero sul grande schermo", ci racconta Nick Cassavetes mentre sfoglia le pagine di Guerra. "Credevo di conoscere tutto su Hemingway ma Tonino Guerra ha saputo inquadrare il personaggio in modo rispettoso, senza nascondere quel brodo di tormenti che lo rendeva ineffabile e misterioso".

Da Blow-up a Zabriskie Point, passando per Amarcord, Guerra-sceneggiatore ha sempre inteso i suoi lavori per il cinema come poesie aperte o bozzetti. "Le mie poesie", diceva, "hanno il cinema dentro, lo hanno avuto sempre, da prima che vi lavorassi". E secondo Cassavetes, "le parole di Daughter somigliano a quelle di mio padre; le battute sembrano ansimare dalla terra, c'è tutta l'arte dell'improvvisazione di cui era esperto papà John quando, negli anni Settanta, girava Una moglie con mia madre. Tonino Guerra significa famiglia per me". Come l'Italia: "Il vostro è il cinema numero uno. Chi può vantare Antonioni e Bertolucci nello stesso paese? Chi?! Sono dei beni nazionali". Con la finestra temporale di Daughter (1948-1954) Cassavetes non teme l'etichetta di film storico o film in costume: "Il cinema è un cerchio di luce e l'Hemingway innamorato, così come lo descrive Guerra, ha un triplo ascendente su di me: primo, mi ricorda la potenza della letteratura quando è trasportata su grande schermo; secondo, non amo girare storie romantiche senza palle, perché l'amore - nella vita e al cinema - è qualcosa di gigantesco. Ti assale e ti cambia l'anima. Terzo, Ernest Hemingway sono io, mi riconosco in lui. Ho conosciuto il successo, sofferto di depressione, combattuto con l'ispirazione che non arriva, osservato i giovani mentre sono pieni di vita e senza paura, desiderato ardentemente di non crescere mai. E restare un fanciullo".
Il co-sceneggiatore, Tranquillino, parla di "un'esperienza insulare" al fianco di Guerra: "Ho trascorso quasi tre anni con lui, dalla fine di giugno ai primi di settembre 2006. Tonino è stato la mia vera palestra di cinema, oltre che un pittore e un poeta". Prima di visitare Venezia, trovare le location adatte e "perché no, trasferirmi un anno nel Canal Grande, a Palazzo Labia o su Piazza San Marco", Cassavetes continua a fare ricerche sulla corrispondenza d'amore tra Hemingway e la sua musa veneziana Adriana Ivancich. Le lettere originali di Hemingway sono conservate in un'università del Texas. Ma l'industria e i produttori sono pronti per un Hemingway "diverso", in conflitto d'identità, vagamente misogino, macho e bramoso? "Il cinema non ci ha abituati abbastanza a storie d'amore anticonformiste, come quella tra un uomo più adulto e una ragazza giovane, per esempio. Non è questo il motivo per cui realizziamo film? Se non cominciamo ad abbattere le barriere, dinastie come quelle della mia famiglia che cosa hanno lottato a fare?". Uscita prevista nel 2020, magari passando alla Mostra di Venezia 2019.