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Alfonso Cuaron  (agf)

Toto Leone, Cuaron favorito

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I pronostici della vigilia per i primi
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Venezia - Nonostante fosse stato proiettato all'inizio della Mostra, Roma di Alfonso Cuarón era stato subito indicato come un possibile candidato al Leone d'oro. Da allora molti altri film sono passati, la situazione si è complicata, e si è anche fatta strada l'ipotesi che il maggior ostacolo alla vittoria sia l'amicizia del presidente della giuria, il connazionale Guillermo del Toro. Insomma,
il conflitto di interessi metterebbe fuori gioco il film.

La dietrologia chiaramente si fa strada, e allora forse perché non pensare che questo metta fuori gioco anche l'altro messicano in concorso (apprezzato da molti), Carlos Reygadas autore di Nuestro tiempo? Ovviamente i pronostici sono fatti sul nulla (anche se ovviamente sono già partite le indiscrezioni del tipo: "Pare che al Lido sia tornato xy, si vede che è sicuramente tra i premiati". Ma tant'è. Tra gli attori, c'è sicuramente la Natalie Por…
Venezia - Nonostante fosse stato proiettato all'inizio della Mostra, Roma di Alfonso Cuarón era stato subito indicato come un possibile candidato al Leone d'oro. Da allora molti altri film sono passati, la situazione si è complicata, e si è anche fatta strada l'ipotesi che il maggior ostacolo alla vittoria sia l'amicizia del presidente della giuria, il connazionale Guillermo del Toro. Insomma,
il conflitto di interessi metterebbe fuori gioco il film.

La dietrologia chiaramente si fa strada, e allora forse perché non pensare che questo metta fuori gioco anche l'altro messicano in concorso (apprezzato da molti), Carlos Reygadas autore di Nuestro tiempo? Ovviamente i pronostici sono fatti sul nulla (anche se ovviamente sono già partite le indiscrezioni del tipo: "Pare che al Lido sia tornato xy, si vede che è sicuramente tra i premiati". Ma tant'è. Tra gli attori, c'è sicuramente la Natalie Portman di Vox Lux (ma anche, perché no, la non protagonista Yalitza Aparicio di Roma), ci sono due cast collettivi in cui pescare: le donne di The favourite, specialmente Olivia Colman ed Emma Stone, e gli uomini di The Sisters brothers (John C. Reilly, Jake Gyllenhaal, Riz Ahmed e Joaquin Phoenix, quest'ultimo già vincitore
nel 2012 per The master, insieme a Philip Seymour Hoffman). Entrambi i film sono in realtà tra quelli premiabili in toto o per la sceneggiatura, specialmente il secondo, forse non il più originale ma probabilmente il più riuscito del festival.

Non sorprenderebbe (forse non per il Leone d'oro) un premio a Olivier Assayas, anche lui con sceneggiatura notevole (ma anche lui già vincitore nella categoria, nel 2012 con Qualcosa nell'aria).

Per gli italiani, il discorso è ancor più campato in aria. Si tratta di film diversissimi, anche se tutti con una vocazione internazionale (solo uno è parlato, parzialmente, in italiano). Il documentario in bianco e nero su New Orleans di Minervini? La fantasia storica di Martone tra gli antenati degli hippie a Capri? Il remake anti-horror di Suspiria firmato Guadagnino? Ognuno dei tre ha qualche elemento di richiamo e qualche punto debole per una giuria internazionale.

Poi ci sono i film che hanno molto diviso, quelli che magari nelle trattative vengono fuori con un premio importante. Tra quelli che hanno più polarizzato, Tramonto dell'ungherese Nemes, Zan di Tsukamoto e The Nightingale di Jennifer Kent. Quest'ultima, unica donna in concorso, tornerà davvero a casa a mani vuote?