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Gino Paoli 

Gino Paoli: “Il mio cielo in una stanza potrà rivivere a Genova nella casa dei cantautori”

Sorgerà nell’Abbazia di San Giuliano, da anni in disuso. Un centro di produzione con sale prove e di incisione per musicisti, cantanti, tecnici del suono. Coinvolti nel progetto anche Ivano Fossati e Dori Ghezzi. “È un sogno di cui la città ha bisogno”
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GENOVA - Il cielo e la musica di Genova in una casa bellissima. E in una stanza speciale che Gino Paoli ha riservato per sé all'interno del complesso storico dell'Abbazia di San Giuliano, da anni in disuso e ora al centro di un intervento di riconversione in "Casa dei cantautori". Per iniziativa della Regione Liguria, in accordo con il Comune di Genova e con il finanziamento del Mibact, il sito monumentale che si affaccia sul mare rinascerà come polo culturale e museale sui cantautori genovesi, ma soprattutto come centro di produzione con sale prove e di incisione per musicisti, cantanti, tecnici del suono. Coinvolti nel progetto anche Ivano Fossati e Dori Ghezzi. "È un sogno di cui Genova ha bisogno", dice Paoli seduto al pianoforte nella sua casa di Nervi. A metà del 2019 sarà pronto il primo lotto e a metà 2020 il secondo.

Genova può sognare dopo il crollo del Ponte Morandi?
"Deve farlo. Si può…
GENOVA - Il cielo e la musica di Genova in una casa bellissima. E in una stanza speciale che Gino Paoli ha riservato per sé all'interno del complesso storico dell'Abbazia di San Giuliano, da anni in disuso e ora al centro di un intervento di riconversione in "Casa dei cantautori". Per iniziativa della Regione Liguria, in accordo con il Comune di Genova e con il finanziamento del Mibact, il sito monumentale che si affaccia sul mare rinascerà come polo culturale e museale sui cantautori genovesi, ma soprattutto come centro di produzione con sale prove e di incisione per musicisti, cantanti, tecnici del suono. Coinvolti nel progetto anche Ivano Fossati e Dori Ghezzi. "È un sogno di cui Genova ha bisogno", dice Paoli seduto al pianoforte nella sua casa di Nervi. A metà del 2019 sarà pronto il primo lotto e a metà 2020 il secondo.

Genova può sognare dopo il crollo del Ponte Morandi?
"Deve farlo. Si può guardare avanti e sognare anche attraverso un'iniziativa come questa della Casa dei cantautori. Il progetto del nuovo ponte proposto da Renzo Piano dimostra che noi di Genova ce la caviamo da soli. Ora dobbiamo pensare alla rinascita della città".

Che cosa l'ha convinta a sposare l'idea e come verrà sviluppata?
"Il progetto è stato ideato da due donne molto determinate: l'assessore alla Cultura della Regione Ligura Ilaria Cavo e la professoressa universitaria e critico teatrale Margherita Rubino. Insieme sono riuscite ad ottenere un cospicuo stanziamento: tre milioni di euro per la ristrutturazione in atto dell'Abbazia di San Giuliano e per l'acquisto e la ristrutturazione della chiesa sconsacrata attigua. Mi ha entusiasmato l'idea di un luogo che raccolga la memoria dei cantautori liguri e della scuola genovese in particolare, da De André a Fossati, da Tenco a Lauzi e Bindi, ma che non è solo un museo. Questa "Casa" sarà infatti uno spazio vivo, con un itinerario multimediale sulla storia dei cantautori e il loro legame con il panorama nazionale. Sarà anche un centro polifunzionale legato alla musica ed aperto ai giovani".

Se ne occuperà direttamente?
"Il mio desiderio è essere parte attiva della struttura. Spero di passare molto tempo in quelle sale per scovare nuovi talenti e supervisionare nuove produzioni discografiche tutte italiane. Il posto è di una bellezza straordinaria, si trova a metà di corso Italia. Ho fatto un sopralluogo e mi sono già scelto una stanza mia, con il camino e una finestra sul mare. Mia moglie Paola suggeriva di ribattezzare l'abbazia la "Casa del cantautore", forse perché pensa che ce ne sia uno solo, o forse perché vuole prendersi tutto lo spazio per lei (ride)".

Che obiettivi si è dato per questo progetto?
"Porteremo lì nuovi talenti, specialmente genovesi, li aiuteremo a formarsi, produrremo musica. Se poi nascerà una stella, la Casa dei cantautori crescerà ulteriormente. Io sono giudice al festival di Porto Recanati e posso garantire che è raro ascoltare in giro artisti interessanti. Ogni anno lo staff passa in rassegna seimila nastri e a me ne vengono poi fatti ascoltare sedici dopo la loro selezione, ma trovare qualcosa di buono è difficile. C'è quello che canta bene ma è uguale a Fabrizio De André, c'quello che ha un bel brano ma canta malissimo. Gli unici che forse si salvano sono i gruppi. Con quelli ho meno difficoltà".

Un altro museo a Genova può servire alla città?
"Questa è una casa, non è un museo. Il museo se resta tale muore. La "Casa dei cantautori" dovrà proporsi come una realtà pulsante, vivace, con master per produttori e manager musicali, corsi, studi di registrazione, un luogo dove si sfornano dischi e si produce musica nuova. Genova si sta rialzando
e deve continuare a sognare".