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Tutto esaurito nelle valli alpine: la transumanza attira i turisti

Da Aosta a Belluno record di presenze per assistere alla discesa delle mandrie dopo l’estate trascorsa nei pascoli in quota
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La transumanza con la discesa dall’alpe delle mucche, una tradizione che si svolge ogni anno nelle terre alte dell’arco alpino, è diventata un’attrazione turistica. Nei giorni in cui il bestiame rientra dagli alpeggi, solitamente tra la metà di settembre e i primi di ottobre, gli hotel dei paesi e delle cittadine dove si svolgono i cortei delle mucche con relativi festeggiamenti, sono tutti rigorosamente completi. Agli operatori turistici ed alberghieri della Valle d’Aosta e del Piemonte, come pure della Lombardia e dell’Alto Adige, è ormai evidente che l’elevato afflusso di visitatori nei weekend, insolito a fine estate, è strettamente legato alla festa della transumanza.
Dezarpa, Valtournenche (foto di Sophie Maquignaz) 

Fioccano le prenotazioni negli alberghi ai piedi del Cervino e del Gran Paradiso, dove la fine della stagion…
La transumanza con la discesa dall’alpe delle mucche, una tradizione che si svolge ogni anno nelle terre alte dell’arco alpino, è diventata un’attrazione turistica. Nei giorni in cui il bestiame rientra dagli alpeggi, solitamente tra la metà di settembre e i primi di ottobre, gli hotel dei paesi e delle cittadine dove si svolgono i cortei delle mucche con relativi festeggiamenti, sono tutti rigorosamente completi. Agli operatori turistici ed alberghieri della Valle d’Aosta e del Piemonte, come pure della Lombardia e dell’Alto Adige, è ormai evidente che l’elevato afflusso di visitatori nei weekend, insolito a fine estate, è strettamente legato alla festa della transumanza.
Dezarpa, Valtournenche (foto di Sophie Maquignaz) 

Fioccano le prenotazioni negli alberghi ai piedi del Cervino e del Gran Paradiso, dove la fine della stagione estiva è segnata da questo avvenimento tradizionale molto sentito dalla popolazione: a Valtournenche e a Cogne il giorno stabilito è il 29 settembre, quando dai pascoli scendono a valle le mandrie di pecore e mucche. In fila e ordinate. Le bovine sono state strigliate e spazzolate perché la “désarpa” o dévetéja, com’è chiamata la transumanza in Valle d’Aosta, è un’occasione per festeggiare. Le “reines” o “regine”, quella delle corna e quella del latte, aprono la sfilata. Sui loro collari vengono intrecciati rametti di abete, ornati di nastri e fiori rossi e bianchi. I piccoli campanacci usati in alpeggio vengono sostituiti da altri più grossi e importanti. Il corteo che attraversa i paesi viene guidato dai pastori e salutato da lunghi applausi di agricoltori, guide alpine, cittadini e dai sempre più numerosi turisti.
La festa a Cogne 
"La Devétéya è la festa dei pastori che rientrano a casa dopo aver passato mesi in alpeggio – spiega Laura Roullet, “anima” dello storico hotel Bellevue di Cogne, davanti al quale il 29 settembre sfilano le mandrie - e degli artigiani e coltivatori diretti che espongono e vendono i loro prodotti nel mercato che si tiene sulla piazza. E’ la festa del gruppo folcloristico e dei musicisti che rallegrano l’atmosfera, accompagnando il suono dei campanacci. I grandi e i piccini rimangono incantati dal passaggio delle pecore, degli agnellini appena nati, dei vitelli, soprattutto delle “regine” con i loro colorati e sontuosi “bosquet”.
La Deveteya a Cogne (foto Paolo Rey)


  
Alla gente e ai turisti questo rito piace anche perché si respira l’aria dell’autunno che sta arrivando". Ma, precisa: "E’ un momento di festa che indica anche che l’estate è andata bene. In caso di lutto o incidenti avvenuti in stagione, non si festeggia. In caso di lutto non si mettono le campane alle mucche per un anno intero e non si partecipa alla festa. Cosi se la stagione climatica non è stata positiva (siccità o troppa neve), la festa non si fa".


Ogni paese delle Alpi ha la sua transumanza. A Falcade, in provincia di Belluno, dal 28 al 30 settembre è tutta una festa per la “desmontegada”, tra balli popolari, la sfilata delle mucche e delle pecore, e degustazioni di prodotti caseari. In Valle Isarco, a Spinga, ieri i malgari e gli allevatori hanno fatto festa con i villeggianti e i turisti per aver riportato sani e salvi gli animali dalle malghe nelle stalle. Tanti gli appuntamenti in programma in Alto Adige: a Masseria in Val Ridanna la transumanza va in scena il 29 settembre,. a Rodengo in Val Pusteria il 13 ottobre e sull’altopiano del Salto a San Genesio il sabato successivo. In Valle d’Aosta, nel piccolo borgo di Saint-Nicolas fervono i preparativi per la “dezarpe” del 4 ottobre con la discesa delle mucche dagli alpeggi della selvaggia Comba di Vertosan, da dove è possibile seguirle a piedi fino all’arrivo in paese: qui gli alberghi sono quasi tutti già pieni per quella data e nei ristoranti e agriturismi delle località interessante vengono proposti dei menu dedicati alla transumanza. «L’interesse dei turisti per questa tradizione cresce ogni anno di più – commenta Siro Vierin, scultore valdostano e gestore del Rifugio Mont Fallère che si trova nella conca tra l’omonimo monte e il Monte Rosso di Vertosan – qui di fronte al nostro rifugio ho proprio installato una scultura in legno di una “regina” addobbata a festa con fiori e fiocchi, e alle persone che la osservano curiose racconto sempre che alla festa della transumanza la si può vedere in carne ed ossa».