Ryan Murphy: “Shonda e io, una donna nera e un gay, guidiamo il cambiamento”
Silvia Bizio , di SILVIA BIZIOL'ideatore di Glee vince tre Emmy con American Crime Story: the assassination of Gianni Versace
Los Angeles - È raggiante di felicità nella sua giacca dorata, i due Emmy in mano: il produttore/regista Ryan Murphy fa il suo ingresso nel prestigioso locale a downtown Los Angeles dove la Fox ospita la sua tradizionale festa post Emmy. È il grande vincitore della serata grazie al suo American Crime Story: the assassination of Gianni Versace, di cui è regista, creatore, produttore, che trionfa per la regia, miglior miniserie e miglior attore protagonista (Darren Criss nel ruolo del killer Andrew Cunanan). Ma di Murphy si parla molto a Hollywood anche per il recente contratto firmato con Netflix: 300 milioni di dollari per cinque anni (superiore a quello concesso a Shonda Rhimes) e carta bianca per documentari, film, speciali televisivi (ha confessato che amerebbe farne uno con Barbra Streisand e Lady Gaga), pur mantenendo il suo ufficio e il suo contratto alla Fox per i sette show in lavorazione. Apertamente gay, sul palco ha dedicato gli Emmy alle vittime…
Los Angeles - È raggiante di felicità nella sua giacca dorata, i due Emmy in mano: il produttore/regista Ryan Murphy fa il suo ingresso nel prestigioso locale a downtown Los Angeles dove la Fox ospita la sua tradizionale festa post Emmy. È il grande vincitore della serata grazie al suo American Crime Story: the assassination of Gianni Versace, di cui è regista, creatore, produttore, che trionfa per la regia, miglior miniserie e miglior attore protagonista (Darren Criss nel ruolo del killer Andrew Cunanan). Ma di Murphy si parla molto a Hollywood anche per il recente contratto firmato con Netflix: 300 milioni di dollari per cinque anni (superiore a quello concesso a Shonda Rhimes) e carta bianca per documentari, film, speciali televisivi (ha confessato che amerebbe farne uno con Barbra Streisand e Lady Gaga), pur mantenendo il suo ufficio e il suo contratto alla Fox per i sette show in lavorazione. Apertamente gay, sul palco ha dedicato gli Emmy alle vittime dei crimini di odio.
Murphy, è soddisfatto?
"Credo che sia uno dei miei lavori migliori. I temi sono più moderni che mai. Uno su quattro americani Lgbt sono stati o saranno vittima di un crimine di odio, una cosa terribile. È stato importantissimo per me poter fare questo lavoro".
Che conseguenze avrà sul suo lavoro il contratto con Netflix?
"Ho preso questa decisione perché ho 52 anni, due figli piccoli, e volevo fare qualcosa di diverso da quello che sto facendo alla Fox. Netflix mi ha offerto l'opportunità di fare documentari e film e speciali di varietà continuando con la FX (della Fox). Del resto i miei show come Glee, Crime Story e Horror Story sono già su Netflix. Vedo con emozione il mio futuro e volevo provare a misurarmi in diversi ruoli. La cosa più bella è che un omosessuale, io, e una donna nera, Shonda, godono della maggior libertà oggi in tv, e forse non è un caso. La cultura è veramente cambiata. In termini di potere credo di essere arrivato al punto in cui posso fare quello che voglio".
È il motivo per cui ha voluto fare la serie musicale Pose (che parla di transgender nel mondo musicale degli anni 80)?
"Anche, amo quella comunità, ed è una storia che voglio raccontare. Ho donato tutti i profitti che ne sono emersi a quella comunità e mi interessa usare lo show per aiutare e sensibilizzare l'opinione pubblica".
Murphy, è soddisfatto?
"Credo che sia uno dei miei lavori migliori. I temi sono più moderni che mai. Uno su quattro americani Lgbt sono stati o saranno vittima di un crimine di odio, una cosa terribile. È stato importantissimo per me poter fare questo lavoro".
Che conseguenze avrà sul suo lavoro il contratto con Netflix?
"Ho preso questa decisione perché ho 52 anni, due figli piccoli, e volevo fare qualcosa di diverso da quello che sto facendo alla Fox. Netflix mi ha offerto l'opportunità di fare documentari e film e speciali di varietà continuando con la FX (della Fox). Del resto i miei show come Glee, Crime Story e Horror Story sono già su Netflix. Vedo con emozione il mio futuro e volevo provare a misurarmi in diversi ruoli. La cosa più bella è che un omosessuale, io, e una donna nera, Shonda, godono della maggior libertà oggi in tv, e forse non è un caso. La cultura è veramente cambiata. In termini di potere credo di essere arrivato al punto in cui posso fare quello che voglio".
È il motivo per cui ha voluto fare la serie musicale Pose (che parla di transgender nel mondo musicale degli anni 80)?
"Anche, amo quella comunità, ed è una storia che voglio raccontare. Ho donato tutti i profitti che ne sono emersi a quella comunità e mi interessa usare lo show per aiutare e sensibilizzare l'opinione pubblica".