Mason risuona i Pink Floyd nell’era delle autocover
Gino Castaldo , di GINO CASTALDOIl batterista porta a Milano il progetto Saucerful of secrets in cui rifà i pezzi della sua vecchia band. Al posto di Syd Barrett c'è Gary Kemp degli Spandau Ballet, che a loro volta tornano in tour con un nuovo cantante
Nick Mason è in tour e propone pezzi dei Pink Floyd. Curioso ma non troppo, considerando l'"Eterno Ritorno" in cui siamo immersi, tra revival, remake, riscoperte e rimasterizzazione, ma sta accadendo qualcosa che potremmo riassumere in: le migliori cover band, ovvero le band nate per riproporre repertori famosi di gruppi che non esistono più, non possono che essere le band stesse, o parti di esse. Come successe quando i residui Doors decisero di tornare in scena nel 2002, trentun anni dopo la morte di Jim Morrison, col cantante Ian Astbury dei Cult. O con i Queen, spesso in tour con Adam Lambert al posto di Freddie Mercury. La nuova avventura del batterista dei Pink Floyd è iniziata quasi per gioco quando il bassista Guy Pratt ha cominciato a parlare di un progetto tributo al primo repertorio. Mason, benché Pratt sia anche un comedian, lo ha preso sul serio, scrollandosi di dosso 25 anni di inattività live, a parte alcune sporadiche app…
Nick Mason è in tour e propone pezzi dei Pink Floyd. Curioso ma non troppo, considerando l'"Eterno Ritorno" in cui siamo immersi, tra revival, remake, riscoperte e rimasterizzazione, ma sta accadendo qualcosa che potremmo riassumere in: le migliori cover band, ovvero le band nate per riproporre repertori famosi di gruppi che non esistono più, non possono che essere le band stesse, o parti di esse. Come successe quando i residui Doors decisero di tornare in scena nel 2002, trentun anni dopo la morte di Jim Morrison, col cantante Ian Astbury dei Cult. O con i Queen, spesso in tour con Adam Lambert al posto di Freddie Mercury. La nuova avventura del batterista dei Pink Floyd è iniziata quasi per gioco quando il bassista Guy Pratt ha cominciato a parlare di un progetto tributo al primo repertorio. Mason, benché Pratt sia anche un comedian, lo ha preso sul serio, scrollandosi di dosso 25 anni di inattività live, a parte alcune sporadiche apparizioni, e ha deciso, a 74 anni di età, di ritornare in tour.
La nuova band si intitola Nick Mason's Saucerful of secrets (in omaggio al titolo del secondo album della leggenda, datato 1968) e ovviamente ripropone il repertorio dei primissimi anni, pezzi come See Emily play, Arnold Layne, Nile song, Set the controls for the heart of sun, alcuni dei quali sono stati eseguiti pochissimo dal vivo, o addirittura mai, stuzzicando il fanatismo delle legioni di fan che ancora oggi si mobilitano per qualsiasi elemento che abbia a che fare con i Pink Floyd. Mason, che tra l'altro è l'unico elemento della band a essere presente in tutti gli album ufficiali, ha accettato in un primo momento solo alcuni concerti semiprivati a Londra, poi sull'onda dell'entusiasmo ha accettato un vero e proprio tour, iniziato il 2 settembre e che stasera farà tappa all'Arcimboldi di Milano (con tappa speciale il 24 alla mitica Roundhouse di Londra). A completare l'intreccio va segnalato che nella band milita il chitarrista Gary Kemp, storico membro degli Spandau Ballet che a loro volta hanno deciso di tornare in tour anche senza il cantante Tony Hadley, sostituendolo col giovane Ross William Wild che ha più o meno la metà degli anni di Hadley.
Si direbbe che i componenti originali dei gruppi siano almeno i più competenti sul repertorio, ma neanche questo è scontato a sentire quello che ha dichiarato Mason: "Essendo un inguaribile ottimista", ha raccontato in una recente intervista, "ho pensato che il vecchio repertorio mi sarebbe tornato in mente all'istante. E invece mi sbagliavo. Una volta che inizi a esaminare attentamente il lavoro di Syd Barrett, ti rendi conto che è molto più complesso di quello che ti aspettavi. Non è scritto come la gran parte delle canzoni pop". La stranezza, casomai, è lo stupore di Mason di fronte alle reazioni che ci sono state intorno al progetto, come se non sapesse che intorno al nome dei Pink Floyd continua a vivere un culto che non conosce flessioni. Fino ad ora per ascoltare live quella parte del repertorio i fan dovevano aspettare una cover band all'altezza. Ora ci pensa Mason, in prima persona, come ormai fanno tutti i grandi artisti, che continuano a sfornare concerti che sono in primo luogo auto-tributi alla propria leggenda.
La nuova band si intitola Nick Mason's Saucerful of secrets (in omaggio al titolo del secondo album della leggenda, datato 1968) e ovviamente ripropone il repertorio dei primissimi anni, pezzi come See Emily play, Arnold Layne, Nile song, Set the controls for the heart of sun, alcuni dei quali sono stati eseguiti pochissimo dal vivo, o addirittura mai, stuzzicando il fanatismo delle legioni di fan che ancora oggi si mobilitano per qualsiasi elemento che abbia a che fare con i Pink Floyd. Mason, che tra l'altro è l'unico elemento della band a essere presente in tutti gli album ufficiali, ha accettato in un primo momento solo alcuni concerti semiprivati a Londra, poi sull'onda dell'entusiasmo ha accettato un vero e proprio tour, iniziato il 2 settembre e che stasera farà tappa all'Arcimboldi di Milano (con tappa speciale il 24 alla mitica Roundhouse di Londra). A completare l'intreccio va segnalato che nella band milita il chitarrista Gary Kemp, storico membro degli Spandau Ballet che a loro volta hanno deciso di tornare in tour anche senza il cantante Tony Hadley, sostituendolo col giovane Ross William Wild che ha più o meno la metà degli anni di Hadley.
Si direbbe che i componenti originali dei gruppi siano almeno i più competenti sul repertorio, ma neanche questo è scontato a sentire quello che ha dichiarato Mason: "Essendo un inguaribile ottimista", ha raccontato in una recente intervista, "ho pensato che il vecchio repertorio mi sarebbe tornato in mente all'istante. E invece mi sbagliavo. Una volta che inizi a esaminare attentamente il lavoro di Syd Barrett, ti rendi conto che è molto più complesso di quello che ti aspettavi. Non è scritto come la gran parte delle canzoni pop". La stranezza, casomai, è lo stupore di Mason di fronte alle reazioni che ci sono state intorno al progetto, come se non sapesse che intorno al nome dei Pink Floyd continua a vivere un culto che non conosce flessioni. Fino ad ora per ascoltare live quella parte del repertorio i fan dovevano aspettare una cover band all'altezza. Ora ci pensa Mason, in prima persona, come ormai fanno tutti i grandi artisti, che continuano a sfornare concerti che sono in primo luogo auto-tributi alla propria leggenda.