Il ricordo del grande cantante scomparso fatto da un collega che lo ha conosciuto e amato. E la storia di un ulivo piantato nel suo giardino
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ROMA - "Era la mia guida, il mio faro. Anzi, era il faro di tutti quelli che hanno vissuto l'arte della canzone 'aznavourianamente'". Massimo Ranieri è visibilmente commosso quando parla di Charles Aznavour, "perché nella mia storia ha avuto un peso non indifferente", dice.
Charles Aznavour con Massimo Ranieri in piazza San Marco a Venezia nel 2010 (agf) Come?
"Quasi cinquanta anni fa, nel 1969, ho iniziato a recitare nel Metello diretto al cinema da Mauro Bolognini. Io venivo dal successo di Rose rosse: un giorno Bolognini ascoltò la canzone, mi vide in tv, e durante una pausa della lavorazione, sei mesi per un'ora e mezza di film come si faceva all'epoca, mi prese da una parte e mi disse che il mio modello doveva essere Aznavour. Io ero un ragazzo, non capivo esattamente cosa mi stesse dicendo, avevo ascoltato qualche…!-->!-->
ROMA - "Era la mia guida, il mio faro. Anzi, era il faro di tutti quelli che hanno vissuto l'arte della canzone 'aznavourianamente'". Massimo Ranieri è visibilmente commosso quando parla di Charles Aznavour, "perché nella mia storia ha avuto un peso non indifferente", dice.
Charles Aznavour con Massimo Ranieri in piazza San Marco a Venezia nel 2010 (agf) Come?
"Quasi cinquanta anni fa, nel 1969, ho iniziato a recitare nel Metello diretto al cinema da Mauro Bolognini. Io venivo dal successo di Rose rosse: un giorno Bolognini ascoltò la canzone, mi vide in tv, e durante una pausa della lavorazione, sei mesi per un'ora e mezza di film come si faceva all'epoca, mi prese da una parte e mi disse che il mio modello doveva essere Aznavour. Io ero un ragazzo, non capivo esattamente cosa mi stesse dicendo, avevo ascoltato qualche canzone di Aznavour, ma era lontano da me, era un'altra stella per quello che mi riguardava. Io avevo i miei modelli, pensavo a Modugno, a Sergio Bruni a Roberto Murolo, e Bolognini invece insisteva, mi diceva che dovevo ascoltare gli chansonnier francesi, Jacques Brel, Léo Ferré, e imparare da Charles Aznavour, 'Questi sono i tuoi fari, a loro devi guardare'. Mi ha messo in testa un tarlo. Io ho scoperto Aznavour e lui, alla fine, ha avuto ragione".
Quando l'ha conosciuto?
"Nel 2009, io feci uno spettacolo all'Olympia a Parigi e lui venne a vedermi. Due giorni dopo mi invitò alla trasmissione che aveva in televisione. Entrai in scena e lui mi fece un panegirico, dicendo che mi aveva visto cantare, ballare e recitare in scena, io ringraziai e, devo dire la verità, mi emozionai moltissimo. Poi lui venne in Italia, e in occasione di un concerto in Piazza San Marco a Venezia, fummo invitati io, Franco Battiato e Patty Pravo a rendergli omaggio e a cantare con lui, una serata davvero incredibile. Nuovamente grato ed emozionato del suo riconoscimento, pensai di mandargli un regalo e, dato che sapevo che gli piacevano i cappelli pensai di comprargliene uno. Lo dissi al suo manager ma lui, invece, mi suggerì di regalargli un olivo, perché lui diceva che l'olio pugliese era il migliore. Così feci e oggi, nel giardino della sua villa, c'è un olivo che gli ho regalato io".
(afp) Era un grande entertainer, ma anche un personaggio rivoluzionario per la sua epoca.
"Il suo modo di essere artista era diverso da quello di tutti gli altri e lo ha dimostrato sempre nella sua carriera. Ha scritto e cantato canzoni che parlavano di temi importanti quando altri non avevano il coraggio di farlo, parlava di omosessualità e di razzismo, d'amore e di anima con una grande forza d'artista, ha messo insieme teatro, musica e poesia, ha realizzato canzoni che sono un piatto prelibato. E ha avuto una vitalità incredibile, è andato in scena a 94 anni fino all'ultimo minuto, saliva e scendeva dagli aerei come se nulla fosse, non c'era verso di farlo stare fermo o zitto. E per me era veramente un faro: cinque giorni fa ero in sala a lavorare su alcune canzoni con Mauro Pagani. Quando ho fatto l'ultima sono uscito dalla sala e ho detto: 'Mauro questa è venuta bene, adesso mi sembra più aznavouriana'. Mi mancherà molto, davvero".