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Victoria dei Måneskin: “Hater, rassegnatevi, la musica ci rende liberi”

La bassista racconta il momento magico della band, che sta per pubblicare l’album di debutto Il ballo della vita
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MILANO - "Tutto 'sto macello per qualche cover e uno in tacchi a spillo che balla attaccato a un palo". Gli hater non li hanno risparmiati, ma i Måneskin hanno usato gli insulti sui social come manifesti per lanciare il primo vero album, Il ballo della vita, in uscita venerdì. Eccoli i ragazzi che dovevano essere meteore: Damiano David, Victoria De Angelis, Thomas Raggi. Manca Ethan Torchio, tradito dall'appendicite. L'hanno operato. Nel salone Liberty di una casa aristocratica di Milano, la band si racconta dopo un anno rutilante: il singolo Torna a casa è già disco d'oro, il tour è esaurito, mercoledì esce nei cinema il docufilm This is Måneskin, giovedì saranno ospiti di X Factor, dove tutto è cominciato. "Siamo legati ai social", racconta Damiano, "e li utilizziamo. Chiaramente quando ci si espone è facile incontrare i detrattori. Tanti ci insultano per insultarci e non ci …
MILANO - "Tutto 'sto macello per qualche cover e uno in tacchi a spillo che balla attaccato a un palo". Gli hater non li hanno risparmiati, ma i Måneskin hanno usato gli insulti sui social come manifesti per lanciare il primo vero album, Il ballo della vita, in uscita venerdì. Eccoli i ragazzi che dovevano essere meteore: Damiano David, Victoria De Angelis, Thomas Raggi. Manca Ethan Torchio, tradito dall'appendicite. L'hanno operato. Nel salone Liberty di una casa aristocratica di Milano, la band si racconta dopo un anno rutilante: il singolo Torna a casa è già disco d'oro, il tour è esaurito, mercoledì esce nei cinema il docufilm This is Måneskin, giovedì saranno ospiti di X Factor, dove tutto è cominciato. "Siamo legati ai social", racconta Damiano, "e li utilizziamo. Chiaramente quando ci si espone è facile incontrare i detrattori. Tanti ci insultano per insultarci e non ci hanno mai ferito. Abbiamo voluto fare questa campagna per togliere forza agli hater. Per far capire a tanti giovani più sensibili che non devono perdere l'autostima". Thomas, il più timido, dice che "Il ballo della vita è una celebrazione della vita, della giovinezza, della libertà: il concetto è esprimere se stessi, senza condizionamenti". Naturalmente sono vestiti da Måneskin. La bionda Victoria sfoggia una frangetta anni 70, pelle di porcellana e occhi turchesi, gioca a fare la bad girl con la camicia  zebrata, i crocifissi al collo e i collant neri tutti smagliati. Non sono bruttissimi? "No", ribatte ridendo la ragazza della band,  bassista. "Sono punk". Origini danesi, diciotto anni senza incertezze, dicono sia la mente del gruppo. "Siamo tutti uguali".
Victoria, la cosa più importante che ha fatto?
"Scrivere questo disco. Ci abbiamo lavorato tanto, si sente lo sviluppo nella scrittura, c'è la passione, una cura maniacale. Siamo giovani ma c'è professionalità".

Che significa tornare a X Factor da ospiti?
"È una soddisfazione, una gioia che la nostra musica sia stata apprezzata così tanto. Eravamo concorrenti, adesso è cambiato tutto".

Avete sentito il vostro coach Manuel Agnelli in questi mesi?
"Siamo rimasti in contatto. Quando è venuto a Roma l'abbiamo portato a Trastevere, che ridere, eravamo un bel gruppo. Tra lui e noi...".

Quando ha deciso che avrebbe fatto la musicista?
"Ho iniziato a suonare a 8 anni in band diverse. Avevo suonato sia con Thomas che con Damiamo in due gruppi differenti. Poi ho trovato Ethan su Facebook".

Perché ha scelto il basso?
"All'inizio suonavo la chitarra elettrica. Fin da piccola sentivo le canzoni, e il giro del basso, quelle frequenze, mi piacevano".

Che vuol dire essere la ragazza della band?
"Abbiamo un rapporto talmente stretto che non mi sento "la ragazza della band". Non è così importante il sesso secondo me. Siamo uguali, abbiamo un rapporto quasi familiare. Mi sento la sorella di tutti".

Ha smesso di andare a scuola?
"L'anno scorso ho dovuto interrompere per X Factor, quest'anno abbiamo tanti impegni, ma sto ricominciando a studiare da privatista. Voglio prendere il diploma".

Il successo cambia la vita?
"Siamo rimasti uguali, partiamo in tour, facciamo spettacolo ma quando torniamo a casa vediamo gli amici di prima. Facciamo le stesse cose. La musica è un'esperienza che ci fa provare emozioni forti, ma non ci ha cambiato. Sarebbe sbagliato".

Sa che è diventata un modello per le coetanee?
"È una responsabilità. Ma il messaggio che lanciamo con il gruppo è chiaro: ognuno è libero di essere come vuole. Spero di farlo capire, nel mio piccolo, anche col mio modo di vestire: mai porsi limiti e temere il giudizio".

Calze a parte, segue la moda?
(Ride). "La moda racconta chi sei, ma conta anche l'estetica sul palco quando ti esibisci. Quello è un modo per farti  riconoscere. È stato importante suonando per strada, quando hai un pubblico potenziale e devi attirare l'attenzione. La padronanza del palco ci ha fatto crescere molto".

Damiano era il classico bravo ragazzo come immagine, poi la svolta. Anche lei è cambiata?
"Ho vissuto il periodo skater da maschiaccia, poi la fase punk e quella hippy con la margherita nei capelli. Devi trovare te stessa. Siamo in continua mutazione".

Cosa le dà la musica?
"È un modo per esprimermi e sentirmi me stessa. La cosa più bella è riuscire e provare emozioni e condividerle con gli altri".

Tra vent'anni si vede musicista?
"Tra vent'anni, trent'anni. Sempre e per sempre. Insieme ai Måneskin. Mi auguro di riuscire sempre a rinnovarci e a vivere con lo stesso entusiasmo".

Ha diciotto anni, andrà a votare. Che idea si è fatta?
"Non seguo la politica. Ma penso che non abbia senso discriminare per il colore della pelle o per le scelte sessuali. Credo in un messaggio di totale libertà: e penso che giudicare le persone sia tremendo".

Il singolo parla dell'amore che si perde e torna. Parlando d'amore i Måneskin come sono messi?
"Tutti alla ricerca".