L’ascesa di Eve Hewson, dagli U2 a Robin Hood: “Ma se ho problemi chiamo Sorrentino”
Figlia di Bono, star della band irlandese, l'attrice diventa Lady Marian nella nuova trasposizione cinematografica dedicata al "principe dei ladri"
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Filippo Brunamonti
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NEW YORK. "Sei la figlia di Bono, come fai ad essere normale? È la domanda che sento farmi da 27 anni. Cosa volete che dica? Gli U2 mi hanno insegnato proprio questo: la normalità".
Ha sistemato il taglio gotico da darkettona e messo via borchie e giacca di pelle che indossava in This must be the place di Paolo Sorrentino. Incontriamo Eve - nome completo: Memphis Eve Sunny Day Hewson ("perché sono nata in una giornata di sole e i miei capelli somigliavano a quelli di Elvis") - in un hotel a Midtown. Il viso rosa pallido, i tacchi piantati sul tappeto. "Sono cresciuta in una famiglia d'artisti a cui piace star lontana da inutili riflettori" dice. "Con loro, non ricordo un giorno di noia. Papà sui tetti del mondo, in tour con gli U2; mamma - Ali Hewson - attivista, imprenditrice, icona di moda. I miei genitori sono più cool dei giovani d'oggi". Origini irlandesi, da qualche anno "Brooklynite di razza", Eve è la ragazza della porta accanto, le piace perdersi nei mercatini delle pulci a Williamsburg. "I miei amici d'infanzia si sono trasferiti da Dublino a New York, ora viviamo nello stesso quartiere", racconta. "Ho un appartamentino pieno di locandine, quadri e polaroid. Anzi, non è un appartamento, è una comune".
La sorella Jordan e i fratelli Elijah e John sono "i micro-manager di papà" mentre "io mi limito a tenerlo fresco e al passo coi tempi. Sono la sua pusher di hip-hop e R&B. Ora chi lo scolla più da Cardi B". Eve conosce a memoria centinaia di testi degli U2 - mentre parla con noi alterna Every breaking wave, del padre, a Patti Smith e Debbie Harry - e giura di aver ascoltato settecento versioni delle più grandi hit della band: "Le canzoni le sento nascere in casa. A volte passano anni prima che mi padre incida la traccia definitiva". E quando papà non suona? "Da piccola mi portava a scuola in vestaglia. Sparava i Backstreet Boys a palla, al semaforo lasciava il volante - mani in alto, piedi in aria - e si scatenava in un ballo techno-dance, roteando testa e occhiali da sole".
Eve Hewson in Robin Hood - L'origine della leggenda, in sala dal 22 novembre
Eve recita dall'infanzia. Ha già lavorato con Steven Soderbergh nella serie The knick, accanto a Clive Owen, e Steven Spielberg l'ha chiamata per Il ponte delle spie. Dal 22 novembre la vedremo nel ruolo di Lady Marian in Robin Hood - L'origine della leggenda (distribuito da 01). "La mia Marian è una donna indipendente, al centro di un triangolo amoroso. Non aspetta che sia Robin a salvarla. Forse solo quando va a cavallo, visto che al galoppo sono un po' imbranata". Non ha visto il Robin di Kevin Costner nel Principe dei ladri - "Nel '91 ero in un'altra sala: la sala parto" sorride - però è fan del classico Disney: "Urca urca Tirulero oggi splende il sol!... L'avrò cantata fino a ieri. Il mio sogno è interpretare la strega cattiva in un film di Walt Disney". Grazie a Sorrentino, dice, "ho capito che questo è il mio mestiere; ora è nella lista dei registi che chiamo se ho problemi su un set. Quando posso, chiedo consigli". Con Soderbergh, invece, parla di Taylor Swift: "Mi aspettavo fosse un regista intenso, concentrato sul personaggio. La prima cosa che mi chiede di persona è: sai per caso come cavolo fa Taylor Swift ad avere tutti quei follower?". Lei, di musica, non vuol sentir parlare: "Non sono intonata, zero disciplina. Me la cavo con piano e batteria. La musica per me resta un hobby". Qualche volta ha sfruttato l'essere figlia d'arte: "Io e le mie amiche siamo entrate nell'ufficio di papà una volta e tra le mani è capitata la sua agendina di celebrità. Ho fatto uno scherzo telefonico a Justin Timberlake". Progetti? "Stare dalla parte degli immigrati: invito ad unirvi all'associazione Kind che tutela i bambini separati da genitori al confine, racchiusi in gabbie di fortuna. Tolleranza e impegno mi stanno più a cuore dell'arte".