Eros Ramazzotti: “Quanta vita a Cinecittà, facevo il fattorino per mia madre sarta”
Carlo Moretti
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di CARLO MORETTI
L'artista romano ha presentato con Pippo Baudo al castello Sforzesco di Milano il nuovo album Vita ce n'è
Aggiornato 2 minuti di lettura
MILANO - Mai album tra quelli pubblicati in 35 anni di carriera è stato altrettanto vario: ballate, pezzi dance, tre duetti internazionali, addirittura un reggaeton. "Questo è l'album più gradevole che ho fatto, andrà bene in radio", dice Eros Ramazzotti che, presentato al Castello Sforzesco di Milano da Pippo Baudo, anfitrione d'eccezione, pubblica domani Vita ce n'è in 100 paesi affiancandolo anche stavolta a una versione in spagnolo e annunciando che andrà a Sanremo come ospite. "Ho presentato tante volte Eros lo farò anche questa sera - ha detto Baudo - la mia vita è legata alla sua, del resto sono sempre stato lì per i suoi primi grandi successi: per il primo a Sanremo nel 1984 quando vinse con Terra Promessa, nell'85 quando arrivò sesto con Una storia importante che poi però vendette un milione di copie solo in Francia, e poi quando vinse il Festival tra i Big nell'86 …
MILANO - Mai album tra quelli pubblicati in 35 anni di carriera è stato altrettanto vario: ballate, pezzi dance, tre duetti internazionali, addirittura un reggaeton. "Questo è l'album più gradevole che ho fatto, andrà bene in radio", dice Eros Ramazzotti che, presentato al Castello Sforzesco di Milano da Pippo Baudo, anfitrione d'eccezione, pubblica domani Vita ce n'è in 100 paesi affiancandolo anche stavolta a una versione in spagnolo e annunciando che andrà a Sanremo come ospite. "Ho presentato tante volte Eros lo farò anche questa sera - ha detto Baudo - la mia vita è legata alla sua, del resto sono sempre stato lì per i suoi primi grandi successi: per il primo a Sanremo nel 1984 quando vinse con Terra Promessa, nell'85 quando arrivò sesto con Una storia importante che poi però vendette un milione di copie solo in Francia, e poi quando vinse il Festival tra i Big nell'86 con Adesso tu. Ed è così che è nato il mito, Eros l'ho inventato io".
Nell'album sorprende un brano dalla classicità melodica scritto da Lorenzo Jovanotti e intitolato "In primo piano".
"L'ha scritta lui, poi io l'ho ripresa e l'ho stravolta con Antonio Filippelli: l'ho resa molto più italiana. Quando l'ha risentita, Lorenzo è rimasto senza parole, sorpreso: lui l'aveva cantata sulla base fatta dai suoi ragazzi, Viganò e Onori, io ho cambiato molto la melodia e risentendolo ho cambiato anche il testo ma non ho voluto firmare niente, com'è giusto. Lorenzo è contento, mi ha scritto: "Sei il dio del blues"".
Il primo dei duetti internazionali è con Alessia Cara per "Vale per sempre".
"L'avevamo proposta ad altri ma senza buoni riscontri. La sua voce invece era adatta al pezzo, è venuta a cantare qui nel mio studio a Milano e quando è arrivata vedendomi si è inginocchiata dicendomi che mi segue da quando era ragazzina".
A proposito di duetti, tra i tanti che ha realizzato nella sua carriera qual è il più forte secondo lei?
"Cose della vita con Tina Turner anche se in quel caso cantammo su un pezzo già esistente, al contrario I belong to you con Anastacia venne scritto appositamente: è il più suonato nel mondo. Ora mi auguro che questo con Alessia Cara faccia meglio, perché è più fresco, il testo è più importante, parla di un amore tra una persona più grande e una molto più giovane, una tematica che non va più di moda".
Una condizione che lei vive nella sua vita privata, con sua moglie vi dividono 25 anni.
"Vero. Anche tra mio padre e mia madre c'erano 11 anni di differenza. L'amore non ha età".
Sua madre faceva la sarta a Cinecittà, lei era il suo fattorino.
"Sì, consegnavo a domicilio i vestiti cuciti da lei, me ne andavo in giro per il quartiere col pacco di carta sul braccio. Cinecittà era un quartiere artistico, abitavamo a 700 metri dal muro degli studi. In fondo alla strada c'era un prato abbandonato che io e mio padre occupammo nel '77, raccogliendo le firme: è diventato un parco pubblico. Quel muro confina con la mia scuola, lo scavalcavamo per andare a vedere il cinema, oppure erano loro che venivano da noi nella via dove giocavamo per proporci di lavorare come figuranti".
Il duetto con Luis Fonsi, "Per le strade una canzone", è un reggaeton: sarà la nuova "Despacito"?
"A Luis è piaciuta tanto. Non è la prima volta che faccio un reggaeton, ci ho provato anche dieci anni fa con Ricky Martin, però allora non andava di moda. Luis ha cantato nel suo studio a Miami, è una macchina da guerra. Poi l'ho raggiunto per girare due video, ci sono le palme, il mare, io sembro un attore di Miami Vice".
Ha dichiarato di aver votato per i 5 Stelle, oggi criticati per il governo con la Lega.
"Se lavori per cambiare, quelli che c'erano prima fanno di tutto per non lasciartelo fare. In un paese come l'Italia non si cambiano le cose in due o tre anni, ci vuole molto più tempo".