✕

L'amica geniale vive a Napoli milionaria

Ascolta l'audio

Vanno in onda da martedì 27 su Rai 1 e Timvision le prime due puntate della serie tv diretta da Saverio Costanzo, tratta dalla saga di Elena Ferrante
3 minuti di lettura
Due bambine povere nei poverissimi anni Cinquanta, dentro le barriere di un cortile povero, in un rione povero alle porte di una città, Napoli, allora povera come tutta l'Italia stremata da una guerra perduta, sono la meraviglia che dalla bella prosa di Elena Ferrante s'incarnano nelle immagini di Saverio Costanzo, coi volti magici, la spontaneità e credibilità di Elisa Del Genio, Elena detta Lenù, e Ludovica Nasti, Lina detta Lila, due non attrici scelte dopo mesi di ricerca.

Sono le amiche geniali del primo e secondo episodio della versione televisiva di L'amica geniale, otto episodi trasmessi in quattro serate: cui seguiranno, negli anni, altre tre miniserie tratte dal resto della quadrilogia letteraria: Storia del nuovo cognome, Storia di chi fugge e di chi resta, Storia della bambina perduta, 1649 pagine, 32 episodi televisivi, otto per romanzo, due alla volta.
Da…
Due bambine povere nei poverissimi anni Cinquanta, dentro le barriere di un cortile povero, in un rione povero alle porte di una città, Napoli, allora povera come tutta l'Italia stremata da una guerra perduta, sono la meraviglia che dalla bella prosa di Elena Ferrante s'incarnano nelle immagini di Saverio Costanzo, coi volti magici, la spontaneità e credibilità di Elisa Del Genio, Elena detta Lenù, e Ludovica Nasti, Lina detta Lila, due non attrici scelte dopo mesi di ricerca.

Sono le amiche geniali del primo e secondo episodio della versione televisiva di L'amica geniale, otto episodi trasmessi in quattro serate: cui seguiranno, negli anni, altre tre miniserie tratte dal resto della quadrilogia letteraria: Storia del nuovo cognome, Storia di chi fugge e di chi resta, Storia della bambina perduta, 1649 pagine, 32 episodi televisivi, otto per romanzo, due alla volta.
Da destra, Gaia Girace, Ludovica Nasti, Saverio Costanzo, Elisa Del Genio e Margherita Mazzucco (ansa)
Elena ha 66 anni quando all'inizio del romanzo e della miniserie scrive finalmente i suoi ricordi, che Costanzo immagina nei colori smorti e sabbiosi della memoria lontana o della fantasia infantile di allora, raccontando quel mondo d'epoca, chiuso e marginale, di casamenti grigi per l'incuria, in cui la vita è corale e condivisa, tra ostilità, reciproco aiuto, invidia, disperazione, sopraffazione. Dove le donne si scambiano notizie tra i panni stesi dei balconi, o si insultano e si strappano i capelli sul pianerottolo, dove i maschi si pestano per gelosie e supremazie. È un mondo confinato, come se la città fosse irraggiungibile e pure il mare che è lì, oltre il terrapieno su cui sferraglia il treno e il sottopassaggio oscuro come un divieto.

È il mondo di Lenù, figlia dell'usciere comunale, e di Lila, figlia del ciabattino: sono bambine libere, come erano allora i bambini, tutto il giorno senza i grandi a sorvegliare, a imporre i loro errori e le loro delusioni. Capaci di vivere l'infanzia piena di sogni e di promesse, di sfide e avventure, sfuggendo agli odori stantii di casa, alle madri furibonde di stanchezza e di figli, ai padri maneschi e sfiancati, alle tragedie degli adulti, all'assenza di speranza. Lila e Lenù diventano amiche sui banchi sbrecciati della scuola elementare, tutti, maschi e femmine col grembiule nero e il colletto bianco, tranne Lila che, per miseria, ha solo e sempre un vestitino consunto, scuro. Tra loro nasce un legame appassionato, falciato da gelosie, incomprensioni, tradimenti, rivalità, lontananze, che le uniscono e le dividono per tutta la vita.
La folla che nel mondo ha già divorato la Ferrante, 10 milioni di copie vendute in 42 paesi, poco meno di 2 milioni in Italia e poco più negli Stati Uniti, dove la scrittrice italiana è un mito e la trasposizione televisiva già un grande successo di critica, sanno che nei prossimi episodi Lenù e Lila sono ormai adolescenti, con il bel viso imbronciato e timido di Margherita Mazzucco e quello radioso e cattivo di Gaia Girace; alla fine di questo primo romanzo, non si sa se anche della miniserie, la sedicenne Lila costretta ad abbandonare gli studi dopo le elementari per fare la scarpara nella botteguccia del padre e del fratello, si sposa, e la sedicenne Lenù col sostegno della maestra Oliviero, davvero identica alle robuste maestre in tailleur dei miei ricordi, convince i genitori restii a lasciarle affrontare il ginnasio. Forse Lenù invidia Lila che si sposa, forse Lila invidia Lenù che può studiare: il loro legame, i loro amori, i matrimoni, i figli, la carriera, le sconfitte, la solitudine, la ribellione, l'attimo in cui Lenù vede per la prima volta Lila nuda e il suo corpo s'infiamma, proseguono negli altri romanzi, non si sa sino a che punto simili nella versione televisiva.
(ansa)
Gli sceneggiatori sono la stessa Ferrante, Costanzo, Laura Paolucci e Francesco Piccolo, che nel suo nuovo romanzo L'animale che mi porto dentro, a un certo punto si definisce identico a Nino Sarratore, l'uomo amato da sempre sia da Lila che da Lenù, irrefrenabile seduttore anche della vecchia e sformata cameriera: e che la tradita Elena in Storia di chi fugge e di chi resta ricorda così: "Nino era in canottiera, e per il resto nudo, le gambe lunghe e magre divaricate, i piedi scalzi. Silvana, curva in avanti, con entrambe le mani appoggiate al lavandino, aveva grandi mutande alle ginocchia...". Questa scena dovrebbe far parte della terza miniserie e sarà interessante vedere come Costanzo, Piccolo e gli altri sceneggiatori la realizzeranno: data la loro volontà di aderenza al testo.
(ansa)
Grandi cartelli pubblicizzano per le strade, da giorni, la miniserie che vedremo da martedì 27 in prima serata su Rai 1 e Timvision (la serie di Hbo-Rai Fiction e Timvision è prodotta da Wildeside e Fandango) e il romanzo è già tornato in classifica. Al suo inizio Elena Ferrante ha elencato i personaggi che lo popolano. 43 appartenenti a dieci famiglie: dello scarparo, dell'usciere, del temuto Don Achille, del falegname, della vedova pazza, del ferroviere-poeta, del fruttivendolo, del proprietario della pasticceria, del pasticcere, del farmacista.
Le prime due puntate sono andate alla Mostra del cinema di Venezia. Questa prima parte di L'amica geniale non è una fiction ma un vero film con un suo inizio e una sua fine, appassionante e realista, in tutta la sua finzione scenica, nella ricostruzione minuziosa di ogni ambiente, nei vestitini stinti delle bambine, nelle facce meravigliose e antiche di tutti gli attori, nell'asprezza musicale del dialetto napoletano sottotitolato.