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Marco Mengoni, 29 anni, nella redazione di "Repubblica" (agf)

Marco Mengoni: “Cercando me stesso ho trovato Frida Kahlo”

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Il giovane cantante, 29 anni, ci è venuto a trovare in redazione. “Ci sono due me stesso che si fronteggiano. Per ritrovarmi sono partito per un lungo viaggio di incontri e silenzi”
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ROMA - Trent'anni da compiere tra pochi giorni, anzi il giorno di Natale, una faccia da cinema, espressiva e limpida, uno sguardo che oscilla senza posa tra innocenza e malizia. Il nuovo Marco Mengoni viene da un lungo e travagliato viaggio di formazione, dal quale è tornato con un disco intitolato, come l'oceano, Atlantico ("l'ho sorvolato in lungo e in largo"), e un bagaglio di esperienze da condividere. Con un ospite d'onore, Adriano Celentano, in un cameo nel brano La Casa Azul: "Celentano è un emblema di rivoluzione, ha cambiato il mondo culturale italiano e non solo. L'ho conosciuto tanti anni fa e nel brano ho sentito l'esigenza della sua voce, perché con la sua carica di esperienza, carisma e autorevolezza impreziosisse l'omaggio a Frida Kahlo, grande simbolo di libertà".

Cosa deve fare un ragazzo che si smarrisce nel successo per ritrovare se stesso?
"Fermarsi, se occorre, e pensare. La verit&ag…
ROMA - Trent'anni da compiere tra pochi giorni, anzi il giorno di Natale, una faccia da cinema, espressiva e limpida, uno sguardo che oscilla senza posa tra innocenza e malizia. Il nuovo Marco Mengoni viene da un lungo e travagliato viaggio di formazione, dal quale è tornato con un disco intitolato, come l'oceano, Atlantico ("l'ho sorvolato in lungo e in largo"), e un bagaglio di esperienze da condividere. Con un ospite d'onore, Adriano Celentano, in un cameo nel brano La Casa Azul: "Celentano è un emblema di rivoluzione, ha cambiato il mondo culturale italiano e non solo. L'ho conosciuto tanti anni fa e nel brano ho sentito l'esigenza della sua voce, perché con la sua carica di esperienza, carisma e autorevolezza impreziosisse l'omaggio a Frida Kahlo, grande simbolo di libertà".

Cosa deve fare un ragazzo che si smarrisce nel successo per ritrovare se stesso?
"Fermarsi, se occorre, e pensare. La verità è che mi sono preso cura delle persone a cui tenevo e ovviamente di me stesso. Una specie di autoanalisi, che riesce solo se accetti di metterti in difficoltà".
Mengoni intervistato da Gino Castaldo a "Repubblica" (agf)
E poi il viaggio?
"Il primo posto è stato Cuba, ci volevo andare da tantissimo tempo e sono andato da solo, zaino in spalla, a parlare con la gente che incontravo. Trovavo giovani aperti, con voglia di scoprire e viaggiare, e dall'altra parte gente più matura, attaccata alla tradizione".

Nel disco cita figure importanti come Muhammad Ali, Frida Kahlo, Amalia Rodrigues. Tre o quattro anni fa sarebbe stato impensabile immaginarlo.
"Sì, certo, anni fa forse c'ero già arrivato ma non ero in grado di raccontarlo, ora mi sento cresciuto, più padrone e tranquillo. Sono partito dal Portogallo, una sera a Lisbona ero in un club con la musica profonda e malinconica del fado. La mattina dopo ero in riva all'Atlantico, e mi sono immaginato le donne che vedevano partire i mariti per mare senza sapere quando sarebbero tornati. Mi sono immedesimato e ho pensato alle canzoni di Amalia Rodrigues. Sono tutti personaggi che hanno avuto coraggio di andare contro tutto e tutti per le proprie convinzioni, come Frida Kahlo che parlava di bisessualità in tempi in cui era molto difficile farlo".
Showcase alla stazione Centrale di Milano per presentare "Atlantico" (ansa)
Alla fine del disco un pezzo: "Dialogo tra due pazzi". Sorprendente. Ci sono due Mengoni che si fronteggiano. Voglia di rischiare di più, di mettersi più in mostra?
"Sì, rischiare di più, ma del resto in un disco in cui parlo di Muhammad Ali non potrei non osare, pensando a tutto quello che ha fatto sportivamente sul palco...".

Voleva dire sul ring?
"Sì, certo, ma il lapsus non è casuale, alla fine si assomigliano. Sì sono due Mengoni, forse tre... mi sono sempre chiesto cosa fosse poi la normalità, in questo periodo sono rimasto spesso da solo, e avevo talmente tante di quelle cose da sbloccare... quindi mi sono preso del tempo, sono stato lontano dal mestiere, e mi sono immaginato questo dialogo: perdersi, ritrovarsi, e la musica serve a lenire molte ombre".
(ansa)
Come vede oggi il ragazzino degli inizi?
"Voglio vederlo sempre uguale, il cambiamento è sempre positivo, ma questi due anni me la sono presa con me stesso perché prima non sono riuscito a godermi le cose e le emozioni forti".

A proposito di emozioni, qual è stata la più intensa della sua carriera?
"Se rispondo che ancora dovrà venire?".
(ansa)
Arriverà, certo, ma finora?
"Sicuramente riguarda la dimensione live. È la cosa che mi piace di più, ma anche quella che più mi sconvolge. Quando sei sul palco devi essere anche un attore perché ogni sera devi ritrovare l'emozione che ti ha spinto a scrivere quel pezzo ma alle volte mi sono sentito poco professionista, mi sono ritrovato a piangere davanti a tutti, a bloccarmi sulla prima strofa".

E cos'ha fatto?
"Ho chiesto scusa".