Ritmo veloce e “autotune”, così la trap strega i ragazzini
Ernesto Assante
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di ERNESTO ASSANTE
Il genere che modella la cultura giovanile a partire dai dieci anni. Nessun messaggio, nessun contenuto: denaro, sesso e violenza. Al punto che anche gli artisti ormai prendono le distanze
Aggiornato alle 2 minuti di lettura
La trap ha una forza immensa, modella la cultura giovanile partendo dai ragazzini di dieci anni, invade in maniera travolgente il mercato della musica e la società italiana. La maggior parte degli artisti trap non ha messaggi né contenuti da proporre al proprio pubblico, se non immagini esagerate di denaro, sesso e violenza che molto spesso sforano nella volgarità e nel sessismo. Ma "è un gioco", nessuno dei trapper è davvero violento o sessista e, anzi, le star del genere, gli artisti più in voga, lo sono sempre più raramente, stanchi del cliché, pur restando radicati in un linguaggio che non usa volentieri i mezzi termini. Ghali
Sostanzialmente la trap tutto è tranne che musica impegnata o di protesta. Musicalmente parlando è figlia diretta del rap e dell'hip hop, ha ritmi più veloci, basi sostanzial…!-->!-->
La trap ha una forza immensa, modella la cultura giovanile partendo dai ragazzini di dieci anni, invade in maniera travolgente il mercato della musica e la società italiana. La maggior parte degli artisti trap non ha messaggi né contenuti da proporre al proprio pubblico, se non immagini esagerate di denaro, sesso e violenza che molto spesso sforano nella volgarità e nel sessismo. Ma "è un gioco", nessuno dei trapper è davvero violento o sessista e, anzi, le star del genere, gli artisti più in voga, lo sono sempre più raramente, stanchi del cliché, pur restando radicati in un linguaggio che non usa volentieri i mezzi termini. Ghali
Sostanzialmente la trap tutto è tranne che musica impegnata o di protesta. Musicalmente parlando è figlia diretta del rap e dell'hip hop, ha ritmi più veloci, basi sostanzialmente elettroniche, realizzate usando software musicali e campionamenti, ed è caratterizzata anche da un forte uso dell'autotune, lo strumento che rende digitale anche la voce e "aggiusta" elettronicamente anche le stonature. La semplicità dei testi, l'essenzialità degli arrangiamenti, la ripetitività delle parole essenziali, ne ha fatto un genere particolarmente apprezzato dai più giovani, sia perché cantilenante e immediato, sia perché segna una frattura generazionale con chi è più maturo e non capisce e non apprezza la trap, frattura che non si vedeva almeno da trent'anni.
Guè Pequeno
I trapper sono egocentrici, vistosi, difficili da accomunare al compagno di classe o all'amico di quartiere, ostentano volentieri la propria ricchezza, gli oggetti di lusso acquistati dopo il successo, arma di riscatto per molti che arrivano dalle periferie o da famiglie con difficoltà economiche e sociali, dalle borgate delle metropoli o da storie di vita difficile. Fanno tutto da soli, costruiscono i loro brani con i computer, girando video con strumenti semplici (dallo smartphone in su) e mettono i clip su YouTube, saltando a piè pari quella che è la strada del pop mainstream: niente radio, niente tv, rapporto diretto con il pubblico attraverso i social.
Questo ha consentito a una intera nuova generazione di artisti di affermarsi senza controlli, di conquistare il pubblico e le classifiche di streaming, di rivoluzionare la scena musicale italiana, allargando il campo anche ai nuovi esponenti dell'hip hop, del rap, della nuova canzone, star che riempiono non solo i piccoli club, ma anche i grandi locali e i palasport, senza che i loro nomi siano conosciuti al di fuori del loro pubblico.
Capo Plaza
La trap è ovviamente una derivazione del rap ed è nata negli Usa, in Italia si considera Il ragazzo d'oro del 2011 di Guè Pequeno il primo brano trap nazionale. Ma è con Sfera Ebbasta che il fenomeno esce dai circuiti dei giovanissimi e di Internet per conquistare anche il grande pubblico adolescente. Il suo Xdvr del 2015 è l'album con il quale diventa l'autoincoronato "Re della trap": Altri due album alle spalle, incisivi placcati d'oro, capelli rossi, abiti vistosi e colorati, Sfera, al secolo Gionata Boschetti, da Cinisello Balsamo, a nord di Milano, è il trapper più famoso e amato d'Italia, l'unico artista nazionale che sia riuscito a entrare nella top 100 internazionale di Spotify.
Dark Polo Gang
Dietro a lui ci sono moltissimi trapper piccoli e grandi, tutti molto giovani, dai romani della Dark Polo Gang (attualmente giudici allo Strafactor di Sky) a Ghali, da Laiuong, da Tedua a Drefgold, da Rkomi a Vegas Jones, da Achille Lauro a Izi e Capo Plaza, tanto per citare i più noti, giovanissimi che hanno alle spalle un ulteriore esercito di trapper, senza contare l'altrettanto ampio fronte del rap e tutte le innumerevoli contaminazioni con il pop e il rock che questa musica porta con sé.
Rkomi
Non è un mondo musicale che vive solo di concerti. Anzi, gli spettacoli veri e propri hanno iniziato a conquistare spazi ufficiali solo recentemente, molto più spesso le star della trap fanno "ospitate" nelle discoteche e nei club, dove arrivano molto spesso a notte fonda (come nel caso di Sfera Ebbasta ad Ancona). Nelle discoteche il clima non è quasi mai "tranquillo", e l'uso dello spray urticante da parte di qualche frequentatore è diffuso, non solo nei casi degli artisti più noti: a Sfera Ebbasta era già accaduto due volte lo scorso anno, a Ponte Alto (Modena) e a Ravenna, e anche quest'anno, sia nella sua Cinisello Balsamo, il 6 luglio, e a Mondovì, dove l'8 settembre la serata era stata addirittura interrotta, ma sono stati segnalati altri casi in appuntamenti più piccoli di molti altri artisti.