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Sfera Ebbasta 

Ritmo veloce e “autotune”, così la trap strega i ragazzini

Il genere che modella la cultura giovanile a partire dai dieci anni. Nessun messaggio, nessun contenuto: denaro, sesso e violenza. Al punto che anche gli artisti ormai prendono le distanze
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La trap ha una forza immensa, modella la cultura giovanile partendo dai ragazzini di dieci anni, invade in maniera travolgente il mercato della musica e la società italiana. La maggior parte degli artisti trap non ha messaggi né contenuti da proporre al proprio pubblico, se non immagini esagerate di denaro, sesso e violenza che molto spesso sforano nella volgarità e nel sessismo. Ma "è un gioco", nessuno dei trapper è davvero violento o sessista e, anzi, le star del genere, gli artisti più in voga, lo sono sempre più raramente, stanchi del cliché, pur restando radicati in un linguaggio che non usa volentieri i mezzi termini.
Ghali 
Sostanzialmente la trap tutto è tranne che musica impegnata o di protesta. Musicalmente parlando è figlia diretta del rap e dell'hip hop, ha ritmi più veloci, basi sostanzial…
La trap ha una forza immensa, modella la cultura giovanile partendo dai ragazzini di dieci anni, invade in maniera travolgente il mercato della musica e la società italiana. La maggior parte degli artisti trap non ha messaggi né contenuti da proporre al proprio pubblico, se non immagini esagerate di denaro, sesso e violenza che molto spesso sforano nella volgarità e nel sessismo. Ma "è un gioco", nessuno dei trapper è davvero violento o sessista e, anzi, le star del genere, gli artisti più in voga, lo sono sempre più raramente, stanchi del cliché, pur restando radicati in un linguaggio che non usa volentieri i mezzi termini.
Ghali 
Sostanzialmente la trap tutto è tranne che musica impegnata o di protesta. Musicalmente parlando è figlia diretta del rap e dell'hip hop, ha ritmi più veloci, basi sostanzialmente elettroniche, realizzate usando software musicali e campionamenti, ed è caratterizzata anche da un forte uso dell'autotune, lo strumento che rende digitale anche la voce e "aggiusta" elettronicamente anche le stonature. La semplicità dei testi, l'essenzialità degli arrangiamenti, la ripetitività delle parole essenziali, ne ha fatto un genere particolarmente apprezzato dai più giovani, sia perché cantilenante e immediato, sia perché segna una frattura generazionale con chi è più maturo e non capisce e non apprezza la trap,  frattura che non si vedeva almeno da trent'anni.
Guè Pequeno 
I trapper sono egocentrici, vistosi, difficili da accomunare al compagno di classe o all'amico di quartiere, ostentano volentieri la propria ricchezza, gli oggetti di lusso acquistati dopo il successo, arma di riscatto per molti che arrivano dalle periferie o da famiglie con difficoltà economiche e sociali, dalle borgate delle metropoli o da storie di vita difficile. Fanno tutto da soli, costruiscono i loro brani con i computer, girando video con strumenti semplici (dallo smartphone in su) e mettono i clip su YouTube, saltando a piè pari quella che è la strada del pop mainstream: niente radio, niente tv, rapporto diretto con il pubblico attraverso i social.

Questo ha consentito a una intera nuova generazione di artisti di affermarsi senza controlli, di conquistare il pubblico e le classifiche di streaming, di rivoluzionare la scena musicale italiana, allargando il campo anche ai nuovi esponenti dell'hip hop, del rap, della nuova canzone, star che riempiono non solo i piccoli club, ma anche i grandi locali e i palasport, senza che i loro nomi siano conosciuti al di fuori del loro pubblico.
Capo Plaza 
La trap è ovviamente una derivazione del rap ed è nata negli Usa, in Italia si considera Il ragazzo d'oro del 2011 di Guè Pequeno il primo brano trap nazionale. Ma è con Sfera Ebbasta che il fenomeno esce dai circuiti dei giovanissimi e di Internet per conquistare anche il grande pubblico adolescente. Il suo Xdvr del 2015 è l'album con il quale diventa l'autoincoronato "Re della trap": Altri due album alle spalle, incisivi placcati d'oro, capelli rossi, abiti vistosi e colorati, Sfera, al secolo Gionata Boschetti, da Cinisello Balsamo, a nord di Milano, è il trapper più famoso e amato d'Italia, l'unico artista nazionale che sia riuscito a entrare nella top 100 internazionale di Spotify.
Dark Polo Gang 
Dietro a lui ci sono moltissimi trapper piccoli e grandi, tutti molto giovani, dai romani della Dark Polo Gang (attualmente giudici allo Strafactor di Sky) a Ghali, da Laiuong, da Tedua a Drefgold, da Rkomi a Vegas Jones, da Achille Lauro a Izi e Capo Plaza, tanto per citare i più noti, giovanissimi che hanno alle spalle un ulteriore esercito di trapper, senza contare l'altrettanto ampio fronte del rap e tutte le innumerevoli contaminazioni con il pop e il rock che questa musica porta con sé.
Rkomi 
Non è un mondo musicale che vive solo di concerti. Anzi, gli spettacoli veri e propri hanno iniziato a conquistare spazi ufficiali solo recentemente, molto più spesso le star della trap fanno "ospitate" nelle discoteche e nei club, dove arrivano molto spesso a notte fonda (come nel caso di Sfera Ebbasta ad Ancona). Nelle discoteche il clima non è quasi mai "tranquillo", e l'uso dello spray urticante da parte di qualche frequentatore è diffuso, non solo nei casi degli artisti più noti: a Sfera Ebbasta era già accaduto due volte lo scorso anno, a Ponte Alto (Modena) e a Ravenna, e anche quest'anno, sia nella sua Cinisello Balsamo, il 6 luglio, e a Mondovì, dove l'8 settembre la serata era stata addirittura interrotta, ma sono stati segnalati altri casi in appuntamenti più piccoli di molti altri artisti.