✕
Anastasio durante la serata finale 

Vince Anastasio: a X Factor trionfa la realtà

Il 21enne rapper di Meta di Sorrento batte in finale Naomi segnando un cambio di rotta nel talent
2 minuti di lettura
Sarà davvero “la fine del mondo”, chissà, ma per una volta ha vinto il migliore, e su questo ci sarà poco da discutere. Anastasio era la proposta più interessante di questa edizione di X Factor, quella più solida, più speranzosa di qualche sbocco nel mondo reale. E anche questo è un segno. Di più, ha vinto il rap, ha vinto una visione rabbiosa e apocalittica di un giudizio universale che si sgretola in coriandoli e cade sulla folla danzante. Ha vinto per una volta la voglia di qualcosa che perlomeno possa “sembrare” più autentico, qualcosa da toccare, da vivere sulla pelle, qualcosa da sentire come un pezzo di realtà.

Noemi, seconda classificata 

Vero, falso? Lo vedremo nel seguito della storia di Anastasio, ma intanto possiamo dire con certezza che ha vinto la rappresentazione del vero, tradotta d…
Sarà davvero “la fine del mondo”, chissà, ma per una volta ha vinto il migliore, e su questo ci sarà poco da discutere. Anastasio era la proposta più interessante di questa edizione di X Factor, quella più solida, più speranzosa di qualche sbocco nel mondo reale. E anche questo è un segno. Di più, ha vinto il rap, ha vinto una visione rabbiosa e apocalittica di un giudizio universale che si sgretola in coriandoli e cade sulla folla danzante. Ha vinto per una volta la voglia di qualcosa che perlomeno possa “sembrare” più autentico, qualcosa da toccare, da vivere sulla pelle, qualcosa da sentire come un pezzo di realtà.

Noemi, seconda classificata 

Vero, falso? Lo vedremo nel seguito della storia di Anastasio, ma intanto possiamo dire con certezza che ha vinto la rappresentazione del vero, tradotta da un ragazzo arrabbiato che ci sa fare e allontana in un colpo di bacchetta magica il rischio maggiore che stanno correndo i talent show: uscire dal tempo, staccarsi troppo dalla realtà.

I finalisti. Da sinistra, Anastasio, Luna, i Bowland e Naomi (lapresse)

Chissà se il cambio della guardia annunciato dai saluti definitivi di Manuel Agnelli e Fedez debba preludere o meno a un declino della forma-talent, ora che la musica italiana ha ripreso a crescere per suo conto, lontano dai vizi televisivi, producendo tante novità felici, interessanti, ovvero tonnellate di veritiero rap e perfino ondate benigne di pop. A parte Mengoni, che da lì viene, gli ospiti della finale, Ghali e Thegiornalisti, sono esattamente questo, musica nata altrove, con altri scopi, con altre necessità espressive.

Ma di sicuro nel frattempo anche il meccanismo di X Factor si è adattato al cambiamento in atto, assorbendo maggiori brandelli di verità, e la tendenza è ben riassunta dal successo esplosivo dei Maneskin dell’anno scorso, e ancora di più quest’anno dal trionfale percorso di Anastasio, coraggioso, alieno quanto basta per essere soprattutto se stesso, che poi è la cosa più difficile da realizzare in mezzo agli illusori entusiasmi delle competizioni da arena.

I Bowland 

C’è riuscito grazie a un trucco, semplice ma essenziale, ovvero mettere sempre qualcosa di sé, pur evocando colossi dell’immaginario musicale come i Pink Floyd. Altro che cover, erano in realtà tutti inediti, con in più alla base la forza stratosferica degli originali: Battiato, Rino Gaetano, De Gregori. Era ai limiti del regolamento, o forse addirittura oltre? Poco importa, Quello che conta è il risultato, ha vinto un ragazzo che si dice rap, anzi un disturbatore rap, ma che sotto sotto, al di là della scorza rap, attinge a una delle tradizioni più antiche della canzone italiana, ovvero la teatralità.

Luna 

A Napoli questo lo sanno da almeno cento anni. C’era la macchietta, c’era la sceneggiata, ci sono sempre state canzoni con una drammaturgia forte, con personaggi e scenette di vita. A proposito di Napoli, c’è un altro evidente segno che ha caratterizzato l’ edizione 2018 di X Factor : ha vinto il Sud. I primi tre classificati provengono nell’ordine da Meta di Sorrento, da Napoli e dalla provincia di Cagliari. E anche questo, ci si perdoni la battuta facile, sembra la fine del mondo.
Anastasio