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Il mondo dei live si divide sui biglietti nominali

Favorevoli o contrari alla norma che prevede tagliandi personalizzati per gli eventi dal vivo con più di 5000 spettatori. Gli addetti ai lavori sottolineano alcuni rischi dell’emendamento anti-bagarinaggio online
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È arrivato il giorno X per i biglietti nominali ai concerti, già voluti da molti artisti tra i quali Ed Sheeran e i Radiohead per contrastare il bagarinaggio online. Con il voto di uno specifico emendamento alla legge di Bilancio, previsto oggi alla Camera, i tagliandi personali potrebbero diventare una realtà già a partire dalla prossima estate.
La norma, che si applica agli eventi sopra i 5000 spettatori, porta la firma del deputato dei 5 Stelle Sergio Battelli e ha spaccato il mondo della musica live; i produttori si sono divisi all'interno della loro associazione, Assomusica: in molti,
a maggioranza, sostengono che la norma danneggerà il pubblico, rendendo macchinoso l'acquisto e complicando le procedure per l'accesso ai concerti. "Non stiamo rendendo difficile la vita a chi va a i concerti, al contrario gliela stiamo semplificando", si difende Battelli, "non è possibile che oggi, due minuti dopo l'apertura d…
È arrivato il giorno X per i biglietti nominali ai concerti, già voluti da molti artisti tra i quali Ed Sheeran e i Radiohead per contrastare il bagarinaggio online. Con il voto di uno specifico emendamento alla legge di Bilancio, previsto oggi alla Camera, i tagliandi personali potrebbero diventare una realtà già a partire dalla prossima estate.
La norma, che si applica agli eventi sopra i 5000 spettatori, porta la firma del deputato dei 5 Stelle Sergio Battelli e ha spaccato il mondo della musica live; i produttori si sono divisi all'interno della loro associazione, Assomusica: in molti,
a maggioranza, sostengono che la norma danneggerà il pubblico, rendendo macchinoso l'acquisto e complicando le procedure per l'accesso ai concerti. "Non stiamo rendendo difficile la vita a chi va a i concerti, al contrario gliela stiamo semplificando", si difende Battelli, "non è possibile che oggi, due minuti dopo l'apertura dei botteghini, i biglietti sul mercato secondario siano venduti a tre volte il prezzo normale. Una vendita esorbitante sulla quale c'è peraltro anche un mancato gettito fiscale. Questa norma toglie benzina a tutte le piattaforme secondarie e ai bagarini che non possono più vendere il biglietto il cui nome deve corrispondere al documento presentato al cancello di ingresso. Lo facciamo con gli aerei, con il treno, culturalmente il biglietto nominale è già nella vita delle persone".
Tra i più critici il promoter Mimmo D'Alessandro ("Il proibizionismo non ha mai portato a nulla"), sotto processo per il secondary ticketing, e il presidente di Assomusica, Vincenzo Spera: "Abbiamo cercato di dialogare con Battelli e di spiegargli perché questa norma non risolve il problema, ma non c'è stato verso" dice Spera. "L'unico modo per bloccare
il bagarinaggio online sarebbe arrestare chi lo fa in maniera fraudolenta e chiudere i siti, oppure legalizzarli. Perché come il venditore primario ha bisogno di requisiti così dev'essere per il secondario. E poi questa norma va in direzione opposta rispetto alla recente direttiva della comunità europea sulla libertà di vendita online. Si tratta dunque di un emendamento frettoloso, di pancia, chi va a gioire a un concerto non deve subire le forche caudine, in una struttura non attrezzata: le procedure d'ingresso saranno complicate, si immagini se a dieci persone non funziona il telefonino o se non hanno con sé il documento, ci prenderanno a schiaffi se non li facciamo entrare. Il nostro è un settore in crescita, ma in questo modo lo ammazzano: alla Scala, dov'è stato applicato il biglietto nominale, hanno avuto il 40% di calo, come ha detto il sovrintendente. La gente non vuol far sapere dove va o con chi ci va. Si immagini le aziende che comprano i biglietti per clienti e dipendenti, non li compreranno più. E poi la norma riguarda solo la musica rock e pop, ma se Bolle e Baglioni riempiono entrambi l'arena, perché Baglioni deve sottoporre il suo pubblico a uno stress più alto?".
Chi ha pensato al biglietto nominale punta a smaterializzarlo, per la nuova norma potrebbe essere sufficiente un codice legato a un nome. Secondo il promoter di Springsteen in Italia, Claudio Trotta, nel direttivo di Assomusica, "la smaterializzazione del biglietto è il futuro, certo le strutture devono attrezzarsi, com'è accaduto nel calcio, perché il mondo va avanti. È come il biglietto del treno o dell'aereo. All'inizio ero contrario, per me il biglietto nominale era da stato poliziesco ma sono cazz***: siamo già tutti schedati attraverso le carte di credito. Il biglietto nominale è una delle modalità per abbattere il secondary ticketing che è un cancro, una porcata con un giro di affari da 10 miliardi di dollari nel mondo".