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Christian Bale è Dick Cheney e Sam Rockwell è George W. Bush in "Vice" 

Dick Cheney, un puparo alla Casa Bianca

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Il film di Adam McKay racconta la storia del vicepresidente ai tempi di George W. Bush. Con un Christian Bale trasformato nel fisico
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Formatosi alla scuola del Saturday Night Live e collaborando con il comico Will Ferrell, Adam McKay si è rivelato clamorosamente con La grande scommessa, travolgente e cinico apologo sul diabolico funzionamento dell'economia americana e la crisi finanziaria del 2007-2008, costruito come un ironico andirivieni dentro e fuori la storia, tra straniamento brechtiano, moduli da sitcom e voice over alla Scorsese.
Christian Bale 
Ci si aspettava dunque molto dal suo biopic sul vicepresidente Dick Cheney; ma stavolta il gioco funziona meno, perché è come se lo sceneggiatore e regista si fosse innamorato delle proprie trovate. Attraverso vari andirivieni temporali, seguiamo l'ascesa di Cheney dopo esser stato espulso dal college, l'incontro con Rumsfeld (Steve Carell), l'ascesa con Nixon e poi con Reagan. Senza dimenticare il privato: la moglie Lynne (Amy Adams), ch…
Formatosi alla scuola del Saturday Night Live e collaborando con il comico Will Ferrell, Adam McKay si è rivelato clamorosamente con La grande scommessa, travolgente e cinico apologo sul diabolico funzionamento dell'economia americana e la crisi finanziaria del 2007-2008, costruito come un ironico andirivieni dentro e fuori la storia, tra straniamento brechtiano, moduli da sitcom e voice over alla Scorsese.
Christian Bale 
Ci si aspettava dunque molto dal suo biopic sul vicepresidente Dick Cheney; ma stavolta il gioco funziona meno, perché è come se lo sceneggiatore e regista si fosse innamorato delle proprie trovate. Attraverso vari andirivieni temporali, seguiamo l'ascesa di Cheney dopo esser stato espulso dal college, l'incontro con Rumsfeld (Steve Carell), l'ascesa con Nixon e poi con Reagan. Senza dimenticare il privato: la moglie Lynne (Amy Adams), che nel film sembra un incrocio tra Lady Macbeth e Doris Day; il rapporto con la figlia lesbica, suo tallone d'Achille.
Sam Rockwell 
Ma il fulcro è ovviamente l'ascesa di Bush jr. (Sam Rockwell), dipinto come un perfetto idiota di cui Cheney è il puparo, e il momento-clou è l'attacco alle Torri Gemelle, in cui, dice il film, Dick "vede un'opportunità", e la sfrutta appieno. Il film, che politicamente sembra un po' una versione fiction dei documentari di Michael Moore, è utile come impressionante riepilogo storico: i rapporti con la multinazionale petrolifera Halliburton, il marketing per "vendere" misure fiscali inique (basta chiamare Death Tax la tassa sulla successione, o Climate Change il riscaldamento globale, e il gioco è fatto), la teoria dell'Unitary Executive che accentra ogni potere nelle mani del presidente, la vittoria truffaldina contro Al Gore, le bugie sulle armi di distruzione di massa in Iraq, l'insabbiamento delle notizie su Al Zarqawi che involontariamente favoriscono la creazione dell'Isis.Tutto questo però è non potenziato ma indebolito dallo stile virtuosistico, teso a stupire con continue trovate di scrittura e regia: un narratore che viene svelato a due terzi del film, un finto finale a metà, i montaggi "creativi", le scenette comico-didattiche un po' da cabaret. In questo insieme, Christian Bale porta avanti la sua performance con tanto di monologhino finale (diciamo tra Actor's Studio e imitazioni della Guzzanti), in maniera non troppo coerente col resto del film, e guarda all'Oscar, ingrassandosi dopo il celebre dimagrimento in L'uomo senza sonno.

Giudizio: due stelle e mezzo su cinque