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Vasco Rossi con i fan a Bologna 

La verità di Vasco Rossi

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A Bologna nel quartier generale del Komandante aperto a 40 selezionati iscritti al Blasco Fan Club. E lui spiega, parola per parola, il senso del stesto del''ultimo successo. "Perché in giro c'è un po' di confusione”
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BOLOGNA - "Tu sposi la verità o la menzogna?" chiede Vasco a un ragazzo del suo fan club in prima fila indicandolo col dito. "Io ho sposato la verità!", risponde. Tutti ridono. Tutti, in piedi, gridano il suo nome alzando il pugno "Va-sco! Va-sco!". Qualcuno piange. Siamo a Bologna nell'edifico in cui prendono forma le idee di Vasco Rossi: la residenza del gruppo di fedelissimi che lavora con lui, aperta per la grande occasione a quaranta iscritti del Blasco Fan Club, accuratamente selezionati.


Vasco oggi non vuole "restare spento", al contrario, ha molte cose da dire. Vestito tutto di nero, giubbotto con le borchie, cappellino, occhiali. È contento. Ha smesso di fumare dai tempi della malattia, oggi corre, si allena, va a letto presto. È qui per spiegare la sua canzone, La verità. "C'è bisogno di spiegare che cos'è…
BOLOGNA - "Tu sposi la verità o la menzogna?" chiede Vasco a un ragazzo del suo fan club in prima fila indicandolo col dito. "Io ho sposato la verità!", risponde. Tutti ridono. Tutti, in piedi, gridano il suo nome alzando il pugno "Va-sco! Va-sco!". Qualcuno piange. Siamo a Bologna nell'edifico in cui prendono forma le idee di Vasco Rossi: la residenza del gruppo di fedelissimi che lavora con lui, aperta per la grande occasione a quaranta iscritti del Blasco Fan Club, accuratamente selezionati.


Vasco oggi non vuole "restare spento", al contrario, ha molte cose da dire. Vestito tutto di nero, giubbotto con le borchie, cappellino, occhiali. È contento. Ha smesso di fumare dai tempi della malattia, oggi corre, si allena, va a letto presto. È qui per spiegare la sua canzone, La verità. "C'è bisogno di spiegare che cos'è la 'verità' perché c'è un po' di confusione in giro", dice. Alla sua sinistra una lavagna a fogli mobili di quelle che si usano per i convegni in cui sono scritte in grande le strofe: "è una canzone provocatoria e un po' ironica che dice: 'Si imbosca tra le nuvole/ rimescola le regole/ nessuno sa se viene o se ne va'. Sembra quasi che si parli di una persona: è un gioco divertente che è venuto fuori con l'altro autore, Roberto Casini. Sembra una donna: 'Non mette in mostra i muscoli/ Non crede negli oroscopi/ Non guarda i film già visti lei/ Non ama la pubblicità', quest'ultimo è un concetto importante che si capirà meglio più in là. E poi: 'E tutti lì a discutere/ E tutti a dire chi va là/ Si chiede la parola d'ordine/ Dov'è, come si veste, quanto costa/ Che cos'è, che faccia ha'. Tutti vogliono sapere, il mistero continua: quanto costa? È una escort? E invece no: è la verità. Qui viene svelato: 'La verità arriva quando vuole/ La verità non ha bisogno mai di scuse/ La verità è fatale': non è una donna. È un concetto". Applausi.

Vasco tiene il ritmo. "C'è un'altra cosa che voglio sottolineare del testo: 'Non ama la pubblicità' perché di verità nella pubblicità non ce n'è. E poi anche 'devi sapere da che parte stare': devi decidere chi sposare, no? perché 'la verità fa male' non è confortante, non è 'una signora'. E poi in 'si cercano i colpevoli/ si ascoltano psicologi/ ognuno sa chi è stato' mi riferisco a quei processi da talk show con gli opinionisti, gli esperti, la caccia all'uomo, al capro espiatorio. Si decide già chi è colpevole senza neanche un processo: una cosa che non mi piace".


E poi un tema su cui da sempre Vasco è molto attento: il proibizionismo, che è "un modo per non affrontare un problema. Devi regolamentare, non proibire, altrimenti metti tutti fuori legge. Qualcosa si muove: sembra che usare la parola 'cannabis' faccia un po' meno paura ai benpensanti". Applausi. Un ragazzo urla: "Giovanardi c'è rimasto male?". Vasco risponde: "Non so, non sono in contatto". Risate. "E quindi: 'Proibizionismi isterici/ vietato stare qui e stare là/ tutti pronti a crederci/ al primo che lo sa': oggi tutti vogliono credere al primo che dice di avere la soluzione. Ma bisogna stare attenti perché questi parlano per slogan, semplificano i problemi e invece le cose non sono mai semplici e di geni in giro io ne vedo pochi". E poi 'la verità è la televisione'. Una volta la televisione ha detto che io stavo male. Telefono a mia madre 'Guarda che sto bene!'. Mi fa: 'Però se l'ha detto la televisione...'. Non ci voleva credere!". Risate.

La gente è attenta, concentrata. "Torniamo all'inizio: 'la verità si sposa': bisogna sposare la verità. Sono tutte metafore che io ho voluto usare perché con questo clima ce n'era bisogno. Sono nati nuovi termini: le 'fake news', balle spacciate per vere per convincere la gente. E poi la 'post-verità': balle che, raccontate mille volte, diventano vere. Come quelle di Trump: le dice il presidente Usa, per cui saranno vere. E poi c'è anche la 'verità veloce di cui parla Baricco nel suo libro The Game: una verità a cui viene tolto qualcosa, una mezza verità che diventa falsa".


È il momento delle domande. I fan non hanno timore: Vasco è uno di loro. Una ragazza chiede se c'è un legame tra verità e libertà. "Per me non c'è libertà senza verità. Una canzone come Liberi liberi parla della difficoltà di essere liberi. Essere liberi non è facile. È molto più facile seguire le cazzate che ti dicono, che decidere tu cosa devi fare. La libertà si deve conquistare attraverso la responsabilità. Per ottenere la libertà che viene dalla democrazia migliaia di persone sono morte. E non bisogna darla per scontata, bisogna combattere sempre. Soprattutto con il clima che oggi c'è in Italia. Io appena vedo che sospendono qualche regola democratica comincio a preoccuparmi perché l'aria che tira non è una bella aria. Quindi stiamo tutti svegli, teniamo gli occhi aperti e... speriamo che passi presto!". Impariamola bene la lezione di Vasco.