Mahmood: “Faccio Morocco pop nel segno di mio padre”
Carlo Moretti , Carlo MorettiSANREMO - Di sé dice con orgoglio: "Io sono un cantautore". Con quell'aria arabeggiante, la sua musica si potrebbe facilmente ballare, salvo accorgersi che non è sempre festa: "Mi piacciono i contrasti, musica ballabile e testo distruttivo". Mahmood, 26 anni, madre sarda di Orosei e padre egiziano, ha vinto la selezione a Sanremo giovani che gli ha aperto le porte tra i big e ieri al Festival ha presentato il brano Soldi nel quale affronta il difficile ricordo di un padre che se n'è andato per non tornare più.
Nel brano del Festival c'è anche una parte in arabo, lo parla?
"Ho solo memorizzato alcune frasi nella mia infanzia. La canzone dice: "Waladi waladi habibi ta'aleena" ovvero "Figlio mio, figlio mio, amore, vieni qua", sono le frasi che mi diceva mio padre quando eravamo al parco a giocare. In realtà a casa mia io parlo sardo".
SANREMO - Di sé dice con orgoglio: "Io sono un cantautore". Con quell'aria arabeggiante, la sua musica si potrebbe facilmente ballare, salvo accorgersi che non è sempre festa: "Mi piacciono i contrasti, musica ballabile e testo distruttivo". Mahmood, 26 anni, madre sarda di Orosei e padre egiziano, ha vinto la selezione a Sanremo giovani che gli ha aperto le porte tra i big e ieri al Festival ha presentato il brano Soldi nel quale affronta il difficile ricordo di un padre che se n'è andato per non tornare più.
Nel brano del Festival c'è anche una parte in arabo, lo parla?
"Ho solo memorizzato alcune frasi nella mia infanzia. La canzone dice: "Waladi waladi habibi ta'aleena" ovvero "Figlio mio, figlio mio, amore, vieni qua", sono le frasi che mi diceva mio padre quando eravamo al parco a giocare. In realtà a casa mia io parlo sardo".
"Gioventù bruciata" che ha vinto tra i Giovani e la nuova "Soldi" trattano due aspetti di una stessa materia.
"Era un tema troppo grosso per chiuderlo in una stessa canzone, ho dovuto scriverne due: Gioventù bruciata è un'istantanea, ricordi belli, la Nintendo, io che gioco in macchina, il Mar Rosso, la Sfinge. Soldi è anche cattiva, c'è più rabbia, d'altronde nella vita non si può essere sempre felici. Entrambi descrivono la società: il ricordo di un padre che va via è un tema abbastanza diffuso, oggi".
Dici "Bevi Champagne sotto Ramadan..."
"Non va preso alla lettera: volevo dirgli "predichi bene ma razzoli male", sintomo della mia rabbia. Vivo solo con mia madre da quando avevo 6 anni. Ero alle elementari".
Dov'è ora suo padre?
"Non lo so, non ho più contatti. C'è chi non ha neanche una mamma, in fondo m'è andata bene".
Aiuta scrivere canzoni per superare la rabbia?
"Non è psicoterapia, è come scrivere un diario".
Ha un buon rapporto con la sua parte etnica rappresentata da suo padre?
"Ce l'ho sempre dentro, questo pezzo è frutto di questa convivenza. Quando mi dicono che genere faccio io dico sempre che il mio è Morocco pop, in ogni mio pezzo c'è sempre qualche influenza araba. Da piccolo la ascoltavo in macchina e chiedevo di cambiare, ciò che prima non ti piace lo cerchi dopo".
X Factor, due volte Sanremo Giovani, ora il palco dell'Ariston tra i big.
"Sono stati otto anni di crescita. Prima di arrivare a proporre cose mie ho anche scritto per altri, per Michele Bravi ed Elodie, il brano che Mengoni canterà qui con Tom Walker che proprio ieri ha raggiunto il platino. Negli ultimi tre anni ho dovuto stringere i denti: a me che ascoltavo Amy Winehouse e James Blake i discografici continuavano a dire di ascoltare le radio commerciali, di essere più pop. Chissà, forse sarà servito anche quello. Ora spero di lasciare qualcosa che sia percepito come diverso e nuovo".