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Con Captain Marvel arriva il super potere di non dover essere perfette

Il 6 marzo in sala il film sul personaggio della casa editrice di fumetti. Il premio Oscar Brie Larson è Carol, ex pilota dell’Air Force diventata eroina, alle prese con una guerra spaziale ma anche con la difficile ricerca di se stessa
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LONDRA. Non è un paese per maschi alfa, quello in cui si muove Captain Marvel. Dopo il successo mondiale di Wonder Woman di due anni fa, che ha abbattuto con Patty Jenkins il soffitto di vetro che separava le registe dai kolossal, ecco finalmente un cinefumetto Marvel con protagonista una supereroina. Che, non solo visivamente parlando, è lontanissima dal personaggio della DC Comics: la protagonista Brie Larson non è una modella dalla bellezza irraggiungibile come Gal Gadot, ma un'attrice che arriva dalla fucina del cinema indipendente, forte di un Oscar vinto con Room. Non indossa la minigonna e le divine zeppe da regina delle amazzoni, piuttosto veste una tuta massiccia, scarponi a tacco basso. Spiega all'incontro nel londinese Corinthia Hotel, Anna Boden, la prima co-regista (con Ryan Fleck) di un cinefumetto Marvel: "Non volevamo una supereroina iperfemminilizzata, ma un essere umano dalla personalità complessa, una pilota dell'Air forc…
LONDRA. Non è un paese per maschi alfa, quello in cui si muove Captain Marvel. Dopo il successo mondiale di Wonder Woman di due anni fa, che ha abbattuto con Patty Jenkins il soffitto di vetro che separava le registe dai kolossal, ecco finalmente un cinefumetto Marvel con protagonista una supereroina. Che, non solo visivamente parlando, è lontanissima dal personaggio della DC Comics: la protagonista Brie Larson non è una modella dalla bellezza irraggiungibile come Gal Gadot, ma un'attrice che arriva dalla fucina del cinema indipendente, forte di un Oscar vinto con Room. Non indossa la minigonna e le divine zeppe da regina delle amazzoni, piuttosto veste una tuta massiccia, scarponi a tacco basso. Spiega all'incontro nel londinese Corinthia Hotel, Anna Boden, la prima co-regista (con Ryan Fleck) di un cinefumetto Marvel: "Non volevamo una supereroina iperfemminilizzata, ma un essere umano dalla personalità complessa, una pilota dell'Air force che si muovesse e agisse in coerenza con le sue origini". In effetti la Carol Danvers del film è una figura forte e problematica, piena di difetti e alla ricerca di sé stessa: una guerriera spaziale con un potere immenso che precipita sulla terra, vi riscopre il passato da pilota dell'Air Force, e il legame fortissimo di un'amica e collega che non l'ha mai dimenticata e che l'aiuterà a comprendere la verità sulla sporca guerra stellare che si sta combattendo.

Captain Marvel arriva in sala (il 6 marzo) con perfetto tempismo post Oscar, proponendosi di replicare per l'empowerment femminile quello che Black Panther, vincitore di tre statuette, è riuscito a fare per la cultura e l'identità afroamericana. Ma, nell'era dell'odio social, in comune con il film di Ryan Coogler, Captain Marvel ha subito anche il tentativo di boicottaggio degli haters che sono riusciti a far precipitare il gradimento del film sul popolare sito Rotten Tomatoes. La scusa, stavolta, è il fatto che la protagonista Brie Larson avrebbe chiesto, durante il lancio del film, di incontrare più giornaliste donne e appartenenti a minoranze: "Mi ritrovo faccia a faccia quasi solo con intervistatori bianchi e maschi..." si sarebbe lamentata. Per l'attrice questo ruolo è una missione: ha esitato prima di accettare perché è di carattere schivo e temeva l'eccesso di popolarità che le avrebbe portato il personaggio, ma a convincerla è stato il fatto che "questi film contribuiscono a formare la nostra cultura, i valori in cui crediamo. Milioni di bambine vedranno Captain Marvel, si identificheranno. Sul set ho sentito la pressione, la fatica dei combattimenti, condiviso i momenti di fragilità con Carol: non dobbiamo mai cercare di essere dure come le pentole di Teflon, tantomeno perfette". Non a caso tra le tante versioni del fumetto nato nel '68 è stata scelta quella della disegnatrice Kelly Sue DeConnick, che ha trasformato Miss Marvel in Captain Marvel, pilota dell'Air force temprata da una gavetta lunghissima e mille fallimenti.
Brie Larson alla premiere di Londra del film Captain Marvel (ap)

Il film, raccontato per flashback e ambientato negli anni Novanta (la protagonista precipita dallo spazio sul negozio di noleggio di videocassette Blockbuster), è un'avventura per famiglie piena di divertimento e citazioni cinematografiche che vanno da Terminator a Gattaca passando per Matrix. Tra i nuovi personaggi l'adorabile figlia dell'amica, la scienziata Annette Bening, il mentore guerriero Jude Law (qui a Londra, ma molto ansioso di partire per Roma per il set della serie The New Pope di Paolo Sorrentino), un sorprendente gatto fulvo di cui Nick Fury, il futuro capo degli Avengers, qui molto giovane, s'innamora: è Samuel L. Jackson, fresco d'abbraccio agli Oscar con Spike Lee, "un momento di gioia totale e sincera, avevo raccontato a Brie dietro il palco quanto ci speravo, ed è accaduto davvero".
Jude Law a Londra per la prima di Captain Marvel: nel film è Yon-Rogg (ap)

Ma soprattutto Captain Marvel "alza l'asticella del messaggio politico, per il modo in cui affronta vari temi: il prezzo della guerra, il problema dei rifugiati". Il concetto di inclusione nel film riguarda anche le minoranze e si propone il compito - scivoloso per una major come la Disney - di mettere in discussione l'immagine degli immigrati come alieni minacciosi fornita dall'amministrazione Trump. Ancora la regista, Anna Boden: "Vogliamo sorprendere il pubblico, e farlo uscire dalla sala con il dubbio sulla percezione che in questo momento ci vogliono far avere degli immigrati in tanti paesi nel mondo".