Se si leggono le parole che Massimo Recalcati dedica all'amore, ci si innamora: non necessariamente di lui, che tanto non ricambierebbe per via della deontologia professionale e di una moglie amatissima a cui è fedele; ma proprio dell'amore amore.
Di cui c'è un eccessivo bisogno che mette di cattivo umore anche quando si è innamorati e amati. Insomma non basta mai, che ci sia o non ci sia. Sulla copertina del suo nuovo libro, Mantieni il bacio (Feltrinelli), c'è un fotogramma di Io ti salverò di Alfred Hitchcock (1945), roba da cinefili incalliti: due star del cinema in bianco e nero sono sedute una di fronte all'altro, guardandosi negli occhi come è indispensabile per innamorarsi, mano nella mano come richiede un primo casto contatto fisico, la bella psichiatra Ingrid Bergman e il bello psicoanalista Gregory Peck. Sarebbe interessante sapere perché Recalcati abbia scelto questo film di Hitchcock, in cui la psichiatr…
Di cui c'è un eccessivo bisogno che mette di cattivo umore anche quando si è innamorati e amati. Insomma non basta mai, che ci sia o non ci sia. Sulla copertina del suo nuovo libro, Mantieni il bacio (Feltrinelli), c'è un fotogramma di Io ti salverò di Alfred Hitchcock (1945), roba da cinefili incalliti: due star del cinema in bianco e nero sono sedute una di fronte all'altro, guardandosi negli occhi come è indispensabile per innamorarsi, mano nella mano come richiede un primo casto contatto fisico, la bella psichiatra Ingrid Bergman e il bello psicoanalista Gregory Peck. Sarebbe interessante sapere perché Recalcati abbia scelto questo film di Hitchcock, in cui la psichiatr…
Se si leggono le parole che Massimo Recalcati dedica all'amore, ci si innamora: non necessariamente di lui, che tanto non ricambierebbe per via della deontologia professionale e di una moglie amatissima a cui è fedele; ma proprio dell'amore amore.
Di cui c'è un eccessivo bisogno che mette di cattivo umore anche quando si è innamorati e amati. Insomma non basta mai, che ci sia o non ci sia. Sulla copertina del suo nuovo libro, Mantieni il bacio (Feltrinelli), c'è un fotogramma di Io ti salverò di Alfred Hitchcock (1945), roba da cinefili incalliti: due star del cinema in bianco e nero sono sedute una di fronte all'altro, guardandosi negli occhi come è indispensabile per innamorarsi, mano nella mano come richiede un primo casto contatto fisico, la bella psichiatra Ingrid Bergman e il bello psicoanalista Gregory Peck. Sarebbe interessante sapere perché Recalcati abbia scelto questo film di Hitchcock, in cui la psichiatra, deturpata da un mostruoso cappellino d'epoca, si innamora ricambiata dello psicoanalista, molto affascinante malgrado l'antica pettinatura, che però si rivela essere un impostore fuori di testa e forse assassino. Poi naturalmente la verità e l'amore trionfano, ma insomma si tratta pur sempre di un simpatico scherzo che l'autore del libro fa a sé stesso, alla sua professione e naturalmente ai lettori. Credo per la maggior parte lettrici.
A partire dal 28 gennaio su Rai3, per sette lunedì attorno a mezzanotte, ora particolarmente dedicata all'insonnia d'amore oltre che ai benemeriti morsi di eventuali vampiri, Recalcati con il suo Lessico amoroso ha incantato una vasta folla di telespettatori già a letto ma amorosamente svegli, oltre alla piccola audience attorno a lui in studio, che pendeva dalle sue labbra e da tutta la sua persona, voce, parole, occhiali, gesti, capelli grigi giovanilmente spettinati, completo blu: altro che Gregory Peck!
Nel buio luminoso, al centro di una piccola intima arena, seduto su uno sgabello in cima a tre gradini, quello che viene definito il più glamour di tutti gli psicoanalisti, raccontava con grande cura, sapienza e semplicità, di desiderio e di tradimento, di perdono e di separazioni, di bruciare o durare. E lì, facendo sognare di bruciare per una durata senza limiti, la televisione mostrava i volti soprattutto femminili, lucenti di commozione, gli sguardi ammaliati, le ombre delle tante fregature prese, il sogno del paradiso recalcatiano. Per tutti i nostalgici della fortunata trasmissione, e per i tanti allora già crollati con sensi di colpa nel sonno, ecco che Feltrinelli trasforma il lessico amoroso televisivo in un libro da leggere e rileggere sino a inculcare la scienza per incontri, passioni, delusioni, separazioni felici. O comunque dimenticabili.
Per quanto queste appassionanti lezioni sull'amore si rivolgano a tutti, grandi e piccini, inclusi i vecchi che ormai dedicano la libertà della pensione a fidanzarsi su Tinder, il titolo pare tenga conto soprattutto dell'ossessione di vero amore e di baci delle donne, che talvolta quel che viene dopo è più una perdita di tempo che altro. Mantieni il bacio, credo voglia dire, se ce la fai a sopportare baci dalla stessa persona e a farglieli sopportare sino alla morte, sino alla morte godrai di quell'amore. Ne varrà la pena con tutte le lusinghe che ci sono in giro? Pare proprio di sì, visto che "non può mai esserci amore senza bacio". Una grande verità, a cui forse non si vuole pensare per non distruggere l'illusione che basta fare l'amore anche se non proprio più volte al dì perché ci sia ancora amore.
Ma se non ce la fai a mantenere lo scambio di baci, addio vero amore, almeno come si crede debba essere l'amore.
Siamo in milioni a non aver mai letto Lacan, Lévinas, Barthes, Derrida, ma Recalcati, citandoli, ce li rende abbordabili, naturalmente sul loro pensiero d'amore. Perché il fascino di questo autore sta nell'avere una ammirevole formazione professionale, una cultura vasta al di là della psicoanalisi e la capacità della divulgazione: non si isola nel suo sapere, ma si impegna a far capire, a trasmettere in modo accessibile concetti sofisticati a un pubblico vasto, che di questa sua generosità gli è grato. E quindi lo ama, lo privilegia, lo segue, lo obbliga a diventare un uomo di successo. Pare che siccome oggi si diventa influencer postando un paio di scarpe, i dotti dovrebbero difendersi dalla notorietà, quindi anche gli psicoanalisti.
Ma se Recalcati e altri suoi colleghi si richiudessero nella superba torre delle loro terapie individuali e della scrittura per iniziati, privando un più vasto e non specializzato mondo della loro sapienza generosa e del loro fascino rincuorante, cosa resterebbe per sapere d'amore se non la purtroppo insipiente posta del cuore?
Di cui c'è un eccessivo bisogno che mette di cattivo umore anche quando si è innamorati e amati. Insomma non basta mai, che ci sia o non ci sia. Sulla copertina del suo nuovo libro, Mantieni il bacio (Feltrinelli), c'è un fotogramma di Io ti salverò di Alfred Hitchcock (1945), roba da cinefili incalliti: due star del cinema in bianco e nero sono sedute una di fronte all'altro, guardandosi negli occhi come è indispensabile per innamorarsi, mano nella mano come richiede un primo casto contatto fisico, la bella psichiatra Ingrid Bergman e il bello psicoanalista Gregory Peck. Sarebbe interessante sapere perché Recalcati abbia scelto questo film di Hitchcock, in cui la psichiatra, deturpata da un mostruoso cappellino d'epoca, si innamora ricambiata dello psicoanalista, molto affascinante malgrado l'antica pettinatura, che però si rivela essere un impostore fuori di testa e forse assassino. Poi naturalmente la verità e l'amore trionfano, ma insomma si tratta pur sempre di un simpatico scherzo che l'autore del libro fa a sé stesso, alla sua professione e naturalmente ai lettori. Credo per la maggior parte lettrici.
A partire dal 28 gennaio su Rai3, per sette lunedì attorno a mezzanotte, ora particolarmente dedicata all'insonnia d'amore oltre che ai benemeriti morsi di eventuali vampiri, Recalcati con il suo Lessico amoroso ha incantato una vasta folla di telespettatori già a letto ma amorosamente svegli, oltre alla piccola audience attorno a lui in studio, che pendeva dalle sue labbra e da tutta la sua persona, voce, parole, occhiali, gesti, capelli grigi giovanilmente spettinati, completo blu: altro che Gregory Peck!
Nel buio luminoso, al centro di una piccola intima arena, seduto su uno sgabello in cima a tre gradini, quello che viene definito il più glamour di tutti gli psicoanalisti, raccontava con grande cura, sapienza e semplicità, di desiderio e di tradimento, di perdono e di separazioni, di bruciare o durare. E lì, facendo sognare di bruciare per una durata senza limiti, la televisione mostrava i volti soprattutto femminili, lucenti di commozione, gli sguardi ammaliati, le ombre delle tante fregature prese, il sogno del paradiso recalcatiano. Per tutti i nostalgici della fortunata trasmissione, e per i tanti allora già crollati con sensi di colpa nel sonno, ecco che Feltrinelli trasforma il lessico amoroso televisivo in un libro da leggere e rileggere sino a inculcare la scienza per incontri, passioni, delusioni, separazioni felici. O comunque dimenticabili.
Per quanto queste appassionanti lezioni sull'amore si rivolgano a tutti, grandi e piccini, inclusi i vecchi che ormai dedicano la libertà della pensione a fidanzarsi su Tinder, il titolo pare tenga conto soprattutto dell'ossessione di vero amore e di baci delle donne, che talvolta quel che viene dopo è più una perdita di tempo che altro. Mantieni il bacio, credo voglia dire, se ce la fai a sopportare baci dalla stessa persona e a farglieli sopportare sino alla morte, sino alla morte godrai di quell'amore. Ne varrà la pena con tutte le lusinghe che ci sono in giro? Pare proprio di sì, visto che "non può mai esserci amore senza bacio". Una grande verità, a cui forse non si vuole pensare per non distruggere l'illusione che basta fare l'amore anche se non proprio più volte al dì perché ci sia ancora amore.
Ma se non ce la fai a mantenere lo scambio di baci, addio vero amore, almeno come si crede debba essere l'amore.
Siamo in milioni a non aver mai letto Lacan, Lévinas, Barthes, Derrida, ma Recalcati, citandoli, ce li rende abbordabili, naturalmente sul loro pensiero d'amore. Perché il fascino di questo autore sta nell'avere una ammirevole formazione professionale, una cultura vasta al di là della psicoanalisi e la capacità della divulgazione: non si isola nel suo sapere, ma si impegna a far capire, a trasmettere in modo accessibile concetti sofisticati a un pubblico vasto, che di questa sua generosità gli è grato. E quindi lo ama, lo privilegia, lo segue, lo obbliga a diventare un uomo di successo. Pare che siccome oggi si diventa influencer postando un paio di scarpe, i dotti dovrebbero difendersi dalla notorietà, quindi anche gli psicoanalisti.
Ma se Recalcati e altri suoi colleghi si richiudessero nella superba torre delle loro terapie individuali e della scrittura per iniziati, privando un più vasto e non specializzato mondo della loro sapienza generosa e del loro fascino rincuorante, cosa resterebbe per sapere d'amore se non la purtroppo insipiente posta del cuore?