Lo Zecchino d'oro, un film sull'Italia unita dalle canzoni
Silvia Fumarola
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di SILVIA FUMAROLA
A Bologna si gira il tv movie sul Piccolo Coro dell’Antoniano. Nel ruolo della direttrice Mariele Ventre c’è Matilda De Angelis. Dirige Ambrogio Lo Giudice, che il concorso lo conosce bene: da bambino c’era anche lui
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BOLOGNA. Le più agitate sono le mamme, che tengono i bambini per mano e li invitano a comportarsi bene. Sanno che le audizioni per lo Zecchino d'oro possono cambiare la vita, ma la fila è lunga. Nel chiostro dell'Ospedale Rizzoli di Bologna il tempo sembra aver fatto un salto indietro. Siamo negli anni 60, è un trionfo di cappottini con colli di pelliccia e tailleur. Le gambe magre dei bambini spuntano dai pantaloni corti di lana, le bambine pettinate coi codini: Ambrogio Lo Giudice gira il tv movie I ragazzi dello Zecchino d'oro, in onda la prossima stagione su Rai 1. I frati dell'Antoniano chiacchierano tra loro. È la foto di un'Italia che piaceva e continua a piacere; su YouTube i brani dello Zecchino spopolano. Nell'era dei talent 44 gatti è ancora un classico.
Mariele Ventre, la maestra che dirigeva il mitico coro, ha il volto di Matilda De Angelis, 23 anni, la giovane attrice più richiesta del momento. Antonio Ger…
BOLOGNA. Le più agitate sono le mamme, che tengono i bambini per mano e li invitano a comportarsi bene. Sanno che le audizioni per lo Zecchino d'oro possono cambiare la vita, ma la fila è lunga. Nel chiostro dell'Ospedale Rizzoli di Bologna il tempo sembra aver fatto un salto indietro. Siamo negli anni 60, è un trionfo di cappottini con colli di pelliccia e tailleur. Le gambe magre dei bambini spuntano dai pantaloni corti di lana, le bambine pettinate coi codini: Ambrogio Lo Giudice gira il tv movie I ragazzi dello Zecchino d'oro, in onda la prossima stagione su Rai 1. I frati dell'Antoniano chiacchierano tra loro. È la foto di un'Italia che piaceva e continua a piacere; su YouTube i brani dello Zecchino spopolano. Nell'era dei talent 44 gatti è ancora un classico.
Mariele Ventre, la maestra che dirigeva il mitico coro, ha il volto di Matilda De Angelis, 23 anni, la giovane attrice più richiesta del momento. Antonio Gerardi e Maya Sansa interpretano i genitori del piccolo protagonista Mimmo (Ruben Santiago Vecchi), nel cast Valentina Cervi, Guido Roncalli, Simone Gandolfo ha il ruolo di Cino Tortorella, il mago Zurlì.
"Raccontiamo un po' la mia storia", spiega Lo Giudice, che ha scritto il film con Anna Pavignano e Carlotta Veroni, "ho partecipato allo Zecchino da piccolo e per anni non l'ho detto. Ma era stata un'esperienza incredibile, eravamo come piccole popstar. Per questo mi è venuta l'idea del film". Maya Sansa è Ernestina, la mamma di Mimmo. "Coglie un'opportunità, ha un desiderio di emancipazione", spiega l'attrice, "un giorno le dicono che il suo bambino scapestrato ha un dono, sa cantare. Decide di provare. Col marito sono emigrati a Bologna dal Sud, affrontano tante difficoltà: questa è anche una storia di integrazione, secondo me molto attuale".
Foto di Mauro Sostini
Capelli corti, il twin set chiaro, Matilda De Angelis nel ruolo di Mariele Ventre è un'immagine di grazia e rigore: "Sono nata a Bologna ma non avevo mai lavorato nella mia città, è emozionante", racconta l'attrice. "Adoro i bambini e mi fa impressione che mi chiamino maestra, non c'è differenza tra gioco e realtà. Per Mariele, che è un personaggio iconico, sono partita dalla fisicità: gli occhi espressivi con le sopracciglia inarcate, le mani nervose. Era una figura minuta di fronte al coro dei bambini, ma efficace". È stato difficile avvicinarsi al personaggio? "Non ci sono tante interviste, l'ho immaginata come una donna schiva. Sapeva che i protagonisti dello Zecchino d'oro erano i bambini, ha sempre fatto un passo indietro: era umile. Un aspetto che mi piace. Lo Zecchino era un po' un talent di sessanta anni fa; oggi i talenti sono lo show dei giudici e dei musicisti. Mariele invece metteva in risalto i piccoli. Ambrogio Lo Giudice è stato fondamentale. Mi ha raccontato com'era: una ragazza severa, di polso, che precorre i tempi. A 24 anni si fa valere in un ambiente clericale, maschile. Mariele aveva studiato al Conservatorio, era laureata in pianoforte: rinuncia alla carriera da concertista. Si vedrà la lotta interiore tra la sua vocazione e il coro che le cambia la vita".
Foto di Mauro Sostini
Dopo il successo con Tutto può succedere De Angelis sta costruendo una carriera da star: è la Fata Turchina del Pinocchio di Matteo Garrone "con chioma e sopracciglia turchesi" e gira in America la serie HBO Undoing con Nicole Kidman terapista di successo che perde il marito Hugh Grant. Come sceglie? "Ho gli angeli custodi che sono i miei agenti, i miei migliori amici. Mi accompagnano per mano", spiega De Angelis. "Ho iniziato da totale outsider, non sapevo niente poi ho sviluppato il mio senso critico, scelgo i progetti che mi fanno risuonare dentro qualcosa. L'America? Quando Susanne Bier sul set di Undoing ha detto "Azione!" ho capito che era tutto vero". Spiega che i personaggi devono "risuonarle dentro". "Quando mi hanno proposto Mariele, mi risuonava. Mamma l'ha ritenuta subito una prova importante, so bene che interpretare persone realmente esistite è una doppia responsabilità", continua l'attrice. "Non puoi lavorare più di tanto di immaginazione ma mi sono rassicurata. Un giorno sul set c'era la sorella di Mariele, Maria Antonietta. Avevo già la parrucca e i vestiti di scena. Si è paralizzata. "Tu non sei la sosia" mi ha detto, "ma mi piaci perché emani l'energia giusta". Detto dalla sorella è stata una bella botta. Ho capito di essere partita col piede giusto. C'è una squadra incredibile, dai costumi alle luci sei catapultato nell'Italia degli anni 60". Era un Paese che sognava il benessere e si riuniva davanti alla tv. "Quando Ambrogio Lo Giudice mi ha parlato di questa storia", dice il produttore Federico Scardamaglia che realizza il film tv con RaiFiction, "mi è sembrata anche molto moderna, perché tratta il tema dell'integrazione. Lo Zecchino univa Nord e Sud, dice che la musica può cambiare la vita. Il pubblico ritroverà tutti i successi, le canzoni che fanno parte del patrimonio di ogni italiano". "Dopo Il maestro Manzi e Studio Uno, questo è un altro racconto che affonda nella memoria popolare della Rai e nel ruolo del servizio pubblico", aggiunge Tinny Andreatta, direttrice di RaiFiction. "Ricordare lo Zecchino, Mariele Ventre e l'Antoniano di Bologna significa ritrovare un tempo ormai storico della vita del Paese. E attraverso il punto di vista di un bambino e di una famiglia disagiata, consente di riproporre la forza solidale e aggregante della tv rispetto a tante diversità sociali e culturali".