Stanlio e Ollio, due miti in cerca dell’ultima risata: “Erano un antidoto ai tempi bui”
Arianna Finos
,
di ARIANNA FINOS
Ascolta l'audio
Il primo maggio arriva nelle sale il film dedicato alle fasi finali della carriera del duo comico. Su Repubblica.it in anteprima un video con i primi sette minuti
Aggiornato 3 minuti di lettura
I fanciulli del west, gli allegri eroi raccontati dietro la maschera. Affaticati, ma ancora vogliosi e capaci di far ridere il pubblico, nell'ultima fase della carriera e della vita, quando successo e finanze sono in declino, ma l'affetto e l'amicizia si fanno più forti.
Ci volevano fuoriclasse della recitazione come il britannico Steve Coogan e l'americano John C. Reilly per (ri)portare al cinema Stanlio & Ollio, nel film di Jon S. Baird in sala il primo maggio. Ispirato al libro di A.J. Marriott Laurel & Hardy: The British Tour, il film condensa i tre tour britannici che i due - 107 film insieme - fecero nel 1953 per rilanciare oltreoceano la loro comicità dimenticata. Oliver Hardy al tempo aveva 50 anni e pesava 180 chili: per trasformare Reilly in "Babe" (il soprannome per le proporzioni del fisico da bambino troppo nutrito) ci sono volute quattro ore di trucco e altrettante tute di poliuretano espanso reticolato, leggero m…
I fanciulli del west, gli allegri eroi raccontati dietro la maschera. Affaticati, ma ancora vogliosi e capaci di far ridere il pubblico, nell'ultima fase della carriera e della vita, quando successo e finanze sono in declino, ma l'affetto e l'amicizia si fanno più forti.
Ci volevano fuoriclasse della recitazione come il britannico Steve Coogan e l'americano John C. Reilly per (ri)portare al cinema Stanlio & Ollio, nel film di Jon S. Baird in sala il primo maggio. Ispirato al libro di A.J. Marriott Laurel & Hardy: The British Tour, il film condensa i tre tour britannici che i due - 107 film insieme - fecero nel 1953 per rilanciare oltreoceano la loro comicità dimenticata. Oliver Hardy al tempo aveva 50 anni e pesava 180 chili: per trasformare Reilly in "Babe" (il soprannome per le proporzioni del fisico da bambino troppo nutrito) ci sono volute quattro ore di trucco e altrettante tute di poliuretano espanso reticolato, leggero ma caldissimo, l'attore costretto a infilarsi nella macchina del ghiaccio durante le pause. Per Coogan è stato fisicamente più facile, una protesi al mento e un trucco per le orecchie a sventola. Dettagli a parte - Reilly non è abbastanza grosso e Coogan non è abbastanza rosso di capelli ("abbiamo accarezzato l'idea di una tinta più accesa, ma avrebbe attirato troppo l'attenzione del pubblico e nell'ultimo periodo li tingeva", spiega l'attore), il risultato convince soprattutto per la perfezione mimica e la tenerezza infusa nei personaggi. Poi ci sono i costumi, la bombetta di Ollio e quella modificata di Stanlio (la svuotava e ricuciva per allungarla facendolo sembrare più lungo e magro), il cravattino da sventolare dicendo "arrivedorci" e il farfallino.
'Stanlio & Ollio', i primi 7 minuti del biopic con Coogan e Reilly
Li incontriamo, nel film, di spalle, in un piano sequenza (in anteprima su Repubblica.it) in cui i nostri camminano chiacchierando di donne e guai - Stan collezionerà nella vita cinque mogli, Oliver tre - negli assolati studi californiani di Culver, tra figuranti cowboy e antichi romani: Stanley vorrebbe rinegoziare il contratto in scadenza con Hal Roach (interpretato da Danny Huston, figlio del leggendario John), il produttore che li ha lanciati e che pensa di tenerlo in pugno perché quello di Hardy è ancora vigente. Ollio "tradirà" il collega girando un film con un altro partner, ma intanto si esibiscono nella danza gioiosa di I fanciulli del west: Lasciata Hollywood, ritroviamo i nostri nella pioggia britannica all'inizio del tour, davanti a un albergo scalcinato. Il pubblico crede che si siano ritirati, poca gente in teatro, che però ride delle gag, dei balletti. I piantarelli di uno, gli sguardi al pubblico dell'altro, lo sketch di Ollio all'ospedale con la gamba rotta e Stanlio che porta uova e noci (preso da un vecchio film), i due che si perdono tra le porte di una piccola stazione, una nuova invenzione comica. Una celeberrima scena, quella del pianoforte che scivola dalle scale del corto da Oscar del '32 La scala musicale, viene inserita come un episodio della vita vera dei due.
Grazie anche a una serie di pubblicità casarecce, tra stabilimenti balneari e supermercati, il tour diventa un successo che, spera Stan, convincerà un produttore a finanziare il loro Robin Hood. Il film è un viaggio, malinconico malgrado le risate, nella condizione del comico, della fatica che c'è dietro le battute. Raccontava Coogan, alla scorsa Festa di Roma: "Dei balletti abbiamo studiato non solo alla perfezione le coreografie, complicate anche se eseguite con apparente noncuranza, ma anche i loro piccoli errori". I suoi primi incontri con Stanlio e Ollio sono stati "da ragazzino. Sono legati ai giorni di vacanza. Con il trucco e le prove ho imparato a somigliare a Stan. Ma poi dovevo capire chi era davvero: quella sua ossessione per scrivere le battute per il duo, anche quando Ollio non c'era più, fino alla fine della vita. Spero che non mi capiti mai di continuare a scrivere quando nessuno mi vorrà più. Ho visto tante sue interviste e ho visitato la sua casa nel New England". Spiega "quanto è stato importante avere come compagno di viaggio John C. Reilly: Ollie è il suo mito, all'inizio dubitava ma poi non voleva che nessun altro lo portasse sullo schermo e ha accettato di ingrassare per incarnarlo". Sottolinea "la forza di questa coppia che è riuscita a sopravvivere tranquillamente al passaggio dal muto al sonoro, cambio epocale che mise in ginocchio un gigante come Buster Keaton". Spiega il segreto della loro capacità di far ridere così longeva: "Una comicità fisicamente universale, clownesca, e la gente ha piacere nel vedere gli errori degli altri, e poi l'amore. La combinazione di questi tre fattori ha superato il tempo, le classi sociali, le nazioni". L'attore inglese ricorda anche il contesto storico in cui Stan Laurel e Oliver Hardy sono diventati famosi: "In America era il tempo della grande Depressione, e la gente lottava per sopravvivere, si identificava in questi due personaggi che se la passavano peggio di loro. In Europa c'era l'ascesa del fascismo e nel nazismo, si andava verso la guerra. Questi due tizi buffi erano un posto in cui nascondersi dalla realtà, dimenticare i propri guai almeno per mezz'ora. Non sono tempi tanto lontani da quelli di oggi, anche per questo Stanlio e Ollio sono capaci di farci ancora ridere tanto".