Oceano Disney: "E' qui che è nato il pesciolino Nemo"
Filippo Brunamonti
,
di FILIPPO BRUNAMONTI
Visita all’acquario di Monterey, in California, dove si ispirano i disegnatori dei cartoni più famosi
Aggiornato alle 2 minuti di lettura
Il sarago suona il flauto, la carpa l’arpa, la platessa il basso. Poi c’è la tromba del pesce rombo. Voilà, il luccio è il re del blues”. Chissà se il granchio Sebastian, consigliere di Re Tritone, mentre cantava In fondo al mar, tra le chele aveva l’indirizzo del Monterey Bay Aquarium. Da La sirenetta alle avventure 3D di Nemo e Dory, nati dalla fusione Pixar-Disney, il popolo marino del papà di Topolino ha una sola casa: Monterey.
"Alla ricerca di Dory", un tuffo nei cartoon. Il trailer
Ad accoglierci in California, sulla costa del Pacifico, è il regista di Wall-E e Alla ricerca di Dory Andrew Stanton, un habitué dell’acquario al civico 886 di Cannery Row. «È qui che noi registi e animatori Pixar diamo il via libera alla fantasia. La nostra ispirazione? Lontre di mare, meduse, aragoste e alghe brune. Passiamo giorni, mesi, anni ad osservare le…
Il sarago suona il flauto, la carpa l’arpa, la platessa il basso. Poi c’è la tromba del pesce rombo. Voilà, il luccio è il re del blues”. Chissà se il granchio Sebastian, consigliere di Re Tritone, mentre cantava In fondo al mar, tra le chele aveva l’indirizzo del Monterey Bay Aquarium. Da La sirenetta alle avventure 3D di Nemo e Dory, nati dalla fusione Pixar-Disney, il popolo marino del papà di Topolino ha una sola casa: Monterey.
"Alla ricerca di Dory", un tuffo nei cartoon. Il trailer
Ad accoglierci in California, sulla costa del Pacifico, è il regista di Wall-E e Alla ricerca di Dory Andrew Stanton, un habitué dell’acquario al civico 886 di Cannery Row. «È qui che noi registi e animatori Pixar diamo il via libera alla fantasia. La nostra ispirazione? Lontre di mare, meduse, aragoste e alghe brune. Passiamo giorni, mesi, anni ad osservare le vasche», ci racconta. «Quando ho diretto Alla ricerca di Nemo, nel 2003, il produttore esecutivo John Lasseter e io non avevamo davanti una vera pista narrativa: pensavamo di ambientare il film nella fossa delle Marianne e popolarla di pixel. John era fissato con le specie protette, io volevo i pesci cattivi e le uova di gelatina rosse. Un “megaminimondo” già esplorato in Toy Story o tra la colonia di formiche di A bug’s life. Quando siamo arrivati qui, i pesci disegnati sulle tavole hanno cominciato a prendere i colori tropicali che sognavamo in ufficio, le meduse son diventate luccicanti e l’immaginazione ha suggerito il set ideale per Nemo & co., la grande barriera corallina dell’Australia».
Bambini davanti a una installazione al Monterey Bay Aquarium
Il Marine Life Institute immortalato in Alla ricerca di Dory è il calco esatto del Monterey Bay Aquarium (usato nell’86 in Star Trek IV: The Voyage Home). «Quando alla Pixar mi parlavano di un fondo marino da ricreare in digitale, immaginavo orde di animatori in visita a strutture come quella di Monterey o al Marine Mammal Rescue in Canada, con cui da tempo abbiamo contatti», spiega la produttrice Lindsey Collins. «Anche il classico pesce rosso Cleo, tenuto con cura da Geppetto in Pinocchio, parte da ricerche condotte negli acquari. Disney è sempre stata attratta dall’acqua e dai suoi abitanti - continua Collins - pensate a The Water Babies, il cartone del ’78 diretto da Lionel Jeffries e ricco di creature antropomorfe. E i picnic subacquei sono un must delle Silly Symphonies, i cortometraggi animati che la Disney produceva negli anni Trenta».
Così i parchi a tema, tra cui Epcot, al Disney World Resort di Bay Lake, in Florida, proseguono il trend: una delle attrazioni di maggior successo si chiama “SeaBase”. Tartarughe, pesci angelo, razze, delfini nelle vasche del Caribbean Coral Reef Aquarium, ispirato non a caso a Monterey Bay. Una casa disneyana per oltre sessanta specie. «Il nostro modo di preservare uno sgombro o un pesce palla è disegnarli e animarli» sorride Stanton. «Sono certo che, in fondo al mare, tutti oggi vorrebbero essere come il polpo Hank: un Clint Eastwood dal cuore gigante».