Palma d'oro, l'incubo della giuria di Cannes
Natalia Aspesi , di NATALIA ASPESII giudici hanno una gran paura di non essere abbastanza originali, ma magari potrebbero cavarsela premiando Tarantino
La Palma d’oro è l’oggetto più stravagante che si conosca: le giurie ne hanno una gran paura, temono sempre di non essere abbastanza originali, di non scoprire nuovi geni, di non essere ultrademocratici; i critici ne discutono da subito e puntano quasi sempre con ragione, sul film che sarebbe noiosissimo se non fosse un capolavoro.
Guardando al passato le sontuose giurie paiono prediligere storie di accattoni, disoccupati, moribonde, immigrati, operaie, l’insegnante di clandestini, il soldato morituro, l’aborto clandestino, l’Alzheimer galoppante. Per due anni consecutivi 1977, 1978, la vinsero gli italiani, Olmi con i suoi affamati contadini senza zoccoli, i fratelli Taviani col pastore sardo padre padrone.
Ultima Palma a un italiano, 18 anni fa, Nanni Moretti con La stanza del figlio. Innocente, il pubblico andava a vedere le Palme d’Oro a giapponesi e rumeni, turchi e kazakistani, svedesi e iraniani. Ma il troppo è troppo e…
Guardando al passato le sontuose giurie paiono prediligere storie di accattoni, disoccupati, moribonde, immigrati, operaie, l’insegnante di clandestini, il soldato morituro, l’aborto clandestino, l’Alzheimer galoppante. Per due anni consecutivi 1977, 1978, la vinsero gli italiani, Olmi con i suoi affamati contadini senza zoccoli, i fratelli Taviani col pastore sardo padre padrone.
Ultima Palma a un italiano, 18 anni fa, Nanni Moretti con La stanza del figlio. Innocente, il pubblico andava a vedere le Palme d’Oro a giapponesi e rumeni, turchi e kazakistani, svedesi e iraniani. Ma il troppo è troppo e…
La Palma d’oro è l’oggetto più stravagante che si conosca: le giurie ne hanno una gran paura, temono sempre di non essere abbastanza originali, di non scoprire nuovi geni, di non essere ultrademocratici; i critici ne discutono da subito e puntano quasi sempre con ragione, sul film che sarebbe noiosissimo se non fosse un capolavoro.
Guardando al passato le sontuose giurie paiono prediligere storie di accattoni, disoccupati, moribonde, immigrati, operaie, l’insegnante di clandestini, il soldato morituro, l’aborto clandestino, l’Alzheimer galoppante. Per due anni consecutivi 1977, 1978, la vinsero gli italiani, Olmi con i suoi affamati contadini senza zoccoli, i fratelli Taviani col pastore sardo padre padrone.
Ultima Palma a un italiano, 18 anni fa, Nanni Moretti con La stanza del figlio. Innocente, il pubblico andava a vedere le Palme d’Oro a giapponesi e rumeni, turchi e kazakistani, svedesi e iraniani. Ma il troppo è troppo e quando nel 2010 gli appiopparono Lo zio Bombee che si ricorda le vite precedenti del tailandese Apichatpong Weerasethakul, qualcosa si spezzò. Si dice che la giuria 2019 sia angosciata, perché poi al cinema qualcuno deve pur andare. In fondo perché non fare un gran colpo di mano, consegnando la Palma a Tarantino e ai suoi divi, il suo film non sarà una meraviglia però…
Guardando al passato le sontuose giurie paiono prediligere storie di accattoni, disoccupati, moribonde, immigrati, operaie, l’insegnante di clandestini, il soldato morituro, l’aborto clandestino, l’Alzheimer galoppante. Per due anni consecutivi 1977, 1978, la vinsero gli italiani, Olmi con i suoi affamati contadini senza zoccoli, i fratelli Taviani col pastore sardo padre padrone.
Ultima Palma a un italiano, 18 anni fa, Nanni Moretti con La stanza del figlio. Innocente, il pubblico andava a vedere le Palme d’Oro a giapponesi e rumeni, turchi e kazakistani, svedesi e iraniani. Ma il troppo è troppo e quando nel 2010 gli appiopparono Lo zio Bombee che si ricorda le vite precedenti del tailandese Apichatpong Weerasethakul, qualcosa si spezzò. Si dice che la giuria 2019 sia angosciata, perché poi al cinema qualcuno deve pur andare. In fondo perché non fare un gran colpo di mano, consegnando la Palma a Tarantino e ai suoi divi, il suo film non sarà una meraviglia però…