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Il regista Massimo D'Alatri sul set 

Piacere, commissario Ricciardi

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Lino Guanciale interpreta il personaggio di De Giovanni nella serie Rai che D’Alatri sta girando a Taranto
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Con quegli occhi chiari "che potrebbero avere cent'anni", le origini aristocratiche che gli regalano distacco, e il dolore di vedere la morte che lo tiene lontano dall'amore, Luigi Alfredo Ricciardi è l'anti-eroe perfetto. Dopo il successo dei Bastardi di Pizzofalcone Rai Fiction punta ancora sui libri di Maurizio De Giovanni, con la serie del Commissario Ricciardi ambientata negli anni Trenta che Alessandro D'Alatri ha appena iniziato a girare a Taranto.

"È più facile ricostruire l'antica Roma", ironizza il regista. "Dobbiamo combattere con l'inquinamento visivo, le antenne, le insegne: la contemporaneità è devastante. Ma è fantastico girare un poliziesco senza telefonini, dove si studiano le impronte digitali senza strumenti". Il protagonista è Lino Guanciale, bellezza antica e malinconica: "Ho studiato Ricciardi nei dettagli" racconta l'attore "ha un potenziale…
Con quegli occhi chiari "che potrebbero avere cent'anni", le origini aristocratiche che gli regalano distacco, e il dolore di vedere la morte che lo tiene lontano dall'amore, Luigi Alfredo Ricciardi è l'anti-eroe perfetto. Dopo il successo dei Bastardi di Pizzofalcone Rai Fiction punta ancora sui libri di Maurizio De Giovanni, con la serie del Commissario Ricciardi ambientata negli anni Trenta che Alessandro D'Alatri ha appena iniziato a girare a Taranto.

"È più facile ricostruire l'antica Roma", ironizza il regista. "Dobbiamo combattere con l'inquinamento visivo, le antenne, le insegne: la contemporaneità è devastante. Ma è fantastico girare un poliziesco senza telefonini, dove si studiano le impronte digitali senza strumenti". Il protagonista è Lino Guanciale, bellezza antica e malinconica: "Ho studiato Ricciardi nei dettagli" racconta l'attore "ha un potenziale di empatia come tutte le persone toccate da un dono che è una maledizione. Sa "leggere" le persone, indaga l'animo umano. Vive nel regime fascista come un eroe atipico. De Giovanni lo descrive alla perfezione, te lo fa vedere: le mani nascoste, ma sempre in movimento, le contrazioni della mascella e gli occhi tristi e chiari, la sua caratteristica. Anti-eroe in epoca fascista, è bello tifare per lui. C'è un cast di attori strepitoso". Tra gli altri interpreti Peppe Servillo, Fabrizia Sacchi, Serena Iansiti, Maria Vera Ratti.
Lino Guanciale 

D'Alatri ha ritrovato la Napoli degli anni Trenta nei vicoli della Taranto vecchia ("A Napoli vivono nei bassi, era impossibile girare, avrei rovinato la presa diretta") poi il set si sposterà nel capoluogo campano. Una lettura filologica che, dopo L'amica geniale di Saverio Costanzo, dai libri di Elena Ferrante, porta ancora la letteratura in televisione nella lingua originale, il napoletano. "Continuiamo su quel filone, Il commissario Ricciardi è una delle serie evento più importanti che Rai Fiction abbia messo in cantiere" spiega la direttrice Tinni Andreatta "De Giovanni con la sua sensibilità tocca la profondità delle cose, con un protagonista che indaga l'umanità".

Nato in Cilento, dalla famiglia dei baroni di Malomonte, Ricciardi si trasferisce con la governante Rosa (Nunzia Schiano) a Napoli e dopo la laurea in Legge entra nella Regia Polizia. La sua squadra è formata dal brigadiere Maione (Antonio Milo) che vive nei Quartieri Spagnoli, dal dottor Modo (Enrico Ianniello) medico legale, antifascista. Il femminiello Bambinella (Adriano Falivene) è il suo informatore.

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"De Giovanni nel giallo costruisce un sistema di colpi di scena" spiega D'Alatri "nella Napoli fascista l'originalità di Ricciardi è sospetta. Paga la tassa per il celibato, viene sospettato di essere omosessuale. La persecuzione dell'eroe lo rende ancora più interessante". Come si passa dalla regia dei Bastardi di Pizzofalcone a Ricciardi? "Gli anni Trenta sono nel mio Dna, ho recitato con De Sica nel Giardino dei Finzi Contini, il mio primo film è stato Americano rosso" continua il regista. "Le donne in quell'epoca sono bellissime, i costumi di Alessandra Torella sottolineano le curve, devo ricostruire le case di tolleranza, con le sottovesti di seta che mostrano quanto un ginocchio facesse la differenza. Ricciardi dice: "Tengo all'amore e alla fame e soprattutto all'ultima", la difficoltà del vivere e del sopravvivere è tutto". Sceglie questo lavoro perché vede le anime di chi muore di morte violenta. "La dimensione sovrannaturale entra nella dinamica narrativa. La vita privata di Ricciardi è particolare, non ha solo la maledizione di vedere le anime ma questo "dono" lo frena nei rapporti con le donne, pur provando forte trasporto: l'amore è una tensione costante".

"L'aspetto interessante" aggiunge Guanciale "è che mostra un'enorme forza per trasformare questa maledizione in elemento positivo. La volontà di non pesare sugli altri è un atto d'amore che si estende su pochi: Livia, il volto della passione, il brigadiere Maione, la tata Rosa che è la figura materna e conosce ogni segreto di Luigi Alfredo, nobile di nascita e di fatto". La serie - in sei puntate - andrà in onda su Rai 1 nel 2020. "Sono sei film" dice D'Alatri "è un percorso complicato anche perché teniamo molto alla lingua, alla verità del lessico, con l'uso del "voi". Guanciale è uno degli attori migliori della sua generazione, per il ruolo si è trasformato. Riesce a restituire la verità di Ricciardi, che - per come lo descrive De Giovanni - coltiva una sua malinconia, soffre di emicrania e sta bene solo quando riesce a mettere a posto le cose". Però un uomo che si rifugia a casa dalla tata... "Tutti i super eroi hanno una spalla: Zorro e il servitore Bernardo, Batman e il maggiordomo Alfred, Don Chisciotte ha Sancho Panza. Rosa è il nume tutelare di Ricciardi".