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Arrigo Cipriani, 87 anni, all'Harry's Bar di Venezia 

Arrigo Cipriani: “Quelle grandi navi a Venezia mi ricordavano Fellini, ma ora basta”

Dopo l'incidente in laguna la svolta del patron dell'Harry's Bar. “Non credevo che ci fosse pericolo. Ma devo ricredermi. Non mi fido più: poteva scapparci il morto”
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"Sono sempre stato favorevole al passaggio delle grandi navi nella laguna di Venezia, ma da oggi non lo sono più, è cambiato tutto". Arrigo Cipriani, patron dello storico Harry's Bar in calle Vallaresso a due passi da piazza San Marco, ha 87 anni. Conosce Venezia come le sue tasche, esattamente come la conosceva suo padre Giuseppe, fondatore del locale amato da Hemingway. L'incidente nel canale della Giudecca ha modificato la sua opinione sul passaggio delle navi da crociera nella città più bella del mondo.

Cipriani, lo scontro tra la nave della Msc "Opera" e la barca River Countess che è avvenuto di fianco all'imbarcadero San Basilio poteva essere una tragedia.  Che effetto le ha fatto?
"Non pensavo potesse accadere qualcosa di simile. Ho ritenuto fino ad oggi impossibile che si verificassero degli incidenti. E invece, per colpa dell'irresponsabilità umana, è successo. E perciò devo…
"Sono sempre stato favorevole al passaggio delle grandi navi nella laguna di Venezia, ma da oggi non lo sono più, è cambiato tutto". Arrigo Cipriani, patron dello storico Harry's Bar in calle Vallaresso a due passi da piazza San Marco, ha 87 anni. Conosce Venezia come le sue tasche, esattamente come la conosceva suo padre Giuseppe, fondatore del locale amato da Hemingway. L'incidente nel canale della Giudecca ha modificato la sua opinione sul passaggio delle navi da crociera nella città più bella del mondo.

Cipriani, lo scontro tra la nave della Msc "Opera" e la barca River Countess che è avvenuto di fianco all'imbarcadero San Basilio poteva essere una tragedia.  Che effetto le ha fatto?
"Non pensavo potesse accadere qualcosa di simile. Ho ritenuto fino ad oggi impossibile che si verificassero degli incidenti. E invece, per colpa dell'irresponsabilità umana, è successo. E perciò devo ricredermi. Da questo momento il mio auspicio è che le navi da crociera non passino più per Venezia. Mi sembra il minimo".

Lei è un personaggio pubblico a Venezia. Ha contestato l'utilità e i costi del progetto del Mose e il ticket d'ingresso per ridurre il sovraffollamento di turisti mordi e fuggi. Perché sulle grandi navi non ha mai espresso un parere contrario?
"Non le ho mai viste come un problema o come un pericolo. C'è chi dice che rovinano il paesaggio e hanno un effetto impattante, ma a me piacciono, mi affascinano. Mi ricordano le atmosfere di "Amarcord" di Fellini, il transatlantico Rex. Ora però le cose stanno diversamente. Quelle navi da crociera non devono più passare. C'è stato un incidente che poteva finire molto peggio". 

Come esattamente?
"L'imbarcazione speronata dalla Msc "Opera" è un battello fluviale per la navigazione sul Po. Si è accartocciato e la banchina è stata danneggiata. Ci sono stati feriti lievi, ma poteva scapparci il morto. La questione vera è che secondo me l'errore è stato umano. L'attenzione alla sicurezza in casi come questi dovrebbe essere massima, invece i rimorchiatori che accompagnavano la nave non sono stati in grado di controllarla. Il cavo di traino è stato tranciato dall'impatto. Andavano previste misure di sicurezza e di prevenzione ben più elaborate ed efficaci. Quindi io non mi fido più e dico basta alle navi da crociera a Venezia. La colpa principale è di chi stoltamente ha sottovalutato i rischi".