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Foto di Michele Monasta 

Sonia Bergamasco debutta nella regia lirica: “Io, Mozart e le donne”

Dal 15 giugno al Maggio Fiorentino Le nozze di Figaro dirette dall'attrice
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Nei film e nelle fiction che l'hanno vista protagonista c'è sempre una scena in cui suona il pianoforte. In La meglio gioventù di Marco Tullio Giordana nei panni di Giulia è la brigatista con la passione per la musica, ma anche la sua Livia, la fidanzata del Montalbano tv, si distrae al piano. Sonia Bergamasco è tra le rare artiste italiane a conoscere la musica perfettamente: legge gli spartiti, interpreta le note e racconta che a casa, appena può, suona. La musica, che ha studiato al Conservatorio Verdi di Milano prima della scuola di recitazione al Piccolo, ha attraversato tutto il suo lavoro di attrice e regista, dai capolavori teatrali con Massimo Castri, Giorgio Strehler, Glauco Mauri, Carmelo Bene ai film con Bertolucci, Cavani, Piccioni. Ora confessa tutta la sua emozione, entusiasmo, paura perché a 53 anni, grazie alla musica, fa la debuttante. Esordisce nella regia lirica al Maggio Fiorentino e con un mito, le mozartiane Nozz…
Nei film e nelle fiction che l'hanno vista protagonista c'è sempre una scena in cui suona il pianoforte. In La meglio gioventù di Marco Tullio Giordana nei panni di Giulia è la brigatista con la passione per la musica, ma anche la sua Livia, la fidanzata del Montalbano tv, si distrae al piano. Sonia Bergamasco è tra le rare artiste italiane a conoscere la musica perfettamente: legge gli spartiti, interpreta le note e racconta che a casa, appena può, suona. La musica, che ha studiato al Conservatorio Verdi di Milano prima della scuola di recitazione al Piccolo, ha attraversato tutto il suo lavoro di attrice e regista, dai capolavori teatrali con Massimo Castri, Giorgio Strehler, Glauco Mauri, Carmelo Bene ai film con Bertolucci, Cavani, Piccioni. Ora confessa tutta la sua emozione, entusiasmo, paura perché a 53 anni, grazie alla musica, fa la debuttante. Esordisce nella regia lirica al Maggio Fiorentino e con un mito, le mozartiane Nozze di Figaro in scena dal 15, con le voci di Mattia Olivieri, Serena Gamberoni, Valentina Mastrangelo, Simone Del Savio. Uno spettacolo che terrà a battesimo un progetto inedito: la trilogia "Mozart /Da Ponte al femminile" voluto dal sovrintendente Cristiano Chiarot che si completerà il prossimo anno con Così fan tutte e Don Giovanni allestite da altre due registe Nicola Raab e Elena Bucci. E donna è, per Nozze di Figaro, la direttrice, Kristiina Poska.

Scopriremo un Mozart femminista?
"Non direi. Anche se, a dir la verità, quest'opera potrebbe essere intitolata 'Le nozze di Susanna' o 'Le nozze della contessa' perché c'è una linea femminile forte: Figaro fa, disfa, progetta macchinazioni ma è quando la situazione viene presa in mano da Susanna e la contessa che tutto ha uno sviluppo interiore e si risolve. Io seguo solo la mia sensibilità davanti a personaggi che non sono maschere o tipi umani ma persone come noi con tutta la complessità dei loro sentimenti".

Come è nata questa sua avventura nel mondo dell'opera?
"Quando lo scorso anno il sovrintendente mi fece la proposta ho accettato quasi subito. Desideravo questa sfida. Le nozze di Figaro è 'un assoluto'. Così ben scritto, architettato nella costruzione musicale e nell'intreccio. Quella di Mozart/Da Ponte è una 'folle giornata' in cui succede di tutto, con queste due coppie, una di nobili, una di servi, che dovrebbero sposarsi ma sono vittime di svariati impedimenti. Un po' come i Promessi sposi. La storia è quella: coppie che subiscono abusi dal potente di turno. Solo che i personaggi di Mozart esprimono uno sfrenato bisogno di amore e si muovono nel mondo dei sentimenti".



Come ci si ritrova in quel mondo?
"Sto con Mozart e la sua musica che ci mostrano quanto difficile, fragile sia l'equilibrio dei sentimenti e quanto sia necessario confrontarci con noi stessi e i nostri desideri. Nelle Nozze alla fine i personaggi scoprono qualcosa di se stessi che non sapevano, ciò incide in profondità sulle loro dinamiche relazionali, diventa un fatto politico, una critica al sistema sociale e ai meccanismi universali del potere. D'altronde l'origine è il testo di Beaumarchais, esplicita accusa degli abusi dei nobili non più tollerabili dalla nuova classe che si stava affacciando".

Lei ha insistito su questo aspetto politico?
"Sì, ma con la leggerezza della politica dei sentimenti mozartiana. Amadeus non era certo un taglia teste, aveva amici aristocratici anche se dileggiava la nobiltà sprezzante. Il gesto finale delle Nozze è il perdono da parte di tutti, non potrà essere definitivo ma è un valore per il Mozart massone che aspira all'uomo nuovo".

Quanto è stata importante la musica nella sua vita?
"Da ragazza trascinavo mia nonna alla Scala, all'ultimo piano dove il biglietto costava poco, volevo ascoltare Stockhausen. La musica è stata una passione costante".