✕
(ansa)

Ezio Bosso e il successo della musica in tv: ”Beethoven è il vero effetto speciale”

Ascolta l'audio

Seguito da un milione di spettatori l'evento “Che storia è la musica” su Rai 3. "Ha vinto la semplicità"
2 minuti di lettura
"Non me l'aspettavo ma me l'auguravo" dice Ezio Bosso "pensare che più di un milione di persone sia rimasto ad ascoltare la Quinta e la Settima sinfonia di Beethoven eseguite dall'orchestra della Europa Filarmonica è una bellissima notizia". La serata evento Che storia è la musica, trasmessa domenica su Rai 3, è stata un successo. "Un perfetto esempio di servizio pubblico" la definisce l'amministratore delegato della Rai Fabrizio Salini "il segnale che la cultura e la bellezza possono e devono trovare spazio in prima serata nella tv generalista". Il direttore di Rai 3 Stefano Coletta che con Bosso e il maestro Angelo Bozzolini ha costruito l'evento, spera che si possano fare altre serate.

Bosso, voleva portare la musica in tv, per tutti. Che cosa dimostra questa serata?
"Dimostra che il paese è migliore di come viene descritto, questa regola del sapere cosa vuole l'altro non l'…
"Non me l'aspettavo ma me l'auguravo" dice Ezio Bosso "pensare che più di un milione di persone sia rimasto ad ascoltare la Quinta e la Settima sinfonia di Beethoven eseguite dall'orchestra della Europa Filarmonica è una bellissima notizia". La serata evento Che storia è la musica, trasmessa domenica su Rai 3, è stata un successo. "Un perfetto esempio di servizio pubblico" la definisce l'amministratore delegato della Rai Fabrizio Salini "il segnale che la cultura e la bellezza possono e devono trovare spazio in prima serata nella tv generalista". Il direttore di Rai 3 Stefano Coletta che con Bosso e il maestro Angelo Bozzolini ha costruito l'evento, spera che si possano fare altre serate.

Bosso, voleva portare la musica in tv, per tutti. Che cosa dimostra questa serata?
"Dimostra che il paese è migliore di come viene descritto, questa regola del sapere cosa vuole l'altro non l'ho mai capita".

Cos'ha capito invece?
"Che esiste l'idea di aprire la porta alle cose per far vedere come sono. Ci ho messo il mio lavoro, il mio impegno, la passione, la musica, il racconto. Poi, pensando alla serata, il direttore di Rai 3 Coletta ha avuto l'intuizione - più che giusta - degli ospiti. Ma sono andato in crisi".

Perché?
"Mi ripetevo: cosa gli chiedo? Invece il dialogo è stato facile: "Conosci Beethoven?". La semplicità è tutto, questa è tv che non ha bisogno di effetti speciali. Basta la musica, siamo orgogliosi che un programma del genere sia stato fatto in prima serata. La cosa impressionante è che più la musica diventa intensa, più cresce la curva degli ascolti".

Quanto avete lavorato?
"Tanto. Abbiamo cominciato a pensare a Che storia è la musica due anni fa, è nata grazie alla cura, alle discussioni. Passo dopo passo, un altro insegnamento della musica".

La musica per lei è come la poesia?
"Parto sempre dall'etimo, poiesis. La vera emozione è quella che fa muovere, ti fa andare dentro di te e ti spinge a guardarti intorno".

La classica continua a intimorire, anche se i giovani la seguono.
"Ho diretto lo Stabat Mater di Rossini a Todi, nella chiesa di San Fortunato c'erano più di mille persone, anche bambini. Qualcuno vuole che la musica sia per pochi ma è patrimonio di tutti. Non deve essere ridotta a fenomeno snob, serve per curare. A tutte le età. Pensi alla tristezza negli anni dell'adolescenza: ognuno con la musica può raccontare la propria storia".

Le ha cambiato la vita?
"Mi ha sempre confortato, da quand'ero piccolo.Mi ha dato disciplina e rigore. Il pregiudizio l'ho visto negli occhi tristi di mio padre perché il figlio di un operaio non poteva fare il musicista. Invece con lo studio non ci sono barriere: quelli che criticano diventano tutti nani da giardino".