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(ansa)

Franco Zeffirelli, il ricordo di Giancarlo Giannini: "Non amava la sinistra e lo diceva apertamente"

L'attore e la lunga amicizia con il maestro scomparso a Roma a 96 anni. "Era un artista rinascimentale, sapeva fare tutto"
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Giancarlo Giannini, amico di una vita di Franco Zeffirelli, ricorda il primo incontro: «Venne al Teatro Quirino dagli amici Franco Rosi e Patroni Griffi, io giovanissimo recitavo In memoria di una signora amica. Mi fece i complimenti, poi mi chiamò per il provino di Romeo e Giulietta, mi scelse come Romeo. Nei primi giorni di prove non mi diceva nulla. Preoccupato gli chiesi: «Come devo fare questo Romeo?». Rispose: “Devi pensare solo a una cosa, devi fare un gatto terribilmente innamorato che salta sul balcone”. Girammo tre anni in tutta Europa, eravamo una compagnia».

Cosa amava dell’artista e dell’uomo?
«Era un artista rinascimentale, sapeva far tutto. Aveva stile, qualità, leggerezza. Coltissimo, l’unico regista conosciuto anche in America e in Inghilterra, faceva regie all’Old Vic, era amico di Laurence Olivier e Ian McKellen. Aveva una visione internazionale degli spettacoli. Diceva: “Noi racc…
Giancarlo Giannini, amico di una vita di Franco Zeffirelli, ricorda il primo incontro: «Venne al Teatro Quirino dagli amici Franco Rosi e Patroni Griffi, io giovanissimo recitavo In memoria di una signora amica. Mi fece i complimenti, poi mi chiamò per il provino di Romeo e Giulietta, mi scelse come Romeo. Nei primi giorni di prove non mi diceva nulla. Preoccupato gli chiesi: «Come devo fare questo Romeo?». Rispose: “Devi pensare solo a una cosa, devi fare un gatto terribilmente innamorato che salta sul balcone”. Girammo tre anni in tutta Europa, eravamo una compagnia».

Cosa amava dell’artista e dell’uomo?
«Era un artista rinascimentale, sapeva far tutto. Aveva stile, qualità, leggerezza. Coltissimo, l’unico regista conosciuto anche in America e in Inghilterra, faceva regie all’Old Vic, era amico di Laurence Olivier e Ian McKellen. Aveva una visione internazionale degli spettacoli. Diceva: “Noi raccontiamo favole ai grandi”».

Ha rimpianti per qualcosa che non siete riusciti a fare insieme?
«Romeo e Giulietta al cinema avrebbe voluto farlo con quattro compagnie in altrettante lingue. La produzione lo volle in inglese».

Il ricordo più allegro?
«Ai tempi di Romeo e Giulietta, nelle pause estive, eravamo tutti ospiti nella sua villa sopra Castiglioncello. Progetti, bagni, mangiate... le sue zie cucinavano benissimo».

Non ha mai nascosto né ostentato la propria omosessualità.
«Scherzava molto su questa cosa. Negli Usa si iniziava a parlarne con libertà, lui lo faceva apertamente. L’ha vissuta con serenità. Si accettava senza problemi».

A un certo punto entrò in politica, senatore per Forza Italia.
«Aveva forti convinzioni. Era un cattolico che non amava la sinistra, lo diceva apertamente».

Aveva ancora progetti.
«Sì, anche se non più la forza di un tempo. Non l’ho mai sentito lamentarsi, mai triste. Era una persona generosa».