In 65 mila per la prima delle tre date italiane del cantante britannico al "Firenze Rocks", in attesa del nuovo album e di vederlo nel film di Danny Boyle "Yesterday". Domenica allo Stadio Olimpico di Roma e il 19 allo Stadio San Siro di Milano
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FIRENZE. Comunicativa e comunicazione s’intrecciano nelle trame del successo di Ed Sheeran, il cantautore inglese col cuore che batte ritmo irlandese, star del secondo giorno di Firenze Rocks all’Ippodromo del Visarno, dove venerdì sera ha mandato in estasi 65 mila persone soggiogate dal suo pop che somiglia a un carrello del supermercato della musica. Perché dentro c’è di tutto: rock, folk, r’n’b, rap, melodia e giravolte dance, un’arlecchinata di suoni cuciti insieme dalla sua proverbiale semplicità, e appunto dall’esuberanza comunicativa che il ragazzo dai capelli rossi ha alimentato sin dagli esordi nei piccoli pub davanti a cinque persone, poi per le strade del mondo, busker innamorato pazzo della musica e solerte nel servirla. Infine negli stadi stracolmi. Ma c’è pure il decisivo ruolo dei social. Sheeran deve la sua fortuna anche alla viralità su YouTube, che supera gli steccati della qual…
FIRENZE. Comunicativa e comunicazione s’intrecciano nelle trame del successo di Ed Sheeran, il cantautore inglese col cuore che batte ritmo irlandese, star del secondo giorno di Firenze Rocks all’Ippodromo del Visarno, dove venerdì sera ha mandato in estasi 65 mila persone soggiogate dal suo pop che somiglia a un carrello del supermercato della musica. Perché dentro c’è di tutto: rock, folk, r’n’b, rap, melodia e giravolte dance, un’arlecchinata di suoni cuciti insieme dalla sua proverbiale semplicità, e appunto dall’esuberanza comunicativa che il ragazzo dai capelli rossi ha alimentato sin dagli esordi nei piccoli pub davanti a cinque persone, poi per le strade del mondo, busker innamorato pazzo della musica e solerte nel servirla. Infine negli stadi stracolmi. Ma c’è pure il decisivo ruolo dei social. Sheeran deve la sua fortuna anche alla viralità su YouTube, che supera gli steccati della qualità, per impossessarsi dell’immaginario giovanile collettivo e globale.
(cge)
Questo ragazzo in maglietta e jeans, physique du role del nerd, storie d’amore inossidabili, nelle canzoni racconta una vita normale: la fama vi si è incuneata con gioie ma anche dolori, e il buon Ed non li nasconde. L’essenzialità è la cifra del concerto. Maglia della nazionale italiana — Sheeran adora l’Italia, e il concerto di Firenze sale la vertiginosa scala dei record personali: è il live più affollato, qui da noi, nella sua breve storia d’artista segnata da un’intensa attività discografica, da duetti e collaborazioni distribuiti per piacere a tutti: da Taylor Swift a Bocelli a Justin Bieber — denim d’ordinanza e sneaker, ha solo un megaschermo a fargli da fondale, dove ricorrono immagini autoreferenziali, o riferimenti grafici che ricordano la stilizzazione degli emoticon.
Da solo, accompagnandosi con le chitarre, che spesso alza al cielo come trofei, scongela le sue canzoni da arrangiamenti surgelati: con l’aiuto di pedali, campionamenti in diretta, loop (e anche qualche base), Ed riparte dal grado zero dei pezzi, dei tormentoni come Galway Girl, delle ballate come Perfect, o da hit come Shape of you, dove la strumentazione si arricchisce di una tastiera per riproporre l’inconfondibile refrain elettronico. Ridotto all’osso, nonostante Sheeran non lesini negli effetti, il repertorio generalista del giovane Ed si fa ascoltare più volentieri. Certo, la distanza dai colleghi che Sheeran dichiara come ispiratori (due su tutti: Van Morrison e Damien Rice) è siderale, però il Re Mida in carica del pop ce la mette tutta e spende più sudore possibile per accontentare i fan, parte attiva dello show ben aldilà delle ovazioni. Singolare incrocio tra maestro di cerimonie e animatore di villaggi turistici, Sheeran crea per i 65 mila coreografie e vocalizzi che i ragazzi seguono alla lettera. In attesa del nuovo album, No. 6 Collaborations Project, in uscita il 12 luglio, e della partecipazione in Yesterday, il film diretto da Danny Boyle (Trainspotting, The millionaire) dove interpreterà se stesso (nelle sale dal 26 settembre), la “generazione Sheeran” si gode un live generoso, che stasera è all’Olimpico a Roma e il 19 a Milano, San Siro.