I protagonisti di "Bitter sweet" in onda su Canale 5
L'estate rosa della tv riciclata
Stefano Balassone
,
di STEFANO BALASSONE
Da giugno a settembre, nei programmi pomeridiani di Rai 1 e Canale 5, il sentimento si trasforma in sentimentalismo. Ma il pubbblico non cala, restano sempre tre milioni di telespettatori
Aggiornato alle 3 minuti di lettura
In televisione le mezze stagioni esistono e coincidono con giugno e settembre, quando si dà corso alla staffetta tra chi se ne va, contando di tornare, e quelli che gli subentrano per farsi intanto valere. Con la calura si vedono anche cose nuove, azzardi ed esperimenti in vista della stagione successiva.
Mentre nel primo pomeriggio i suonatori cambiano, ma la musica è la stessa. I suonatori vecchi non anelano soltanto al riposo, ma anche a raccogliere frutti perché a forza di comparire sono stati resi illustri (in Uomini e Donne di Canale 5 oppure in Vieni da me su Rai 1) in ragione della manifesta competenza nelle materie più sensibili e vissute, dai dolori articolari a quelli dell'amore. Per questo sono contesi a gara e in contanti per attrarre folle in discoteche, sagre, balere estive e perfino tra i wedding planner (gli organizzatori di ricevimenti matrimoniali) dal gusto un po' più grosso. Si è dato perfino il caso, non andato c…
In televisione le mezze stagioni esistono e coincidono con giugno e settembre, quando si dà corso alla staffetta tra chi se ne va, contando di tornare, e quelli che gli subentrano per farsi intanto valere. Con la calura si vedono anche cose nuove, azzardi ed esperimenti in vista della stagione successiva.
Mentre nel primo pomeriggio i suonatori cambiano, ma la musica è la stessa. I suonatori vecchi non anelano soltanto al riposo, ma anche a raccogliere frutti perché a forza di comparire sono stati resi illustri (in Uomini e Donne di Canale 5 oppure in Vieni da me su Rai 1) in ragione della manifesta competenza nelle materie più sensibili e vissute, dai dolori articolari a quelli dell'amore. Per questo sono contesi a gara e in contanti per attrarre folle in discoteche, sagre, balere estive e perfino tra i wedding planner (gli organizzatori di ricevimenti matrimoniali) dal gusto un po' più grosso. Si è dato perfino il caso, non andato chissà perché a buon fine, della Caterina Balivo che pareva già ingaggiata per capeggiare, un prossimo Gay Pride. Con i nuovi suonatori, dicevamo, la musica resta quella, perché tutti sanno, che a quell'ora è più probabile che lo spettatore sia da solo, tutto poltrona e tv. E qui l'esperienza ha dimostrato che due chiavi sono sempre efficaci per tenerlo fermo a fare massa: il fotoromanzo, che oggi si chiama soap o telenovela, e la "tv del sentimento".
Ecco perché su Canale 5, per dare riposo alle truppe di Uomini e Donne, che era già incastonato fra tre soap, ne arriva una quarta, che si chiama Bitter Sweet con l'aggiunta Ingredienti d'amore, che ci libera dal dubbio di trovarvi la commozione più sincera (leggiamo, del resto, che "il piccolo Balut soffre per la freddezza della zia").
Pierluigi Diaco conduce su Rai 1 "Io e te"
Su Rai 1 intanto, mentre la Balivo è in giro, con Io e te è arrivato Diaco a piangere sul posto (non è sentimento questo?) con chiunque si presti alla bisogna (abbiamo intravisto anche Razzi, per dire). E qui siamo alla tv realizzata con parole a chilometro zero, riciclate dalle riviste gossip con cui, da che mondo è mondo, sfogliandole si riempiono dal parrucchiere i tempi morti. Avete tuttavia poco da prenderli in giro, sottolineando che tra la soap e Diaco non del sentimento si tratta, ma del sentimentalismo, cioè della sua caricatura. Intanto il pubblico è sempre lì che si raduna, standosene, per di più, comodamente a casa.
E sono fra Rai 1 e Canale 5, tre milioni nel complesso. Inalterabili proprio in questo giugno in cui per tutto il resto la platea della tv semmai si va stringendo. Come vogliamo considerare tutti questi? Clienti che pagano e pretendono quel che gli pare o prigionieri di una misteriosa tirannia? Secondo la prima tesi saremmo semplicemente alla estensione domestica del modello "dal parrucchiere" di cui si diceva. Salvo che le rivistine paparazzate che lì sfogli all'occasione qui te le trovi servite e casa.
Punto e basta, e dunque non ci sarebbe da farne una questione. Però con la tv, rispondono quelli della tesi opposta, la cosa è assai diversa perché dal parrucchiere sei tu che ci vai ed è certo che prima o poi te ne vieni via, mentre la tv è sempre in casa che ti aspetta, si accende quasi da solo e quella "coiffeur tv" per ore, ogni giorno ti titilla. E ha gioco facile per via della diffusa solitudine di quelli che per età o per funzione in famiglia stanno da reclusi e come tali finiscono per dipendere dalla sbobba che gli viene passata giornalmente attraverso la porta del televisore.
Ma c'è sbobba e sbobba, perché altrove, come in Inghilterra e Francia, di teste in casa a quell'ora ce ne sono nelle stessa quantità, eppure venerdì scorso (abbiamo controllato) fra tutti quei canali non ce n'era uno solo dove avresti incontrato una Balivo, un Diaco o un amore da soap. Insomma, quello che altrove pare del tutto assente, almeno a giugno, da noi è il contenuto dominante, sempre in qualunque stagione, e finisce di fatto col racchiudere dentro confini simili a una bolla di quelle che si creano su internet, un pezzo di popolo trasformato in target, per rivendergli poi, fuori di casa lo stesso universo rosa, giocato di rimbalzo fra la tv e la stampa.
E qui c'è poco da discutere: o siamo alle prese con un tratto specifico del consumo culturale nazionale, oppure stiamo vivendo, e quei tre milioni di sequestrati ad opera del sentimento facile sono le prime vittime, una colossale distorsione. Che si è formata in decenni di scelte condotte da un marketing che procedendo nel vuoto della cultura dotta e del governo, sì è combinato il pubblico secondo la via più semplice, meno costosa e più sicura.
Capito questo, il problema resta. Anche se siamo certi che a nessuno, tantomeno dove si amministrano le tv o dove le si vigila, passi anche lontanamente per la testa. Così i nostri tre milioni di reclusi nel dopo pranzo del Cavallo e del Biscione continueranno quieti a digerirsi il tutto e a reggere il gioco. Salvo, come in Qualcuno volò sul nido del cuculo, il pazzo savio che prima o poi ne viene fuori.