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Crisi di governo. oggi al Senato la nuova maggioranza può farcela. Ma c'è qualcuno che non torna dalle ferie

Si vota sul calendario e grillini e democratici, più alleati, sulla carta hanno i numeri per battere agevolmente il centrodestra che si è ricompattato. Resta l'incognita dei senatori che non riescono a rientrare dalle vacanze
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L'appuntamento è per le 18 a Palazzo Madama, con la battaglia sulla calendarizzazione della crisi, ma non tutti potranno esserci. I senatori avevano già rivisto i loro programmi per le ferie, qualcuno ha dovuto accorciarle se non annullarle, ma c'è anche chi ha scelto di non rientrare. Ieri per tutta la giornata si sono rincorsi i numeri, partendo dallo schema della conferenza dei capigruppo che ha visto l'inedita alleanza Partito democratico-5 Stelle-Leu contrapposta a Lega, Forza Italia e Fratelli d'Italia.

Alla fine una conta attendibile prevede che i primi facendo affidamento anche sui senatori di Leu e delle autonomie possano contare su 175 voti: ne basterebbero 161 per la maggioranza assoluta con l'aula piena, e far passare la scelta di martedì 20 per riconvocare l'assemblea e ascoltare le comunicazioni del presidente del Consiglio Conte. Il centrodestra a pieno organico ne avrebbe 139, anche prevedendo i due aiuti dal Movimen…
L'appuntamento è per le 18 a Palazzo Madama, con la battaglia sulla calendarizzazione della crisi, ma non tutti potranno esserci. I senatori avevano già rivisto i loro programmi per le ferie, qualcuno ha dovuto accorciarle se non annullarle, ma c'è anche chi ha scelto di non rientrare. Ieri per tutta la giornata si sono rincorsi i numeri, partendo dallo schema della conferenza dei capigruppo che ha visto l'inedita alleanza Partito democratico-5 Stelle-Leu contrapposta a Lega, Forza Italia e Fratelli d'Italia.

Alla fine una conta attendibile prevede che i primi facendo affidamento anche sui senatori di Leu e delle autonomie possano contare su 175 voti: ne basterebbero 161 per la maggioranza assoluta con l'aula piena, e far passare la scelta di martedì 20 per riconvocare l'assemblea e ascoltare le comunicazioni del presidente del Consiglio Conte. Il centrodestra a pieno organico ne avrebbe 139, anche prevedendo i due aiuti dal Movimento associativo italiani all'estero.

Ma le defezioni oggi non mancheranno da una parte e dall'altra: i Cinque Stelle per esempio dovrebbero contare almeno cinque assenti, abbassando la loro soglia a 102, mentre il Pd potrebbe contare qualche defezione in meno. Roberto Rampi, vicino a Maurizio Martina, non dovrebbe riuscire a tornare dal Vietnam, Francesco Giacobbe dal suo collegio elettorale in Australia e Annamaria Parente sarebbe ancora in Germania.

Bruno Astorre ha dovuto cancellare la sua Selva di Val Gardena "ma sono contento che il Parlamento si riprenda la sua sovranità. A decidere non è un uomo solo da una spiaggia, e la crisi si sposta dal Papeete alle aule parlamentari". Gianni Pittella invece è rientrato di corsa da Siviglia: ancora tra i dem non è riuscito a tornare Dario Nannicini, in vacanza in Grecia. Stessa zona e medesimo destino per la senatrice Udc Sandra Lonardo: "Non ho trovato un aereo, quindi non potrò partecipare".

Ancora la moglie di Clemente Mastella dice che "la presidente Casellati rispetta sempre tutti, ma questa convocazione ad horas, con il Senato chiuso, mi pare volere accelerare senza dare la possibilità a tutti di essere presenti. Mi spiace moltissimo non poterci essere". Esclusi dal calcolo i senatori a vita: Liliana Segre, per esempio, non sarà in Aula.

Anche nel fronte del centrodestra, oltre a Umberto Bossi, c'è chi mancherà: Gaetano Quagliariello, è impegnato da una settimana nel suo solitario Cammino verso Santiago di Compostela, in Spagna: "Un'esperienza che si fa una volta sola nella vita, e io sono ancora a 60 chilometri dalla meta dove arriverò a Ferragosto. Qui si incontrano tanti pellegrini italiani e tanti mi chiedono cosa stia accadendo. Nessuno davvero lo comprende". E lei cosa risponde? "Dipende dal pellegrino che me lo chiede".