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Foto di Alberto Novelli 

Jasmine Trinca: “Divento regista per mia madre”

Dopo aver interpretato Ilaria Cucchi nel film Sulla mia pelle l’attrice esordisce dietro la macchina da presa con il corto BMM (being my mom) con Alba Rohrwacher
3 minuti di lettura
Jasmine Trinca regista non per caso. Nel Caimano morettiano era la risoluta esordiente che girava il film su Berlusconi, in Simple women - che aprirà la sezione Discovery al festival di Toronto - è l'alter ego di Chiara Malta, cineasta ossessionata dall'idea di portare sullo schermo la vita della sua attrice culto. Soprattutto Trinca, 38 anni, ora un film lo dirige davvero, in questi giorni, a Roma, un corto con protagonista Alba Rohrwacher, BMM (being my mom): "È capitato che personaggi e film combaciassero con situazioni che stavo vivendo o avrei affrontato di lì a poco".

Ad esempio?
"Un giorno devi andare raccontava di una donna in fuga dal dolore in Amazzonia; partii sull'onda della perdita di mia madre e attraversai lo stesso percorso di stordimento e apertura. In Miele il personaggio aveva a che fare con il fine vita e nella realtà vivevo l'esperienza di qualcuno a me caro. Fortunata è stato un modo per ti…
Jasmine Trinca regista non per caso. Nel Caimano morettiano era la risoluta esordiente che girava il film su Berlusconi, in Simple women - che aprirà la sezione Discovery al festival di Toronto - è l'alter ego di Chiara Malta, cineasta ossessionata dall'idea di portare sullo schermo la vita della sua attrice culto. Soprattutto Trinca, 38 anni, ora un film lo dirige davvero, in questi giorni, a Roma, un corto con protagonista Alba Rohrwacher, BMM (being my mom): "È capitato che personaggi e film combaciassero con situazioni che stavo vivendo o avrei affrontato di lì a poco".

Ad esempio?
"Un giorno devi andare raccontava di una donna in fuga dal dolore in Amazzonia; partii sull'onda della perdita di mia madre e attraversai lo stesso percorso di stordimento e apertura. In Miele il personaggio aveva a che fare con il fine vita e nella realtà vivevo l'esperienza di qualcuno a me caro. Fortunata è stato un modo per tirare fuori un pezzo della mia vita precedente, quella popolare di Testaccio. Il grande sogno metteva in scena una borghese attiva nei movimenti che a un certo punto aspettava un figlio, segno didascalico di fiducia nel futuro: l'ho interpretata con mia figlia dentro la pancia".

Simple women quindi ha propiziato il suo debutto da regista?
"Interpretare Chiara Malta, regista italiana di base a Parigi, mi ha dato un po' il coraggio. Tra noi c'è uno scambio forte, mi ricorda com'ero ai tempi del liceo Virgilio. Del suo film mi parlò anni fa, siamo riuscite grazie al coraggio dei produttori di Vivo Film. Chiara racconta il suo rapporto con un'attrice, Elina Löwensohn, che la folgorò in Uomini semplici del regista Hal Hartley. In Simple women i piani di realtà si intersecano con il meccanismo del cinema. Non è un film pop, è una commedia speciale e sofisticata".

Elina Löwensohn interpreta se stessa in una biografia romanzata, il film è girato in inglese e italiano, tra Roma e Bucarest.
"Elina è una figura magnetica. Chiara era convinta fosse un'attrice americana invece è romena. Questa sua ossessione è diventata una riflessione sull'inganno cinematografico e sulla fiducia nel rapporto tra regista e attrice".

Jasmine Trinca e Elina Löwensohn in una scena di Simple women di Chiara Malta 


Avete girato anche a Roma, al cinema Nuovo Sacher di Nanni Moretti.
"Sì. C'è un cortocircuito tra realtà e proiezione: il personaggio della regista si ritrova ad essere Elina, nel suo delirio dopo una crisi epilettica, prigioniera della pellicola nel retroschermo al Nuovo Sacher, che frequentava da adolescente. Esce dallo schermo e spacca la vetrata del Sacher per riprendersi i personaggi che l'avevano abbandonata".

Nanni Moretti come l'ha presa?
"Ci ha messo a disposizione la sala, appoggiando questo esordio audace, che fa ridere un po' come i suoi film o quelli di Woody Allen".

Anche il corto da regista che sta girando farà ridere?
"Sì, anche. Metto in scena qualcosa di intimo ma trasfigurato in una comica muta alla Jacques Tati, alla Buster Keaton. Penso che nella vita il dolore vada trasformato in creatività, non solo per sopravvivergli ma per compiere un passaggio evolutivo. Una madre e una bimba passeggiano in una città sotto un sole cocente e immutabile, trascinando una valigia pesante, un fardello che non si può mollare. La mamma è pazzerella e la figlia pensa di essere il genitore, fino al ribaltamento di ruoli finale: è il mio modo per riconsegnare giustezza e fare pace con il mio eterno contestare una mamma fuori dagli schemi".

Ha voluto come protagonista Alba Rohrwacher.
"Credo in una forma di sorellanza, sono felice mi abbia messo a disposizione il suo corpo e in questo caso anche la sua anima, incarnando mia madre".

Voi siete le portavoce di Dissenso comune, il manifesto delle donne di spettacolo contro le molestie. Le cose stanno cambiando sul fronte delle opportunità e della parità salariale?
"La produttrice del corto è Olivia Musini, la sceneggiatrice è Francesca Manieri, la fotografia è di Daria D'Antonio. Una troupe di donne: credo che si debba far politica con ciò che abbiamo".

Alla Mostra di Venezia due donne in concorso, di più nelle altre sezioni.
"Non credo alla mancanza di qualità, basta guardare ai successi di Alice Rohrwacher e Valeria Golino a Cannes, di Laura Bispuri alla Berlinale. Bene Lucrecia Martel presidente di giuria, ma bisogna incidere anche sui comitati di selezione".

Dopo l'esperienza di Sulla mia pelle Alessandro Borghi ha accennato a un film sul caso Regeni, poi ha corretto il tiro.
"L'ha detto per tenere l'attenzione alta sul caso Regeni. È una storia ancora troppo avvolta nel mistero: più che un film, lo dico da cittadina, vorrei un intervento chiaro da parte della politica. Al di là delle singole questioni mi interessa capire cosa sta succedendo, cosa ha portato le persone ad essere così incattivite, solitarie e perché ci sono politici che soffiano sul fuoco di tutto questo. C'è stato un cambiamento della pasta umana. Passione e creatività sono punti da cui ripartire".