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Riscossa vintage, torna “Giochi senza frontiere”

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“Eurogames” da questa sera su Canale 5
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Dal generale De Gaulle a Ilary Blasi è un attimo. O meglio è più di mezzo secolo, partendo dal 1965 quando iniziò nelle tv d'Europa una cosa che si chiamava Giochi senza frontiere e che la storia, appena spruzzata di leggenda, vuole ideata e promossa parecchio dal generale: per rinsaldare lo spirito e la fratellanza tra i giovani d'Europa e soprattutto quelli di Francia e Germania che, come dire, si portavano appresso qualche recente ruggine. È durata trenta edizioni ma lo zoccolo duro fu quello fino al 1982: ogni estate, da noi sfiorava sempre i venti milioni di spettatori e va bene che non c'era nient'altro ma è chiaro che piaceva assai.

Da stasera si rifà, si chiama Eurogames, sorta di edizione Ogm piena di colori e con alcune nazioni in gara. Su Canale 5, conduzione appunto di Ilary Blasi insieme ad Alvin. Domanda: ma perché? Prima di tutto c'è un format che è quello originario, basta pagare…
Dal generale De Gaulle a Ilary Blasi è un attimo. O meglio è più di mezzo secolo, partendo dal 1965 quando iniziò nelle tv d'Europa una cosa che si chiamava Giochi senza frontiere e che la storia, appena spruzzata di leggenda, vuole ideata e promossa parecchio dal generale: per rinsaldare lo spirito e la fratellanza tra i giovani d'Europa e soprattutto quelli di Francia e Germania che, come dire, si portavano appresso qualche recente ruggine. È durata trenta edizioni ma lo zoccolo duro fu quello fino al 1982: ogni estate, da noi sfiorava sempre i venti milioni di spettatori e va bene che non c'era nient'altro ma è chiaro che piaceva assai.

Da stasera si rifà, si chiama Eurogames, sorta di edizione Ogm piena di colori e con alcune nazioni in gara. Su Canale 5, conduzione appunto di Ilary Blasi insieme ad Alvin. Domanda: ma perché? Prima di tutto c'è un format che è quello originario, basta pagare e si accede. Secondo, l'Italia per qualche motivo ci tiene parecchio visto che è l'unica nazione ad aver partecipato a tutte e trenta le edizioni. L'effetto vintage è quello che ci deve mettere ognuno tra quelli che sono in età da ricordare, a base di "Trois, deux, un" e fischio, di Gennaro Olivieri e Guido Pancaldi, di Fil Rouge (che c'è ancora). Il resto è abbastanza diverso, ma vedremo. In gara ci sono Italia, Germania, Grecia, Polonia, Spagna e Russia (!) - sfiorato il rischio Visegrad contro tutti, ma prima o poi si farà, magari su Retequattro. Per l'Italia in gara luoghi medio-piccoli, da Otranto a Folgaria a Parma mentre la Germania, per dire, schiera via via Amburgo, Berlino, Monaco etc.

L'effetto delle prime immagini, tra sfide a nuoto, scalate di pareti di gomma a mani nude e così via è un po' quello di un Ciao Darwin edizione light. Perché tutto vuole essere tranquillo e "per famiglie", si punta a nonni e nipotini insieme. Sei giudici, li guida l'olimpionico Yuri Chechi. Torna una domanda: ma perché? Risposta: magari funziona e ha un senso, e comunque è un raro esempio di intrattenimento non talentyzzato o realystico, nel segno del vintage che tira sempre. Inoltre al pubblico d'età media della tv, ovvero sessantenni, non devi spiegare di cosa si tratta perché lo sanno benissimo. Chicca finale, il regista del programma si chiama Lele Biscussi. Alla presentazione Ilary ha un lapsus strepitoso e lo chiama Lele Colussi. E subito, a patto di avere l'età, è un dolce naufragare dentro biscotti, caroselli e canzoncine.