Sarà pur vero che tutto quello che gira intorno ai Beatles ha qualcosa di speciale, sarà che la loro avventura si è concentrata in un esiguo numero di anni, otto, massimo nove a seconda dei punti vista sul conteggio, ma di sicuro quello in corso è il più lungo cinquantenario pop celebrato nella storia moderna. È iniziato il 5 ottobre del 2012, per ricordare i cinquant’anni passati dall’uscita del primo singolo, Love me do, quello che secondo la leggenda l’amoroso manager Brian Epstein acquistò in gran numero di copie per agevolarne l’ascesa. E da allora ha scandito mese dopo mese, anno dopo anno, le tappe salienti della storia: il primo singolo al primo posto, nel 1963, il concerto davanti alla regina Elisabetta nello stesso anno, la conquista dell’America nel febbraio del 1964, il primo concerto in uno stadio, lo Shea Stadium, del 1965 e così via arrivando ovviamente ai dischi epocali, Sgt.Pepper e …
Sarà pur vero che tutto quello che gira intorno ai Beatles ha qualcosa di speciale, sarà che la loro avventura si è concentrata in un esiguo numero di anni, otto, massimo nove a seconda dei punti vista sul conteggio, ma di sicuro quello in corso è il più lungo cinquantenario pop celebrato nella storia moderna. È iniziato il 5 ottobre del 2012, per ricordare i cinquant’anni passati dall’uscita del primo singolo, Love me do, quello che secondo la leggenda l’amoroso manager Brian Epstein acquistò in gran numero di copie per agevolarne l’ascesa. E da allora ha scandito mese dopo mese, anno dopo anno, le tappe salienti della storia: il primo singolo al primo posto, nel 1963, il concerto davanti alla regina Elisabetta nello stesso anno, la conquista dell’America nel febbraio del 1964, il primo concerto in uno stadio, lo Shea Stadium, del 1965 e così via arrivando ovviamente ai dischi epocali, Sgt.Pepper e l’estate dell’amore, il 1968 del White Album e di tutto quello che succedeva intorno, il viaggio in India, il primo incontro tra John e Yoko e via dicendo. Volendo ogni giorno si poteva trovare un evento, un matrimonio, un disco, un arresto per dire che erano cinquant’anni esatti da...,e così è stato.
Ora siamo agli sgoccioli. È in corso il ciclone di ricorrenze intorno ad Abbey Road (il 5 agosto l’ultima seduta di registrazione, il 9 si scattò la celebre foto della copertina, poi ovviamente l’uscita del disco) e, in linea strettamente teorica, le celebrazioni del cinquantenario neverending potrebbero terminare il 10 aprile prossimo, ovvero a cinquant’anni esatti dal fatale annuncio in cui Paul McCartney disse al mondo che i Beatles non esistevano più. Avrebbe senso, anche perché parliamo della madre di tutti gli scioglimenti di gruppo. Di più, potremmo addirittura ipotizzare che si tratta dell’evento simbolo che decretò la fine degli anni 60. Ma non è detto che sia veramente la fine, perché un mese dopo, l’8 maggio del 1970 uscì un altro disco firmato dal gruppo, Let it Be, anche se registrato prima di Abbey Road, e poi volendo ci sono le carriere dei singoli Beatles. Vorreste non celebrare l’uscita di Imagine che fu pubblicata nell’ottobre del 1971? E poi il concerto per il Bangladesh, i dischi di Ringo, le battaglie di John & Yoko… Questo cinquantenario potrebbe davvero non finire mai, durare almeno cinquant’anni. Se bastano.
Ora siamo agli sgoccioli. È in corso il ciclone di ricorrenze intorno ad Abbey Road (il 5 agosto l’ultima seduta di registrazione, il 9 si scattò la celebre foto della copertina, poi ovviamente l’uscita del disco) e, in linea strettamente teorica, le celebrazioni del cinquantenario neverending potrebbero terminare il 10 aprile prossimo, ovvero a cinquant’anni esatti dal fatale annuncio in cui Paul McCartney disse al mondo che i Beatles non esistevano più. Avrebbe senso, anche perché parliamo della madre di tutti gli scioglimenti di gruppo. Di più, potremmo addirittura ipotizzare che si tratta dell’evento simbolo che decretò la fine degli anni 60. Ma non è detto che sia veramente la fine, perché un mese dopo, l’8 maggio del 1970 uscì un altro disco firmato dal gruppo, Let it Be, anche se registrato prima di Abbey Road, e poi volendo ci sono le carriere dei singoli Beatles. Vorreste non celebrare l’uscita di Imagine che fu pubblicata nell’ottobre del 1971? E poi il concerto per il Bangladesh, i dischi di Ringo, le battaglie di John & Yoko… Questo cinquantenario potrebbe davvero non finire mai, durare almeno cinquant’anni. Se bastano.