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Serena Dandini: “In tv vince la curiosità, me lo diceva Camilleri”

Con “Valorose” debutta su Sky Arte poi tornerà su Rai 3 con “Assemblea generale”. “Oggi preferisco la satira sociale per capire chi siamo”
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Roma - Nella biblioteca dell'Istituto geografico di Villa Celimontana a Roma, ha voluto un albero e le rose. Per parlare di donne che hanno fatto la storia, Serena Dandini ha scelto un ambiente fatato, circondata da migliaia di libri impolverati. "Racconto donne importanti e non tutte conosciute, ma io sono profondamente pop" spiega "e ci tengo a farle conoscere a tutti". Così nasce Valorose, il programma con la regia di Piero Messina e la supervisione artistica di Ivan Cotroneo, dal 18 ottobre su Sky Arte (canale 120 e 400 di Sky) dedicato a sei figure femminili. Grafica piena di pop-up, elegante, coi fiori che si schiudono, mentre Orsetta De Rossi legge brani delle protagoniste. Aprono la serie i ritratti di Nellie Bly, prima giornalista d'inchiesta, e della regista pioniera Alice Guy. Seguiranno quelli della scrittrice premio Nobel Grazia Deledda, della patriota Cristina Trivulzio di Belgiojoso, della ballerina Anna Pavlova e della pittrice Vaness…
Roma - Nella biblioteca dell'Istituto geografico di Villa Celimontana a Roma, ha voluto un albero e le rose. Per parlare di donne che hanno fatto la storia, Serena Dandini ha scelto un ambiente fatato, circondata da migliaia di libri impolverati. "Racconto donne importanti e non tutte conosciute, ma io sono profondamente pop" spiega "e ci tengo a farle conoscere a tutti". Così nasce Valorose, il programma con la regia di Piero Messina e la supervisione artistica di Ivan Cotroneo, dal 18 ottobre su Sky Arte (canale 120 e 400 di Sky) dedicato a sei figure femminili. Grafica piena di pop-up, elegante, coi fiori che si schiudono, mentre Orsetta De Rossi legge brani delle protagoniste. Aprono la serie i ritratti di Nellie Bly, prima giornalista d'inchiesta, e della regista pioniera Alice Guy. Seguiranno quelli della scrittrice premio Nobel Grazia Deledda, della patriota Cristina Trivulzio di Belgiojoso, della ballerina Anna Pavlova e della pittrice Vanessa Bell, sorella di Virginia Woolf.

Come nasce l'idea del programma?
"Nasce dal mio libro, Il catalogo delle donne valorose. Furono oscurate dalla storia o dimenticate, molto grave perché è come se ci avessero private di un albero genealogico. Per questo ho immaginato una biblioteca segreta, una metafora a metà tra Stranger things e La bella addormentata nel bosco".

Veramente oggi in uno spot la Bella addormentata, nonostante il bacio del principe, preferisce sonnecchiare perché le lenzuola sono morbide.
"Si fanno passi avanti".

Cosa l'ha colpita di più?
"La storia di Grazia Deledda, in cui interviene Michela Murgia. Ha vissuto l'handicap dello stereotipo culturale, "la mezza casalinga che sapeva anche scrivere". Aveva un marito meraviglioso che la aiutava a organizzarsi la vita, diventato il bersaglio di Pirandello che lo chiamava "Grazio Deleddo". Ma lei ha vinto il Nobel per la letteratura".

Come mai ha scelto Sky?
"Amo cambiare genere e linguaggio, e mi è sempre piaciuto Sky Arte. Con Donato Dallavalle ci siamo divertiti a scrivere queste vite straordinarie. Quella di Alice Guy è misconosciuta. "Perché invece di riprendere la realtà inventassimo storie?" chiede a Gaumont, di cui era segretaria, dopo la scoperta dei fratelli Lumière. "Va bene, lo faccia", risponde lui "ma fuori dall'orario di lavoro e con lo stesso stipendio". Così diventa regista. Ogni puntata ha una testimonial: da Valeria Golino a Chiara Valerio. Le pioniere sono importanti, aprono sentieri che non c'erano e non si torna indietro".


Non pensa che le cose stiano cambiando?
"Il talento e il merito sono la prima cosa, il problema è quando non vengono date le stesse possibilità. Ci sono tante donne magistrato e poche direttrici di banca. Si è chiesta perché? Il concorso in magistratura è a busta chiusa. Ai nastri di partenza bisogna avere le stesse opportunità".

Lavora in televisione da una vita: all'inizio ha avuto difficoltà?
"Ho fatto fatica a essere considerata autorevole quanto un collega maschio. Mi sono sentita ripetere: "Bella questa battuta, chi l'ha scritta?". C'erano poche autrici donne, il simile nomina il simile, essere presa sul serio non è facile. Una donna di polso è considerata isterica, un uomo di carattere è "un professionista". Tabù culturale".

Con "La tv delle ragazze" ha usato l'ironia e l'autoironia come un'arma. Vale ancora?
"È una meravigliosa arma di sopravvivenza. Le donne hanno la capacità di elaborare la realtà. Io ne ho riunite tante, diverse, ho da sempre un'anima pop".

Ma passa per una super radical chic, lo sa?
"Sono pop e lo rivendico, penso che si possa passare dalla risata a temi importanti senza soluzione di continuità".

A novembre tornerà su Rai 3 con "Assemblea generale". Le piace sempre la satira?
"Ora mi interessa di più la satira sociale piuttosto che quella politica, giro la telecamera su di noi per capire chi siamo. Ma m'incuriosisce anche capire la vita dei governi. È una sfida".

Oggi è più complicato?
"Mai stato facile, il più bravo è Maurizio Crozza, che sta sempre al passo con la realtà".

Con Isabella Ragonese a "La tv delle ragazze - Gli stati generali" ha fatto un tutorial ironico contro la violenza, che ha avuto grande successo. Se l'aspettava?
"È importante affrontare argomenti delicati col linguaggio quotidiano. Se alzi il ditino da una cattedra non arrivi a tutti, noi abbiamo scelto un'altra strada. Con Isabella abbiamo sperimentato, dopo la prima puntata siamo andate avanti ".

Riporterà in tv Corrado Guzzanti?
"Ci sentiamo sempre... È un grande talento col dono di guardare avanti. Ha il terzo occhio. Il ritorno in tv dipende solo da lui, davanti a una petizione, chissà".

Mentre fa un programma ne prepara un altro, scrive per il teatro. Teme la noia?
"Sono una donna faticosa, lo so. È un modo per sfuggire agli stereotipi, basta un attimo per chiudersi in una gabbia. Devo seguire le mie curiosità, me lo diceva sempre Camilleri: "Segui la curiosità, è tutto". Alle presentazioni dei libri ricordo il suo guizzo negli occhi quando cercavamo la via di fuga per fumarci una sigaretta. Al Cnr moderavo un dibattito con lui e Margherita Hack che ripeteva: "Montalbano sono". Come li fermavi due così?".