Malika Ayane: “Cari uomini, ora le pene d'amore cantatele voi”
Gino Castaldo
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di GINO CASTALDO
La cantautrice, l'esperienza a 'X Factor' e la carriera. “Ai maschi non è permesso esprimere debolezze, a me propongono sempre testi su fallimenti sentimentali”
Aggiornato alle 2 minuti di lettura
E’ inevitabile. A fare i giudici al tavolo di X Factor c’è sempre da scegliere tra vanità e senso di responsabilità. Cosa prevale? “Ah beh, da questo punto di vista è come stare in apnea, un equilibrio difficile, i concorrenti sono come dei figlioli, li abbiamo seguiti, una parte di vanità l’ho dovuta mettere da parte, ma ho comunque dei vestiti bellissimi e delle super pettinature, quindi mi sento a posto”. Malika Ayane ride, contenta del suo ruolo, e di questo pattinare lieve tra severità e magnanimità.
Lei si è molto arrabbiata con la brutalità di certi commenti sui social. Non crede che alla fine sarebbe meglio ignorarli?
“Penso che l’indifferenza può avere senso, ma dopo il tentativo di dare un messaggio positivo. Mi spiego: abbiamo tutti figli che vivono in Internet, ci sono dinamiche che non possono essere considerate normali, i più giovani non hanno la strutt…
E’ inevitabile. A fare i giudici al tavolo di X Factor c’è sempre da scegliere tra vanità e senso di responsabilità. Cosa prevale? “Ah beh, da questo punto di vista è come stare in apnea, un equilibrio difficile, i concorrenti sono come dei figlioli, li abbiamo seguiti, una parte di vanità l’ho dovuta mettere da parte, ma ho comunque dei vestiti bellissimi e delle super pettinature, quindi mi sento a posto”. Malika Ayane ride, contenta del suo ruolo, e di questo pattinare lieve tra severità e magnanimità.
Lei si è molto arrabbiata con la brutalità di certi commenti sui social. Non crede che alla fine sarebbe meglio ignorarli?
“Penso che l’indifferenza può avere senso, ma dopo il tentativo di dare un messaggio positivo. Mi spiego: abbiamo tutti figli che vivono in Internet, ci sono dinamiche che non possono essere considerate normali, i più giovani non hanno la struttura per potersene fregare, quindi mi sento in dovere di mostrare un atteggiamento più virtuoso, può essere che a questi “odiatori” che magari hanno 14 anni nessuno abbia spiegato che la comunicazione ha un valore. Non mi sento ferita perché non sono accettata, chi se ne frega, sono abituata. Mi ferisce l’inconsapevolezza, io mi sveglio tranquilla, sono fortunata, faccio un lavoro bellissimo, posso chiudere Instagram e andare oltre, ma non è giusto, le parole possono essere devastanti”.
Malika al tavolo di X Factor con gli altri giudici Sfera Ebbasta, Mara Maionchi, Samuel; alle loro spalle il conduttore Alessandro Cattelan
Ogni settimana c’è l’attribuzione dei pezzi da esegure ai concorrenti. Non le sembra azzardato affidare un pezzo di Gershwin a un ragazzo che sa poco o nulla di quel mondo?
“Non lo credo, è sempre meglio partire delle radici. La consapevolezza va fatta crescere e molto spesso mi sembra che i ragazzi abbiano un’educazione emotiva sedata, forse a causa di questo momento storico”.
Il ruolo delle donne nel mondo della musica è ancora incredibilmente scarso. Non le sembra strano?
“Certo che lo è, e ho una mia interpretazione: come per tutto il resto la musica diventa un problema quando si entra in una fase più professionale. Diciamo che subisce lo stesso tipo di misoginia che ci può essere altrove, le donne possono cantare ma in altri ruoli… anche nel mio piccolo, quando scrivo e c’è anche un autore maschio, è più facile che si citi lui. La società asseconda questa mentalità misogina, non è per stare sempre a lamentarsi, io me la cavo benissimo, ma la realtà è quella. Anche le donne-pubblico non aiutano, spesso il cantante belloccio passa subito, alle donne viene chiesto di fare meglio e i riconoscimenti sono minori. E come se le donne dovessero aspettare il permesso per fare qualsiasi cosa”.
Cosa sta succedendo da quando sono cominciate le trasmissioni in diretta (tutti i giovedì alle 21.15 su SkyUno)?
“A parte il fatto che la tv, vissuta più dall’interno, mi sembra un mondo molto strano, succede che mi sono affezionata ai ragazzi, mi sono scoperta più magnanima, più votata all’accompagnamento che non al giudizio”
Qualche scintilla di troppo con Sfera Ebbasta? Forse pesa la differenza generazionale?
“Ma no andiamo, Sfera ha quasi trent’anni quindi poi non è poi così più giovane… Ma sì, lui è il nuovo che avanza con tutte le virgolette del caso, ma ha fatto un sacco di cose, e conosce dinamiche che a me sono oscure”.
X Factor, scontro tra Sfera e Malika: "Non ho sentito l'upgrade", "Perché sei sordo"
Si porterà a casa qualcosa di questa esperienza?
“Tornerò a ricordarmi che in musica non c’è un’unica strada giusta, e che fare musica è la cosa più bella del mondo. L’ultimo fine settimana prima dei live sono andata a Berlino con Pacifico e ho scritto due canzoni che sono piene di quello che lì non si può fare perché stai fermo e devi guardare gli altri”.
A proposito di pezzi nuovi, non le crea imbarazzo il fatto che il nuovo singolo "Wow (niente aspetta)" sia uscito contemporaneamente anche come musica di uno spot pubblicitario?
“Per niente, anzi. Succede in un momento in cui nessuno capisce più bene quali sono le regole del gioco, è tutto in trasformazione. In questo momento mi sembrava molto più intelligente utilizzare una cosa nuova piuttosto che un pezzo vecchio, del resto io non seguo le mode, non penso a espedienti per diffondere, quindi ben venga una campagna. Non dimentichiamo che io sono nata con una pubblicità, è grazie a uno spot che Caterina Caselli notò la mia voce e mi venne a cercare”.