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Una scena di Frozen. Il segreto di Arendelle  

Il ritorno di "Frozen"

A sei anni dal primo, che ha sbancato i botteghini, arriva il nuovo film Disney ambientato tra i ghiacci scandinavi. Intervista ai due registi, Jennifer Lee e Chris Buck
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LOS ANGELES. Sono passati sei anni dall'uscita di Frozen. Il regno di ghiaccio, il film di animazione Disney diventato un fenomeno virale oltre che quello con il maggiore incasso (un miliardo e 276 milioni di dollari), sorpassato però quest'anno da Il Re leone (un miliardo e 654 milioni di dollari). Del Regno di ghiaccio sappiamo tutto: le sorelle Anna e Elsa dopo essersi ritrovate riescono a riconquistare il regno di Arendelle, e si preparano a vivere per sempre felici e contente. Che altro può succedere?

Per scoprirlo basta andare al cinema dal 27 novembre e vedere Frozen II. Il segreto di Arendelle. Noi ci siamo portati avanti, andando nei Walt Disney Animation Studios di Burbank per farci dare qualche anticipazione da Jennifer Lee e Chris Buck, che sia nel primo che nel secondo capitolo hanno curato soggetto, sceneggiatura e regia e hanno vinto l'Oscar, il Bafta e il Golden Globe per il miglior film d'animazione nel 2014. Al Segreto di Arendelle han…
LOS ANGELES. Sono passati sei anni dall'uscita di Frozen. Il regno di ghiaccio, il film di animazione Disney diventato un fenomeno virale oltre che quello con il maggiore incasso (un miliardo e 276 milioni di dollari), sorpassato però quest'anno da Il Re leone (un miliardo e 654 milioni di dollari). Del Regno di ghiaccio sappiamo tutto: le sorelle Anna e Elsa dopo essersi ritrovate riescono a riconquistare il regno di Arendelle, e si preparano a vivere per sempre felici e contente. Che altro può succedere?

Per scoprirlo basta andare al cinema dal 27 novembre e vedere Frozen II. Il segreto di Arendelle. Noi ci siamo portati avanti, andando nei Walt Disney Animation Studios di Burbank per farci dare qualche anticipazione da Jennifer Lee e Chris Buck, che sia nel primo che nel secondo capitolo hanno curato soggetto, sceneggiatura e regia e hanno vinto l'Oscar, il Bafta e il Golden Globe per il miglior film d'animazione nel 2014. Al Segreto di Arendelle hanno collaborato anche Kristen Anderson-Lopez e Robert Lopez, autori della colonna sonora e che con Let It Go (nella versione in italiano All'alba sorgerò) si sono aggiudicati l'Oscar, che stavolta hanno creato sette nuove canzoni.

Quando il primo Frozen arrivò nei cinema avevate pensato già a un sequel?
Jennifer Lee: "No, e siamo rimasti sbalorditi dal successo mondiale del film. Per noi la storia era sempre stata speciale, soprattutto perché è un musical con due protagoniste donne. Ma eravamo pronti a lavorare su un altro progetto. Tutti, però, continuavano a chiederci di Elsa. Volevano sapere dove e come aveva acquisito i suoi poteri ed erano curiosi di conoscerla meglio, visto che nel primo film non avevamo passato molto tempo con lei. Dovevamo raccontare di più la sua storia e abbiamo proposto la nostra idea alla Disney".
Chris Buck: "Ci sono anche parecchi elementi del film che hanno coinciso con la vita privata di tutto il team. Molti dei figli della nostra gang si sono laureati alla fine del primo film e anche per loro cominciava un'altra fase, più problematica, della vita. Noi genitori ci siamo chiesti che ruolo avrebbero avuto nella società. Questo sequel è un'evoluzione naturale dei personaggi: sono cresciuti e molte cose per loro sono cambiate".

Anna e Elsa sono due principesse molto diverse da quelle che le hanno precedute...
Lee: "I film Disney hanno sempre riflettuto il tempo in cui sono stati girati. Cenerentola, da sempre una mia eroina, è forte e in grado di sopportare gli abusi continui della famiglia e quando penso a una principessa coraggiosa è la prima che mi viene in mente. Quello che mi piace di Elsa e di Anna è la visione moderna che hanno nei confronti dei propri impegni di leader, la forza d'animo che si trasmettono a vicenda. Non sono principesse che si accontentano dell'happy end. Per creare il loro carattere mi sono ispirata a Elisabetta I d'Inghilterra, la regina più popolare e stimata della monarchia britannica perché non aveva paura di addossarsi il peso della sovranità. Come lei anche Anna ed Elsa non dovevano aver paura di affrontare i momenti difficili e non sfuggono mai alle loro responsabilità".
Buck: "E, allo stesso tempo, non sono perfette, hanno difetti e commettono errori. Sono perfettamente in linea con il nostro tempo che, finalmente, accetta le imperfezioni e incoraggia le differenze".

Come definireste la loro relazione?
Lee: "In Frozen II abbiamo la possibilità di vederle insieme, il passato le ha cambiate e sono molto protettive l'una nei confronti dell'altra. Elsa ha sempre avuto timore di non essere accettata, ma adesso che non ha più questo problema deve vivere la vita che ha scelto e questo non sempre è facile per i pericoli che deve affrontare. Certamente, ora che sono cresciute, si capiscono molto meglio di prima".

Avete fatto ricerche ulteriori rispetto al primo film?
Buck: "Questa volta siamo riusciti a visitare Norvegia, Finlandia e Islanda per cercare ispirazione dalla natura di questi luoghi spettacolari. È stato un viaggio molto utile, che non avevamo fatto per il primo film e che ci ha permesso di capire molte cose che prima avevamo solo intuito, tra cui la vera differenza di personalità tra Anna e Elsa. Anna è a suo agio in Norvegia, in un ambiente più fiabesco, mentre Elsa si sente a casa nella mitica e desolata Islanda. Anna è il perfetto personaggio delle fiabe: è umana in un mondo non magico, ottimista e coraggiosa. Elsa è il perfetto personaggio mitico: uno di quelli che assumono il peso del mondo sulle loro spalle e fanno ciò che gli altri non possono fare".

Si è evoluta molto la tecnologia in questi anni?
Buck: "Tantissimo. Questo è di gran lunga il film più complesso che abbiamo mai fatto. Il più laborioso da realizzare è stato Nokk, il cavallo che vola nell'oceano a velocità supersoniche, uno spirito proteiforme ispirato ai Nøkken della mitologia Norvegese. Vi stupirà".

In che periodo è ambientato Il segreto di Arendelle?
Lee: "Siamo nel 1850. Abbiamo scelto questa data cercando di capire quale fosse il periodo migliore per ritrovare Elsa e Anna, perché volevamo esplorare i cambiamenti caratteriale dovuti alla loro crescita. Quell'anno ci ha anche permesso di inserire nel film alcune cose che erano state inventate in quel periodo come la lavatrice meccanica e la macchina per cucire. Anche le biciclette esistevano già".

Quanto conta nel film la forza della natura scandinava?
Lee: "Quando ti trovi in una inesplorata foresta finlandese e ti raccontano storie legate alla cultura popolare con gli spiriti della natura, non puoi fare a meno di esserne ispirato. Personalmente credo nel potere dei messaggi emotivi: l'amore per la natura è una connessione importante per Elsa, per i suoi poteri, anche se il nostro non è un film ambientalista ma un film sull'amore tra due sorelle".

E le canzoni? Ne ascolteremo una che potrà competere con Let It Go/All'alba sorgerò?
Buck: "Ne abbiamo parlato molto con Bobby e Kristen e dato che la storia è una continuazione del primo film abbiamo concepito la musica come un secondo atto di un musical di Broadway. Il primo atto stabilisce le basi della storia, nel secondo possiamo investigare in modo più profondo l'animo dei personaggi. Bobby e Kristen hanno visto diventare indipendenti le loro figlie e le hanno seguite quando affrontavano i momenti di crisi senza la loro protezione. La musica è maturata come le nostre protagoniste".
Lee: "Questo film ha un tono molto più epico del primo, la ninna nanna All Is Found (Il fiume del passato) che la Regina Iduna canta alle sue bambine rappresenta una sorta di mappa per capire la mitologia della storia".

Sul Venerdì dell'8 novembre 2019